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Mondiali per signorine #1 Povero Prandelli, aspettando Brasile2014

Parte oggi un resoconto Mondiale per tifose e neofite. Per trovare argomenti di conversazione con maschi obnubilati, ma forse soprattutto con signore e signorine che vedono oltre una palla che rotola e capiscono persino il fuorigioco 

L’idea mi girava in testa da un po’, ma non sapevo come darle forma. Poi, a poche ore dall’ultima amichevole della Nazionale italiana, ecco l’occasione che cercavo: domenica 1 giugno alle 19 il CT Cesare Prandelli dirama i convocati ufficiali che voleranno in Brasile, e si scatena il delirio in rete.

Quella decina di migliaia di allenatori presenti sui social network italiani comincia a commentare le scelte, più criticandole che approvandole, e una cara amica, @martabertolini, twitta perplessa “Ma siete tutti arrabbiati con #Prandelli? Ma che ha fatto pover’uomo?”. Non potevo restare sorda al suo accorato richiamo, per cui eccomi qui, forte della mia trentennale esperienza di tifo calcistico e del mio unsuitable job for a woman nel mondo del calcio, a mettervi a disposizione le mie conoscenze per provare a spiegarvi perché, ogni quattro anni, i nostri uomini per un mese circa perdono qualsiasi altro interesse, quest’anno pure a notte fonda, per giunta.

Allora, questo mi sembra il punto migliore per iniziare: Prandelli, ovvero il commissario tecnico (l’allenatore) della Nazionale italiana, doveva scegliere quali giocatori dei trenta che teneva sotto osservazione avrebbero fatto parte dei 23 azzurri che partiranno il 5 giugno per il Brasile. L’ultimo test tra gli indecisi l’ha fatto proprio con l’amichevole (a questo servono, in fondo, le amichevoli, oltre che a fare un po’ di cassa con i biglietti) giocata contro l’Irlanda (che fino alle qualificazioni era guidata dal mitico Trapattoni e che non andrà ai Mondiali) sabato sera, e finita zero a zero.

C’erano un paio di giocatori in forse: il dubbio più grosso era su Giuseppe Rossi, detto Pepito per la sua esperienza in Spagna col Villarreal (e per assonanza con un altro famoso Rossi degli anni ‘80, Paolo detto Pablito), un vero talento del nostro calcio ma sfortunato che Paperoga sembra Gastone al confronto. Una serie di infortuni tremendi al ginocchio lo tengono lontano dai campi di calcio (attualmente gioca nella Fiorentina), lui rientra caparbiamente con grande impegno e forza di volontà, viene convocato tra i papabili e poi, oggi, la notizia che non è stato scelto. Probabilmente Prandelli ha ritenuto troppo rischioso portare ai Mondiali un giocatore in una forma fisica così fragile, e avrà le sue ragioni. Ma gli amanti del calcio e chi ha seguito la storia personale e calcistica di questo ragazzo avrebbero voluto un lieto fine per questa amara storia. Pur se acciaccato e reduce dall’ennesimo infortunio, privarsi di un talento naturale come lui è un vero peccato.

Oltre alla defalcazione di Rossi, un altro motivo di discussione Prandelli lo ha fornito decidendo di portare tra i 23 (anzi, 23 + 1 – c’è un difensore aggiunto che tornerà a casa all’ultimo minuto) Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, al posto di Mattia Destro, che quest’anno ha segnato un sacco di gol nella Roma. E anche qui, le polemiche divampano. Per non parlare di altre scelte meno laceranti ma comunque difficili che il CT, come ogni manager, ha dovuto compiere in solitudine, per dirla con Vàzquez Montalbàn.

Insomma, il dado è tratto. La nostra squadra non parte come favorita, e questo scaramanticamente è un vantaggio: ogni volta che siamo arrivati ai Mondiali attaccati dai media e con i tifosi scettici per non dire furibondi, abbiamo vinto. È successo nel 1982 con Bearzot, è successo nel 2006 con Lippi. Che queste polemiche siano un buon viatico per l’avventura brasiliana? Speriamo.

E con questo, cara Marta, spero di avere risposto alla tua domanda e di avere incoraggiato le lettrici a pormene altre. Sarò davvero ma davvero lieta di provare a rispondere (sì, anche a domande sul fuorigioco). Perché il calcio è di tutti, anche delle signorine. E io sono qui per dimostrarvelo.