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Per la prima volta una donna nella selezione per il gol più bello dell’anno

Stephanie Roche è irlandese e non c'era mai stato neanche un maschio dall'Irlanda nella selezione dei gol più belli dell'anno. Un lampo in rete che ha fatto milioni di visualizzazioni su YouTube. Incrociamo le dita per lei, ma il calcio femminile così ha già vinto un gran partita

Non importa se a vincere sarà lei: quel che conta è che per la prima volta nella storia una donna contenderà a due uomini il premio Puskas, il riconoscimento assegnato al gol più bello dell’anno. Stephanie Roche, irlandese di 25 anni, il 12 gennaio sfiderà i capolavori che James Rodriguez e Robin Van Persie hanno regalato nel mondiale brasiliano rispettivamente in Colombia-Uruguay e in Spagna-Olanda. Poco a che vedere con la partita del campionato irlandese tra Peamont United e Wexford Youth, dove una sola telecamera ha immortalato la splendida azione della Roche: stop di piatto, destro al limite dell’area, sombrero su un’avversaria e sinistro al volo che si è piazzato con precisione chirurgica sotto l’incrocio dei pali.

stephanie roche

E se la dublinese è riuscita ad attirare l’attenzione di tutti, il merito va proprio a quel filmato che, grazie a un fitto lavoro di squadra (non solo gli irlandesi ma anche gli inglesi hanno contribuito), ha fatto il giro del mondo su Youtube con più di 3 milioni di visualizzazioni: talmente perfetto, quel lampo, da essere uno dei più votati e, di conseguenza, da essere in lizza per la rete più bella. In effetti, la Roche ha già battuto un record, visto che l’Irlanda non ha mai avuto un calciatore tra i candidati al premio.

Il risultato fin qui ottenuto spazza via le critiche e i preconcetti che tuttora avvolgono la realtà del calcio femminile: “Oltre alla soddisfazione personale, l’aspetto più bello è che il mio gol è servito a dare un po’ di visibilità a uno sport considerato ancora prerogativa maschile”, racconta lei. Certo, un po’ di fortuna, come sempre, aiuta: sono rarissime le partite che vengono riprese dalle telecamere. “Appunto, di solito nessuno vede in video le nostre prestazioni. Proprio per questo sono convinta che la presenza quel giorno – nell’ottobre del 2013 – della telecamera sia un segno del destino”.

Stephanie in estate è approdata all’Albi, in Francia, dopo aver disputato tre stagioni nel Peamont United e aver vinto il campionato, la Coppa d’Irlanda e la classifica cannonieri con 24 reti. Ma l’amore per il calcio le appartiene da sempre: “Prima giocavo con i maschi. A nessuno pareva strano e spesso scendevo in campo con loro, magari con i più giovani”. Soltanto quando è diventata professionista ha fatto parte di una squadra composta unicamente da ragazze, “e lì ho capito quanto ancora le donne non venissero prese sul serio in questo sport”. Questo però accadeva tempo fa: adesso con la grinta, la passione e la determinazione di chi come lei porta avanti la propria ambizione la situazione sta cambiando profondamente.

E sognare, dopo aver superato le magie di Zlatan Ibrahimovic e Diego Costa – “bocciati” per farle spazio nelle nomination – non fa più così paura: “Arrivati a questo punto posso persino vincere. Perché no?”. Per l’eventuale annuncio Stephanie dovrà attendere ancora qualche giorno, ma già oggi, grazie a lei, il calcio femminile ha vinto.