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Mondiali per signorine #3 Il fuorigioco spiegato come lo shopping

Quello che proprio non ci va giù è che lo spray-schiuma da barba che ora spruzzano per delineare la distanza tra la barriera e la punizione macchi gli scarpini fluorescenti. A parte questo, ostentiamo un certa sicurezza quando l'arbitro alza la bandierina

Come già sapete, o per aver preso una cuccuma di caffè per restare sveglie, o per averlo saputo alla tv o per aver subìto l’invasione tifoidea sui social network, ABBIAMO VINTO! Sabato notte (o domenica notte? Boh!) non solo abbiamo sconfitto la perfida Albione, ma abbiamo disputato una partita bellissima nonostante il caldo allucinante di Manaus. E questa è la vera notizia: la squadra c’è, ci sono i pilastri (su tutti, un Pirlo semplicemente maestoso, e un Balotelli tornato al gol), ma soprattutto ci sono alcune novità incoraggianti come il sostituto dell’infortunato Buffon, e cioè Sirigu, che da Nuoro è arrivato a giocare titolare nel Paris Saint Germain insieme a Ibrahimovic, per dirne uno, il giovane e sino a ieri semisconosciuto Matteo Darmian (non a me, che ce l’avevo in squadra a Fantacalcio) e la conferma di Antonio Candreva (non per me, che ce  l’avevo in squadra a Fantacalcio) (oh, sono arrivata seconda quest’anno a Fantacalcio!).

Confesso che finita la partita, nonostante fossero ormai le due del mattino (mai più ci capiterà di giocare a questi orari antelucani, per fortuna), avevo in corpo tanta di quella adrenalina che non riuscivo a dormire. Anche perché, care lettrici, abbiamo la prima richiesta, anzi LA richiesta! @CelePistillo, che si dichiara bionda, trentenne e ancora incapace di cogliere la differenza tra punizione e fuorigioco, ha bisogno di noi. E noi non restiamo sorde al suo richiamo: dunque, cara Cele, basta che tu pensi a questo: la punizione, lo dice il nome stesso, è la conseguenza di un’azione irregolare, di un fallo, in termini tecnici (absit iniuria verbis). A seconda della gravità del fallo, la punizione può essere lieve, più consistente o tremebonda: in ogni caso, l’arbitro ferma il gioco (sottotitoli: “t’ho visto, abbello, nun ce prova’, molla l’osso”), dà la palla a chi ha subìto il fallo e poi, se il fallo è veniale, attribuisce un calcio di punizione “di seconda” o indiretto, cioè il giocatore non può tirare direttamente ma deve passarla prima a un compagno. Se il fallo è stato più grave, il calciatore calcia direttamente dalla posizione dove si trova: si chiama “calcio di punizione di prima” o diretto. Uno specialista dei gol su calcio di punizione è Andrea Pirlo, per esempio. I suoi gol sono capolavori balistici micidiali: tira da fermo e riesce a infilare la palla dove il portiere non riuscirà a raggiungerla nemmeno volando. Ne abbiamo avuta una dimostrazione pratica proprio sabato notte, quando per un soffio la tipica punizione di Pirlo (che Fabio Caressa, telecronista di Sky, ha ormai ribattezzato “la maledetta”) non è entrata sotto l’incrocio dei pali. E in effetti il portiere dell’Inghilterra, Hart, a fine partita è andato a complimentarsi con lui per una magia a cui è mancata solo la realizzazione.

Per cercare di evitare il più possibile i danni, il portiere in caso di punizioni è autorizzato a schierare un baluardo difensivo, la cosiddetta “barriera”: in pratica, quando vedi che l’arbitro comincia a camminare tipo passo dell’oca in direzione della porta, sta solo misurando i nove metri regolamentari dove dovranno piazzarsi i giocatori della squadra che subisce la punizione. Quegli stessi che vedrai stringersi l’un l’altro con le mani sugli attributi a tentare di difendere non solo la porta, ma anche la loro virilità (immagina una sfera di cuoio duro del peso di quasi mezzo chilo lanciata dal piede di Pirlo che ti arriva a 106 all’ora sulle parti basse – ok, basta così, è troppo anche per noi). Quanti giocatori e dove metterli, lo decide il portiere, che ha la responsabilità di organizzare la barriera (tutto inutile, tanto Pirlo gliela mette lo stesso).

Durante questi Mondiali, per la prima volta è stata inserita una novità che a me fa tanto ridere: l’arbitro, per segnare il punto esatto dietro cui si deve schierare la barriera ed evitare che questa avanzi troppo, può a sua discrezione usare uno spray che sembra una bomboletta di schiuma da barba con cui tirare letteralmente una riga davanti ai piedi dei giocatori. Finora il primo risultato di rilievo dell’innovazione è stato un giocatore olandese inviperito contro l’arbitro italiano Rizzoli, che con questo scherzetto gli ha rovinato gli scarpini fluorescenti appena indossati. Cioè, fosse stato uno sport femminile, il sangue dell’arbitro sarebbe scorso per tutto il campo.

Poi c’è l’estrema punizione, quella per falli criminali, tipo atterrare un avversario davanti al portiere o fermare la palla con le mani in area (il gioco si chiama “calcio” non a caso). In quel caso si tratta di calcio di rigore: niente barriera, solo il calciatore e il portiere, si calcia diretto da undici metri di distanza. Ma i rigori credo siano l’unica cosa del calcio che non ha bisogno di essere spiegata, anche perché in tre giorni di partite se ne sono visti già diversi assegnati (tra cui uno, mooooolto dubbio, al Brasile che perdeva all’esordio con la Croazia).

Il fuorigioco invece è semplice da capire, spesso difficilissimo da vedere, soprattutto se sei in campo e in movimento: per spiegarlo, userò un accostamento con il nostro sport preferito, lo shopping. Immagina di essere in un negozio di scarpe, ma di aver lasciato la tua borsa ad un’amica che è rimasta indietro ad osservare la vetrina. Improvvisamente, le vedi: le scarpe che desideravi da tempo! E sono lì, proprio dietro la cassiera! Non resta che andare a prenderle. Però, tra te e lei si frappone un’altra cliente che ha capito le tue intenzioni e vuole impedirti di farlo. Che fare? La prima tentazione è assestarle una gomitata secca e togliertela davanti, prendere le scarpe e chiamare l’amica per farti portare la borsa e pagare. Ecco, se lo fai, cara Cele, sappi che la titolare del negozio ti caccerà fuori (fallo da espulsione). Se invece prima ti fai passare la borsa al volo dalla tua amica, ché tanto lei le scarpe non le ha mica trovate, e poi discretamente assesti un paio di gomitate alla tipa per raggiungere le tue amate scarpe, ecco, in quel caso hai ottenuto il tuo scopo rispettando le regole. Attenzione: non puoi scavalcare la tipa senza avere la borsa in mano (in termini calcistici, la palla al piede): è considerato scorretto. Se anche riuscissi a raggiungere le scarpe, arriverebbe la titolare del negozio e te le toglierebbe dalle mani.

Quindi, È FUORIGIOCO se un giocatore si trova davanti al portiere mentre la palla sta da un’altra parte, e non c’è nessun giocatore avversario a frapporsi. NON È FUORIGIOCO se il giocatore arriva davanti alla porta da solo con la palla al piede, o se quando gliela passano c’è almeno un giocatore dell’altra squadra tra lui e la porta.

Il senso di questa regola è quello di evitare che gli attaccanti passino la loro oretta e mezza di gioco piazzati davanti al portiere avversario a bivaccare aspettando che qualcuno gli passi la palla, così che loro la mettano dentro e fine. Sai che noia? Sarebbe come passare la giornata in un outlet aspettando che i negozi mettano fuori i saldi per poter essere la prima a comprarli. Come dici? Succede ad ogni svendita di H&M? Vero, ma le regole dello shopping non sono quelle del calcio. Bisogna farsene una ragione.

Quindi, la regola è chiara, e sono sicura che a capirla ci arriviamo tutte. Il vero problema della donna è riuscire ad accorgersene durante il gioco. Noi siamo concentrate sull’omino che in quel momento sta correndo con la palla al piede. Che ce ne siano altri che deambulano debosciati da soli in area senza apparentemente fare niente, non ce ne accorgiamo mai se non quando il guardalinee alza la bandierina e il gioco si ferma e noi ci giriamo verso i maschi di casa interdette chiedendo perché. Poi gli uomini amano farsi del male e distinguono tra fuorigioco attivo e passivo, fuorigioco di rientro eccetera. Ma per il momento direi che è sufficiente.

Non ti scoraggiare se non riuscirai subito a riconoscere un fuorigioco: sappi che sono spesso invisibili anche ai guardalinee e agli arbitri, e le televisioni fanno ampio uso di moviola per stabilire se un giocatore si trovasse o meno in posizione irregolare. Di gol realizzati in fuorigioco ce n’è una letteratura. Di cosa parlerebbero altrimenti gli uomini per tutta la settimana successiva?