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Mondiali per signorine #5 anche per la Nazionale un grazie a Zeman

C'è un po' dell'allenatore boemo più amato della storia del calcio nella Nazionale italiana. I nostri tre ragazzi, amici, talenti: Immobile, Verratti, Insigne. Amiche, avete ancora qualche ora per conoscerli, per capire come siamo messi e quanto tifo c'è da fare

Purtroppo la partita contro la (il? Boh. Il dibattito infuria) Costarica non è andata come speravamo e un po’ ci aspettavamo. Colpa del caldo? (giocavamo alle 13 locali) Colpa del modulo scelto da Prandelli? (di moduli ne abbiamo parlato la volta precedente). Fatto sta che adesso ce la dobbiamo giocare con l’Uruguay, che è a pari punti nostri (tre, una sconfitta contro Il/la Costarica e una vittoria con l’Inghilterra) ma leggermente svantaggiato rispetto a noi perché dallo stesso avversario, il/la Costarica, loro hanno preso tre gol e noi uno soltanto. Quindi noi passiamo al turno successivo anche in caso di pareggio, mentre l’Uruguay è obbligata  a vincere. L’Inghilterra è fuori dai giochi, eliminata ancora una volta insieme ad altre nazionali eccellenti come la Spagna campione del mondo e d’Europa in carica.

Cosa succederà? Dopo le critiche a seguito della sconfitta, Prandelli correrà ai ripari, e probabilmente schiererà sin dall’inizio il capocannoniere (il giocatore che ha segnato più reti) dello scorso campionato, e cioè Ciro Immobile, che in realtà è un ossimoro vivente perché tutto è tranne che fermo: velocissimo, centravanti puro con un gran senso del gol, sui suoi piedi ora si poggiano le sorti della nostra Nazionale. Vorrei prendere spunto da lui per raccontarvi oggi una bella storia, di amicizia, di talento, di futuro, una storia che nasce in una periferia del calcio maggiore, in una regione d’Italia che ora non è più rappresentata in serie A ma che ha visto nascere un sogno: la favola del Pescara di Zeman.

Due anni fa, il Pescara veniva promosso dalla serie B alla serie A, dopo un campionato straripante costellato di vittorie a cifre più tennistiche che calcistiche, 6-0 inflitti come niente fosse a ripetizione, un gioco bello, veloce, appassionante. L’allenatore di quella squadra è un boemo magnetico, silenzioso, ironico, gran fumatore, uno che non ha avuto paura di denunciare il sistema del doping all’interno del calcio italiano e per questo motivo è stato ostracizzato. Un allenatore famoso per il suo calcio totalmente offensivo e da cardiopalma: le squadre di Zeman giocano bene, anzi di più, e attaccano sempre. Se stanno perdendo attaccano, se stanno pareggiando attaccano, se stanno vincendo – indovinate un po’ – attaccano. Perciò fanno una caterva di gol e ne subiscono un’altra caterva. Per questa ragione non gli va sempre bene: chi tifa una squadra di Zeman sa di mettere alla prova le proprie coronarie. Puoi perdere 3-0 e riuscire a rimontare o vincere 3-0 e farti recuperare. Insomma, uno come lui o si ama pazzamente, o si odia profondamente. Io dichiaro per lui il mio amore incondizionato, nonostante da romanista sfegatata, l’anno scorso in cui ha allenato la Roma, la mia squadra abbia dovuto subire rimonte poco onorevoli in partite già vinte. Però, credetemi, che bellezza di calcio! Che divertimento continuo! Per quanto mi riguarda, #boemopessempre<3

Dicevamo della favola: allora, questo signore di origini ceche ma trapiantato in Italia sin da bambino, di cui si conosce la tendenza offensiva al limite del suicidio e anche l’intuito del talent scout, arriva un’estate di tre anni fa a Pescara, che da tanto tempo sogna di tornare ai massimi livelli del calcio, e mette su la SUA squadra. Si porta da Foggia, dove è amato tanto che secondo me a breve gli faranno una statua mentre è ancora in vita, un ragazzino che si è fatto notare: si chiama Lorenzo Insigne, viene da Napoli, ha vent’anni. Poi c’è un altro partenopeo che segna gol a raffica, impressionante: da Torre Annunziata, passando per la Juventus e il Genoa, arriva Ciro Immobile, un anno in più di Insigne. Infine, un ragazzo nato e cresciuto a Pescara e nel Pescara, uno scricciolo appena diciottenne che si chiama Marco Verratti. Zeman sa riconoscere il talento, grazie a lui sono sbocciati campioni come Giuseppe Signori (sempre al Foggia), e Francesco Totti – dico, FRANCESCO TOTTI, che trova nel suo primo passaggio alla Roma, con lui diventa capitano, anzi IL Capitano (sequenza di cuoricini come se piovesse – la mia romanistitudine li reclama).

Del campionato strepitoso del Pescara di Zeman abbiamo accennato prima: con questi tre ragazzi poco più che ventenni e altri giocatori che con lui mostrano grinta e qualità, la squadra abruzzese ritrova la Serie A dopo diciannove anni di B. Il resto è storia: Marco Verratti da un anno gioca in Francia, al Paris Saint Germain, a fianco di campioni stratosferici come Ibrahimovic, Cavani, Lavezzi. Si mormora che Ancelotti, allenatore del Real Madrid, ovvero la squadra più titolata al mondo, lo voglia assolutamente con sé in Spagna. Ciro Immobile, dopo essere stato capocannoniere del campionato italiano giocando in una squadra di media classifica come il Torino, ha appena firmato per giocare con il Borussia Dortmund, squadra rivelazione del campionato tedesco. Lorenzo Insigne è titolare inamovibile nel Napoli, con cui ha appena vinto una TIM Cup (Coppa Italia) segnando la doppietta decisiva in finale. From the Abruzzi to the whole world.

Tutti questi ragazzi, queste perle del nostro campionato e speriamo del nostro Mondiale, si sono ritrovati nella Nazionale di Prandelli partendo insieme da Pescara e dalla serie B. Hanno ritrovato anche Mattia Perin, che è stato insieme a loro nell’unico anno di Serie A del Pescara prima del mesto ritorno alla serie cadetta e che Prandelli ha convocato come terzo portiere. Insigne e Immobile dividono la stessa stanza, giocano a briscola e Verratti li riprende e li pubblica su Twitter, alla notizia della convocazione tutti e tre si sono fotografati insieme (un selfie, insomma) pazzi di gioia. Si vogliono bene, insomma. Amici veri. E se provate a chiedere loro di Zeman… beh, immaginate voi.