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Michela Cerruti, campionessa di automobilismo in gara a Pechino

Milanese, classe 1987, è una delle più giovani piloti d’automobile italiane. Ha corso con le Granturismo e con le Monoposto e ha portato a casa vittorie importanti. E ora in Cina compete in Formula E con il team del pilota italiano Jarno Trulli, a caccia di nuovi record

La prima gara l’ha vinta a bordo di una Mercedes tutta rosa, perché se sei l’unica donna a gareggiare contro decine di uomini la tua femminilità la devi rimarcare e non nascondere. Ma la competizione è dura e allora ci vogliono anche tenacia, allenamento, tanta forza fisica e mentale.

Michela Cerruti, milanese classe 1987, è una delle più giovani piloti d’automobile italiane. Ha corso con le Granturismo e con le Monoposto e ha portato a casa vittorie importanti. La prima nell’aprile 2011 sul circuito di Monza: in pista c’erano piloti con vent’anni di esperienza, ma lei ha sbaragliato la concorrenza. Diventa l’unica donna a salire sul gradino più alto del podio nella storia della Superstars Series. “Un’emozione difficile da dimenticare”, racconta.

Michela è sempre stata sportiva, corsa e sci sono le sue passioni sin da bambina. “Ero una ‘femminuccia’ – ricorda la pilota – ma quando ho cominciato a guidare, prima il motorino e poi la macchina, ho subito capito che era qualcosa che mi faceva stare bene. Mi sentivo nata per quello”.

Nel 2006, dopo la laurea in psicologia e su suggerimento di papà Aldo, ex campione di automobilismo negli anni Sessanta e Settanta con il soprannome di Baronio, Michela si iscrive ad un corso di guida sicura. Una conferma. Volante e pista sono il suo destino. Mario Ferraris, pilota e preparatore, le dice che deve correre. È l’inizio di un nuovo percorso. Le gare, i primi risultati, “le macchine turismo da uomini veri” e la passione che cresce e che diventa, con il tempo, una professione.

“Vorrei diventare il pilota ufficiale di una grande casa automobilistica”, racconta Cerruti. “Ho cominciato tardi questo tipo di carriera. Lavoro e ho lavorato tanto sul mio ‘talento grezzo’. Mi alleno sui go kart, in palestra e in piscina. Forse non sembra, ma questo è uno sport molto fisico: ci vogliono muscoli e potenza aerobica. È fondamentale tenere in esercizio anche la mente. In questo i miei studi di psicologia mi sono tornati utili. Ho sviluppato buona consapevolezza e autocontrollo. Ho imparato ad analizzare i miei risultati, ad accettare le critiche e a elaborarle”.

“Il 2012 è stato forse l’anno più difficile”, continua Michela. “I risultati tardavano ad arrivare e, lo ammetto, ho avuto anche la tentazione di mollare. Mi hanno aiutato soprattutto mio padre e il mio fidanzato, un ingegnere di pista conosciuto in gara. Il primo compagno con cui condivido davvero questa passione”.

Poi però le vittorie arrivano e la ripagano di tutti gli sforzi. “Sono momenti incredibili, concretizzano tutti i sacrifici – spiega la pilota – forti emozioni, anche a livello fisico. Nell’ultima competizione vinta, dopo essere scesa dalla macchina, non riuscivo nemmeno più a camminare. Inutile negare che questa sia la parte più bella del mio mestiere. Poi ci sono l’adrenalina, che cerco da sempre, la competizione e, soprattutto, l’impagabile soddisfazione di battere gli uomini. Ogni volta inventano scuse diverse per giustificarsi di essere arrivati dietro di te”.

L’ambiente maschile, e a volte maschilista, non ha scalfito la femminilità di Michela. “Mi piace curarmi, vestirmi in modo elegante se c’è l’occasione e indossare tacchi alti. In pista però devi adattarti, non è certo il posto dove fare la principessina. Devi credere in te stessa e in quello che fai perché gli avversari cercano di intimidirti facendoti credere che conti poco e che di te non hanno alcuna paura, anche se non è così. Ogni volta che vinco mi rendo conto di aver fatto qualche cosa di speciale”.

L’automobilismo non è sport per donne, ma “le quote rosa” sono in aumento anche qui. Sui circuiti internazionali ce ne sono circa una decina, ma è raro vederne più di due nello stesso campionato. Quest’anno Michela è entrata nella storia per essere stata la prima donna a vincere una gara nella serie Auto GP nell’appuntamento di Imola a fine giugno, ma continua ad allargare i suoi orizzonti. Il 13 settembre, da Pechino, ha iniziato una nuova avventura. Corre in Formula E, campionato dedicato alle monoposto con motore elettrico, con il team del pilota italiano Jarno Trulli. Nuove sfide, e magari anche nuovi record, la aspettano.