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Sochi, un’atleta al giorno: Mao Asada, la regina del triplo Axel

La pattinatrice giapponese è una fuoriclasse due volte campionessa del mondo e una delle più popolari atlete del suo Paese. Alterna lo sport alla pubblicità alla moda firmata MaoMao. Questa è la sua ultima olimpiade: sarà medaglia d'oro?

La regina del triplo Axel arriva dall’Oriente, e quando non volteggia sul ghiaccio magari gira spot pubblicitari brandendo uno snack al cioccolato insieme al cagnolino Aero (copyright Nestlé). Mao Asada è una fuoriclasse, una pattinatrice con molte medaglie al collo, due volte campionessa del mondo e una delle più popolari atlete giapponesi (cinque volte titolo nazionale). Che a Sochi gareggerà per l’ultima volta.

Questi Giochi olimpici sono iniziati con lei già ieri, 6 febbraio, prima ancora della cerimonia inaugurale: suoi quei primi volteggi nel silenzio del nuovissimo Iceberg Skating Palace, dodicimila posti tutti da riempire, il silenzio delle prove a farle da sottofondo, la sua espressione imperturbabile ad accompagnarla nei primi test.

Danzatrice classica dal quando aveva tre anni, sempre al fianco della sorella Mei, anch’essa pattinatrice pluripremiata, Mao e una “megastar” (così la chiamò l’olimpica Tara Lipinski), di ventitré anni originaria di Nagoya che chiuderà qui la sua carriera. Aspetta l’oro da Vancouver, quando la sua eterna rivale Kim Yu-Na, sudcoreana, le soffiò il titolo lasciandola a consolarsi con un rispettabile argento, anche se nel 2008 e nel 2010 il trono fu il suo.

Altri tempi però, perché questa campionessa dall’eleganza proverbiale ha dovuto fronteggiare grandi battaglie tra cui la malattia di cui è morta sua madre, che nel 2011 l’aveva convinta al ritiro immediato. Poi è stata proprio la prospettiva della competizione per l’oro a Sochi a farle cambiare idea: in mezzo due anni di lavoro serissimo, grazie a cui spera ancora di trovare le energie. Magari per ripetere quel triplo Axel, la sua cifra: il primo lo fece a dodici anni, ed è sua la firma sul record di quei Giochi olimpici del 2010, quando ne ha eseguiti tre, prima donna a riuscirci.

Dai Quattro continenti alle finali del Grand Prix, Mao Asada ha conquistato sempre più pubblico. Sochi è oggi, questo è il suo momento, e dovrà vedersela anche con Caroline Kostner, che nutre la stessa ambizione per l’oro. Ma è ben esperta e “molto più rilassata e calma”, di quando gareggiò nella sua prima Olimpiade. Allora, ricorda, era “eccitata e nervosa”, oggi si vede più “concentrata” e cercherà di vivere questa “come ogni altra competizione”. Magari avvolta nel kimono griffato MaoMao: anche quello porta la sua firma. Saranno nella moda i suoi futuri record?