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Milanochemipiace, un’app per milanesi distratti e turisti curiosi

Una editor freelance ha realizzato il desiderio di comunicare un’immagine del capoluogo lombardo che spesso sfugge non solo a chi la visita, ma anche a chi ci vive. Perché è come la ragazza timida di cui, conoscendola meglio, ti innamori perdutamente

Dunque, partiamo dall’inizio. Mi chiamo Alessia Algani, non sono nata a Milano ma ci vivo da oltre metà della mia vita. Professionalmente parlando, il mio ambito di provenienza è quello dell’editoria libraria; ho sempre lavorato con i libri, prima nella redazione di una grossa casa editrice per cui ho seguito una serie di progetti speciali, e in seguito per molti anni come editor freelance, occupandomi principalmente di narrativa.

L’idea da cui è nata Milanochemipiace mi è venuta a parecchi chilometri di distanza da Milano, l’estate di tre anni fa. Ero di passaggio a Copenaghen per soli due giorni e, al di là delle solite guide, avrei voluto immergermi nella città nel modo meno turistico possibile: un pranzo al sole, una passeggiata al parco, un giretto in qualche negozio carino, una cena in un bel posto.

Alla fine me la sono cavata, cercando sul web e chiedendo consigli a persone incontrate per caso. Se però avessi potuto attingere ai suggerimenti di un abitante della città con un gusto simile al mio, mi sono detta, le cose sarebbero state più facili. Da lì, una volta tornata a casa, il passo è stato breve: perché non fare io una cosa simile per Milano?

In più, a condizionare la mia scelta è stato il desiderio di comunicare un’immagine di Milano che spesso sfugge non solo a chi la visita, ma anche a chi ci vive, tanto che lo slogan che accompagna sin dall’inizio Milanochemipiace è “Milano per milanesi distratti e turisti curiosi”.

Certo, se confrontata con lo splendore clamoroso di molte città italiane, tra le più incredibili al mondo, Milano ha un impatto molto meno immediato, ma è una città che ha un fascino diverso, tutto da scoprire: è come la ragazza timida con i jeans e le ballerine che all’inizio non spicca in mezzo a una platea di bellone in abito da sera, ma di cui poi ti innamori perdutamente, anche per via di quei difetti che sono così meravigliosamente suoi. Perché non è banale, è creativa, è stimolante, è sorprendente, riesce sempre a rinascere, e in più è la capitale italiana della moda, del design, della cultura. Ma la devi saper guardare dal verso giusto.

Quello che dico sempre per spiegare la visione della città che a mio avviso emerge da Milanochemipiace è che, unendo in una mappa ideale tutti i luoghi che segnaliamo, il risultato è una città straordinaria, le manca soltanto una visione di sé più benevola. Se tutte le persone, le professionalità e le idee che da sempre popolano e continuano a popolare la città imparassero davvero a fare rete, Milano sarebbe un posto da perdere la testa.