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Sochi, un’atleta al giorno: Vanessa Mae, la violinista campionessa di sci alpino

Metà thailandese, metà inglese, è nata a Singapore e vive a Londra, e la sua squadra olimpica è la Thailandia. Ha trentacinque anni, è conosciuta in tutto il mondo per le sue performance musicali, e ora gareggia in discesa libera e combinata

Che ci fa una violinista ricca e famosa sulle piste del Rosa Khutor Center? Che domande: gareggia per le Olimpiadi nella disciplina regina, lo sci alpino. Per Vanessa Mae il sogno di partecipare ai Giochi, coltivato da quando aveva quattordici anni, si è finalmente avverato. Sarà in corsa con le altre, le atlete full time, tra discesa libera e combinata.

Lei che a suonare ha iniziato a tre anni, il cui primo amore fu il pianoforte, sugli sci ha esordito a quattro e a cinque lasciava il piano per dedicarsi al violino: da allora non ha mai smesso di praticare sia l’uno che l’altro. “Quando si tratta di musica sono una perfezionista. Quando si tratta di sciare, un podio o un piazzamento tra i primi cento al mondo non mi dispiacerebbe”, ha detto, felice che la sua domanda per partecipare a Sochi sia stata finalmente accettata.

Vanessa non è certo giovanissima per l’Olimpiade: ha trentacinque anni, ed è conosciuta in tutto il mondo per le sue performance da musicista, per l’abilità nel mixare classica e moderna, per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Prince e le sue sperimentazioni tra musica e tecnologia. Insomma, una ex bambina prodigio in grado di fare numeri milionari con le sue musiche innovative che ora si cimenta in una gigantesca competizione sportiva.

Metà thailandese, metà inglese, di madre cinese Vanessa Mae è nata a Singapore e vive a Londra, la sua squadra a Sochi è la Thailandia (per competere userà il nome paterno, Vanakom). Per prepararsi alla sua missione in terra russa si è concessa un anno di pausa dalla musica, andando ad allenarsi nel 2009 a Zermatt e classificandosi in Slovenia all’ultimo minuto prima che scadessero i termini per l’iscrizione: non l’ha fermata neanche il gomito che si è rotta cadendo da uno skilift.

Finora la musica ha sempre prevalso nella sua vita: il primo album, datato 1995, le è valso subito un balzo all’undicesimo posto nelle classifiche britanniche. Ambiziosa e “determinata a farcela”, consapevole che non avrebbe mai potuto gareggiare con un pettorale britannico, la Mae si dice fiera anche di poter rappresentare l’altra parte di sé, le radici thai.

La grande violinista nel Guinness dei Primati c’era già: è stata la più giovane solista a registrare i concerti per violino di Tchaikovskji e Beethoven. Chissà che non porti a casa anche una medaglia conquistata sulle nevi.