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Androulla Vassiliou: lo sport al centro per giovani e donne

Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, una signora della politica che si batte per le pari opportunità e affronta le problematiche giovanili anche attraverso l'attività atletica

Non è contemplato nella dizione ufficiale del suo “dicastero” (la Commissione europea per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù), ma lo sport è un argomento centrale per Androulla Vassiliou, come lei stessa ha più volte sottolineato: “Lo considero parte importante delle mie attività. È fondamentale per la formazione, l’integrazione, la salute e l’economia”. Per questo, dal 2010 (anno in cui ha lasciato la carica di Commissario europeo per la salute) si impegna per promuovere il fair play, combattere il doping, il razzismo e la violenza.

Tuttavia, non c’è solo la spiccata sensibilità per tematiche sociali nell’imprinting della cipriota, che, dopo aver studiato legge e affari internazionali a Londra, ha lavorato come consulente giuridico per conto di banche e istituzioni pubbliche. Nel 1996 e nel 2001 è stata eletta alla Camera dei rappresentanti di Cipro per il Movimento dei democratici uniti. Da sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, è stata presidente dell’Associazione delle Nazioni Unite cipriota (dal 1978 al 1992) e della Federazione mondiale delle Associazioni delle Nazioni Unite, di cui, nel 1995, al termine dell’incarico, è stata eletta all’unanimità presidente onorario.

Settant’anni, moglie dell’ex Capo di stato George Vassiliou, tre figli, a ulteriore conferma dell’attenzione al ruolo della donna nella società ha ottenuto importanti successi pure a livello professionale, tanto da guidare la Federazione delle imprenditrici e delle professioniste.

Il denominatore comune della sua attività, riconosciutole anche dagli avversari politici, è l’attenzione alle problematiche giovanili. Per questo si è spesa sempre con tenacia in progetti quali l’Erasmus – “È stato un vero successo, ma voglio fare di più per promuoverlo e accrescerne il finanziamento e la qualità” –  l’Erasmus Mundus, che sostiene gli scambi tra le istituzioni accademiche dell’Unione Europea e del resto del mondo, e l’Erasmus Plus, il nuovo programma istituito dalla sua Commissione che, a partire da gennaio, finanzierà iniziative sportive per le quali è già previsto uno stanziamento di 265 milioni di euro.

Nelle sue uscite pubbliche non manca di evidenziare quanto la formazione universitaria dei giovani sia un tassello fondamentale per l’umanità: “Viviamo in un mondo globalizzato e altamente competitivo. Per restare in gioco e creare opportunità di lavoro, crescita economica e prosperità l’Europa ha bisogno di capitale umano altamente qualificato”.

Per incentivare la diversità culturale e la creatività, la Vassiliou ha creduto fortemente nell’importanza del progetto delle capitali della cultura. Un progetto che dal 2011 assegna a due comuni di diversi Paesi la funzione di “rivitalizzare una città, aumentare il suo profilo internazionale e migliorare l’immagine agli occhi dei propri abitanti dando nuova energia alla vita culturale”: un evento che ha la straripante conseguenza di rafforzare la rigenerazione urbana e lo sviluppo regionale, così come è accaduto nel 2013 per Marsiglia e Kosice, seconda città della Slovacchia.

Ed è proprio nelle convinzioni e nei principali fondamenti del suo pensiero, la tutela delle donne in generale e dei giovani in particolare, che si può capire appieno il peso che il commissario attribuisce allo sport, non per niente divenuto uno dei pilastri su cui poggiano le basi del mondo contemporaneo. Nell’ambito dell’European Women and Sport London Calling, tenutasi nella capitale inglese nel settembre del 2011, la Vassiliou ha voluto porre l’accento su un altro aspetto che caratterizza la società civile e, di conseguenza, lo sport: la disparità tra uomini e donne. Da qui è partito e si è sviluppato il suo impegno, che l’ha condotta a definire le linee guida discusse a Vilnius e sulle quali la Commissione europea si è prefissa di vigilare nei prossimi anni.