Lifestyle Sport
Mi racconto, di ,

Mondiali per signorine #2. Presentiamoci con qualche consapevolezza

Eccoci pronte. Parte il Mondiale e possiamo pretendere il nostro posto in prima fila invece che preparare stuzzichini e birre per i maschi davanti alla tv. La guida per mostrarci diverse con lo stesso taglio di capelli

Allora, ci siamo. È arrivato il gran giorno: stasera inizia la ventesima edizione del più grande spettacolo dopo il ping pong (scherziamo). A San Paolo, alle ore 22 italiane, si gioca la partita inaugurale dei Mondiali di Calcio FIFA 2014, che vede contrapporsi i padroni di casa del Brasile, favoritissimi e sinora gli unici ad aver vinto il titolo per cinque volte (da cui Brasil Pentacampeão), e la Croazia. Da seguire perlomeno la cerimonia inaugurale, che si svolgerà dalle 20.30 circa: ancora non si sa se Jennifer Lopez, che avrebbe dovuto intonare We are one, l’inno ufficiale di questa edizione, con il rapper cubano Pitbull e la cantante brasiliana Claudia Leitte, darà forfait, come dice la FIFA, o invece non si farà rubare la scena in questa occasione unica. Se poco poco la conosciamo, non abbiamo dubbi che si presenterà sul palcoscenico in mondovisione per ricevere gli applausi dei fan. Attesi anche Beyoncè e Paul McCartney. Commozione quasi “telefonata”, ma grande dimostrazione scientifica, per il calcio d’inizio: un ragazzo paraplegico entrerà in campo indossando una tuta robotica e un casco pieno di elettrodi in grado di rilevare i segnali del cervello e di innescare i movimenti delle gambe, muovendosi con l’aiuto di un esoscheletro appositamente progettato.

Sempre che la cerimonia riesca ad avere luogo, beninteso. A metterla in dubbio sono gli scioperi e le contestazioni che da giorni stanno bloccando la città di San Paolo, già di suo non proprio tranquilla e organizzata. Si rimprovera il governo brasiliano, presieduto dalla Presidente Dilma Rousseff, di non aver saputo sfruttare la grande occasione dei Mondiali a beneficio della popolazione più povera, ma distraendo gli ingenti fondi solo a favore delle opere destinate alla manifestazione.

Noi giocheremo la partita inaugurale contro l’Inghilterra due giorni dopo, sabato 14 giugno a mezzanotte a Manaus, in piena Amazzonia, quindi immersi nell’umidità afosa e asfissiante del clima equatoriale, in un campo di calcio costruito appositamente per i Mondiali ma con poche garanzie di qualità, nonostante tutti gli sforzi per renderlo ecocompatibile e funzionale al tempo stesso. In questi giorni gli Azzurri si stanno preparando nel ritiro di Mangaratiba, cittadina di mare a metà strada tra Rio de Janeiro e San Paolo, scelta prima del sorteggio che ci avrebbe destinato invece a disputare le nostre partite del girone D tutte al Nord e Nordest. Dopo Manaus, infatti, torneremo a Mangaratiba per poi ripartire per Recife, sulla punta estrema a nord est, all’altezza dell’Equatore, dove venerdì 20 giugno giocheremo ad un orario per noi inedito (le 13 locali – le 18 italiane) contro il Costarica. Dopodiché ci recheremo direttamente a Natal, poco distante da Recife sempre nel Nord Est, dove sempre alle 13 locali del 24 giugno disputeremo la partita conclusiva del girone contro l’Uruguay.

Date le distanze enormi, quest’anno per la prima volta Casa Azzurri, la struttura che ospita gli eventi e il centro media a seguito della Nazionale, sarà itinerante e seguirà le trasferte della squadra trasferendosi qualche giorno prima là dove loro giocheranno. La sera prima di Italia-Costarica, a Recife, a Casa Azzurri si esibirà la cantante Emma Marrone. Alla vigilia di Italia-Uruguay a Natal, invece, ad intrattenere gli invitati saranno i Negramaro, autori anche del nostro inno di questa edizione, “Un amore così grande”, rivisitazione molto personale di una canzone del grande tenore Mario del Monaco, cantata anche da Claudio Villa, Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli.

Insomma, è tardi per sottrarsi al grande rito che sarà celebrato da domani al 13 luglio e che sarà visto da un miliardo di persone in tutto il mondo: tanto vale “venire studiate” e cercare di godersela nei limiti del possibile. In fin dei conti, per una volta mettiamoci nei panni dei nostri uomini: noi ci lamentiamo di non riuscire a capire la trappola del fuorigioco, ma anche una donna che ti chiede a bruciapelo “Noti qualcosa di diverso in me oggi, amore?” non è da sottovalutare.