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Sochi, un’atleta al giorno: Federica Brignone, in gara nello slalom gigante

Milanese, nata il giorno della presa della Bastiglia, ha ventiquattro anni e grinta da vendere. Del resto mamma e papà sono la campionessa Maria Rosa Quario e l’allenatore Daniele Brignone. "I miei primi sponsor", dice lei

Scivolerà oggi tra le porte blu dello slalom gigante, una delle quattro azzurre per cui tifare in finale stamattina, in una gara con molte incognite. È Federica Brignone, a Sochi già da qualche giorno: arriva dalla supercombinata e da un incoraggiante undicesimo posto, più forte proprio grazie al fatto che la pista la conosce meglio.

“Il mio avvicinamento rispetto ad altre compagne è stato graduale”, ha dichiarato e ha potuto allenarsi “su questa pista e imparare a memoria il tracciato di gara”. Ma sa bene che “dopo il caldo dei giorni scorsi le condizioni del tempo nelle ultime ore sono cambiate, e per la gara è prevista pioggia. Ma non mi farò condizionare”. La grinta c’è tutta: “Le candidate alle medaglie sono tante, cercherò di inserirmi”, assicura.

Federica ha ventiquattro anni, è nata il giorno della presa della Bastiglia e da bambina credeva che i fuochi d’artificio in quella ricorrenza fossero per augurarle buon compleanno. L’aria è quella della ragazza autentica e appassionata, con i piedi per terra e la passione per lo sci: basta leggere i ringraziamenti contenuti nel suo ricco e aggiornatissimo blog o seguirla su Twitter per immaginarne il carattere.

“I primi sponsor sono stati papà e mamma” – la campionessa Maria Rosa Quario e l’allenatore Daniele Brignone – “e il fatto che entrambi abbiano sempre lavorato nel mondo dello sci mi ha facilitato non poco le cose”, così come ha aiutato il fratello Davide, “che mi ha sempre stimolato a dare il massimo perché non volevo essere meno brava di lui”.

La famiglia è sicuramente un ingrediente dei successi di questa ragazza milanese cresciuta nello Sci club di Courmayeur. Avere intorno un mondo che ti stimola aiuta, scrive, le ha consentito di avere più facilmente di altre i materiali a disposizione, di poter oggi essere anche una testimonial e sostenitrice per l’Aidmo, di arrivare dai primi sci infilati dietro casa dei nonni, dove a quattro anni frequentò la prima scuola, all’agognata Olimpiade.

“La mia prima grande soddisfazione è arrivata nel 2005 con il 4° posto nel gigante del Trofeo Topolino”, confessa. Poi l’elenco lunghissimo, un podio dietro l’altro, fino ai Mondiali di Garmisch tre anni fa e magari a Sochi il podio olimpico, l’occasione che l’ottimo piazzamento recente – quarto posto in Val d’Isère su una pista non molto diversa da quella del Rosa Khutor – potrebbe agevolare.

L’entusiasmo potrebbe essere l’ingrediente in più e a Federica Brignone certo non manca: “Allora com’è comiciato questo 2014? Il mio bene, anzi più penso al mio inizio del 2013, direi MOLTO BENE! Sono felice, mi piace la mia vita e quello che faccio, mi sento fortunata e mi godo quello che ho! Questo è lo spirito con cui inizio questo 2014: positiva e piena di sogni!”. Questo era il suo post di Capodanno: capito la ragazza?