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Laura Paoletti, la nuova team manager della Fiorentina

La società dei Della Valle ha nominato un team manager donna e nel cda due signore docenti della Bocconi che si occuperanno principalmente di marketing e del settore commerciale. Una piccola importante rivoluzione che fa della "viola" un esempio

È la prima e per adesso l’unica. Laura Paoletti è la nuova team manager della Fiorentina. Unica, appunto, a ricoprire questo ruolo in serie A. E forse, unica, resterà ancora per un po’. Perché il calcio e le donne hanno un rapporto strano: se la maggioranza è poco competente o interessata a esserlo, altre ne sono diventate figure di primissimo piano. Non è una novità che allenatrici, amministratrici delegate, presidentesse abbiano preso il posto che per anni, per decenni, spettava all’universo maschile. Nonostante ciò, Laura Paoletti è, a tutti gli effetti, un unicum, perché dovrà avere a che fare non con cravatte e scrivanie, ma con divise e campi di calcio. La società dei Della Valle (che contestualmente alla nomina del team manager ha pure annunciato l’ingresso nel cda di Daniela Maffioletti e Maria Carmela Ostillio, docenti della Bocconi che si occuperanno principalmente di marketing e del settore commerciale) ha voluto dare un forte segnale, premiando chi con la professionalità ha scalzato la norma, ha sovvertito la consuetudine: “E’ un simbolo di innovazione che vogliamo dare al mondo del calcio”, ha sottolineato il presidente onorario. Laura Paoletti, 34 anni, di Arezzo, laureata in Psicologia, per sei stagioni è stata una delle responsabili delle “Promesse Viola”, la struttura che si occupa non solo della vita sportiva dei giovani calciatori ma anche e soprattutto degli aspetti quotidiani e dello studio: come tutor ha aiutato i ragazzi a districarsi nella vita e nei problemi di tutti i giorni, con una speciale attenzione ai possibili disagi psicologici. Oltre ad aver partecipato a qualche spezzone del reality Campioni di Mtv, è stata impegnata nei progetti all’estero. Una serie di esperienze che ha avuto, evidentemente, risultati tanto soddisfacenti da convincere la dirigenza viola ad affidarle il ruolo di team manager.

La scelta, destinata a segnare una svolta, ha trovato un forte sostegno dalle istituzioni, come ha precisato Stefania Saccardi, vicepresidente della Toscana: “Sono convinta che l’incarico a Laura Paoletti sia un bel segnale. Attenzione, non ne faccio una questione di sesso. L’importante è che sia stata scelta la persona giusta. Credo comunque che le donne in certi ruoli possano svolgere un compito importante e in un calcio un po’ troppo maschio un tocco di femminilità probabilmente non guasterà. L’ingresso di donne nel sistema potrebbe aiutare a recuperare più facilmente certi aspetti, certi valori sportivi, escludendo quelli che non dovrebbero neanche lontanamente farne parte. Che la Fiorentina sia stata la prima a puntare sulle qualità di una donna non mi stupisce: è sempre stata sensibile verso un calcio attento al fairplay (il cartellino viola che premia gesti e atteggiamenti positivi del pallone ne è un esempio, n.d.r.) e al rispetto delle regole”. Dello stesso parere il sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Che il calcio, lo sport più amato dagli italiani, apra le porte anche alle donne brave, preparate, professionali è un bene. Un po’ di modernità, grazie all’inserimento di persone nuove e giovani, non farebbe male”. L’accoglienza, insomma, è stata delle migliori, ma Laura Paoletti ha deciso di continuare con il low profile che l’ha sempre contraddistinta: a lei, più delle parole, interessano i fatti.