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Sofia Cilenti, campionessa in bici contro il linfoma di Hodgkin

 Il 24 agosto Sofia è tornata a correre in bicicletta dopo la terribile malattia. A Meduna di Livenza, in provincia di Treviso, tra le Juniores al via c’era anche lei, accolta dagli abbracci delle amiche e rivali

Per una volta, l’ultimo dei suoi pensieri è stato l’ordine di arrivo. Perché l’aspetto più importante, l’unico che davvero contava, era essere alla partenza, tornare a sentirsi un’atleta dopo due anni di dolore, paura, smarrimento e poi speranze, sorrisi, felicità. Sofia Cilenti è tornata a correre, sulla bicicletta e nella vita: la pausa dalla quotidianità è durata tanto, troppo, dal momento in cui si era dovuta fermare quando il linfoma di Hodgkin esplose in tutta la sua violenza. Sofia ha diciannove anni e la consapevolezza che si può tornare a vincere anche senza essere al primo posto di una classifica. E che ognuno ha una giornata indimenticabile: la sua, domenica 24 agosto.

Atleta della Ju Green, squadra varesina per la quale è tesserata da anni sebbene viva a Quincinetto, al confine tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, Sofia si è accorta che qualcosa di terribile stava succedendo proprio grazie alla bicicletta: l’improvvisa stanchezza, il malessere generale, la febbre alta sono stati i primi sintomi. Poi, la difficoltà dei medici di capire le ragioni, le cause della sua condizione, fino alla drammatica scoperta. Lì è iniziato un percorso fatto di ricoveri, analisi, chemioterapia. “Un anno fa – racconta la madre Adriana – per settimane non poteva neppure alzarsi dal letto. In quei momenti con le lacrime agli occhi ricordava le gare e i giorni felici e mi chiedeva se avrebbe mai potuto tornare a correre. Per farle coraggio le rispondevo di sì, ma in realtà non sapevamo neppure se sarebbe guarita”.

A lungo i suoi genitori hanno mantenuto il segreto sulla vera natura del male, fino a quando è stata evidente anche agli occhi della ragazza che, dopo l’inevitabile sgomento, ha saputo reagire con forza e determinazione. “Non so spiegare cosa provai quando capii. Qualcosa di simile a un senso di pesantezza. Piansi. Cosa ne sarebbe stato di me? Poi ho conosciuto la mia dottoressa, un angelo, e le cure sono iniziate. Dovevo rimanere distesa molti giorni, il dolore era atroce, ma piano piano scompariva e quando succedeva la voglia di vivere era sempre maggiore. Più passava il tempo più diventavo forte. Pronta a tutto”.

E questa forza e questa capacità di affrontare tutto le hanno permesso di sconfiggere la malattia ed essere di nuovo padrona della propria esistenza. Il 24 agosto Sofia è tornata a correre, è tornata a sentire l’emozione, i brividi che la passione sportiva sanno trasmettere a chi li vive con intensità. A Meduna di Livenza, in provincia di Treviso, tra le Juniores al via c’era anche lei, accolta dagli abbracci delle amiche e rivali. “Al momento della partenza non sapevo fin dove sarei riuscita ad arrivare, ma l’importante era esserci. Mi veniva da piangere in ogni momento, ma sono riuscita a non cedere. Poi, a casa, l’emozione ha preso il sopravvento. Sono felice e ho deciso di partecipare ad altre tre gare: non mi interessa il risultato, quel che conta è tornare a fare parte del gruppo”.

A incoraggiarla e applaudirla la mamma, il fratellino, e papà Maurizio, che anni fa le ha regalato la prima bicicletta: “I tre giri che ha fatto sono più di quanto ci aspettassimo, ma l’atmosfera della gara le ha dato quel qualcosa di speciale che le ha permesso di andare oltre le previsioni”. La maturità di Sofia è racchiusa anche nel pensiero che vuole condividere con tutti coloro che ancora stanno combattendo la stessa battaglia: “Ho appreso il vero valore della vita lasciando alle spalle il superficiale. A chi ci sta passando e a chi ci passerà: tornare a vivere si può!”.