Scienza e innovazione
Approfondimento, di ,

GammaDonna, per pensare nuove forme di imprenditoria femminile

Co-working, fablab, rural hub, e-commerce, termini inglesi che delineano le nuove forme di impresa, dove quello che conta è la professionalità individuale, mentre vengono azzerate le differenze di sesso e di età. Se ne parla l'1 e il 2 ottobre a Torino 

Perché il cambiamento sia reale è necessario fare sistema. E quest’anno GammaDonna affronterà la questione in maniera ancora più specifica, “andando in tour” per l’Italia alla ricerca di nuovi modi di pensare e fare impresa creativa: modi che, vista la congiuntura storica non soltanto italiana, hanno tratto, per forza di cose, ispirazione dalla crisi. Il primo e unico salone dell’imprenditoria femminile e giovanile torna l’1 e il 2 ottobre a Torino, là dove tutto è iniziato, con testimonianze e laboratori riassunti nel titolo “Come sta cambiando l’Italia? I modelli imprenditoriali emergenti”. Gratuito e aperto al pubblico, GammaDonna riunisce le esperienze di maggior successo e in questa sesta edizione, come spiega Mario Parenti, presidente dell’Associazione omonima, ci saranno importanti novità: “Il programma è diventato biennale. Per questo la seconda tappa sarà tra dodici mesi. Nella due giorni parleremo di co-working, di fablab, di rural hub, di e-commerce, termini inglesi che delineano le nuove forme di impresa, dove quello che conta è la professionalità individuale, mentre vengono azzerate le differenze di sesso e di età”.

La trasformazione economica parte principalmente da piccole realtà grazie alla determinazione di chi in questi anni ha saputo trasformarsi e adeguarsi per arginare il difficile momento. E numerosissime sono le esperienze al femminile che per necessità sono spinte a reinventarsi: secondo l’Unione delle camere di commercio, un’impresa su quattro in Italia è guidata da una donna. Prosegue Parenti: “Si tratta di modalità nuove. L’innovazione si coniuga con la capacità di lavorare in squadra senza un eccesso di figure con ruoli superiori, attivare relazioni di business trasversali e attingere alle frontiere del marketing e della comunicazione. Insomma, sì alla tecnologia, utilizzata in maniera importante, ma in un contesto dove le persone e la creatività occupano di nuovo una posizione centrale”. A fronte di questo fermento, i protagonisti della trasformazione, però, si trovano ancora in una condizione di isolamento e sono per lo più sconosciuti. “Non basta reinventarsi a livello individuale – spiega Valentina Parenti, ad di GammaDonna – ma serve che il sistema abbia deciso di assecondare forme di imprenditorialità nuova. Puntiamo a modelli scalabili, replicabili in altri territori. Soprattutto, vogliamo analizzare tendenze per elaborare strumenti di sostegno alla crescita”.

Per questa ragione, GammaDonna ha avviato il progetto biennale e vuole mettere in luce le tendenze su cui il paese dovrà concentrare interventi e strumenti di sostegno. Il progetto si articolerà in tre fasi, e in collaborazione con Unioncamere e gli incubatori delle università, i casi migliori saranno presentati al pubblico nel salone del 2015. Al termine verranno elaborate proposte concrete da sottoporre alla politica e a coloro che offrono servizi alle imprese: per affinare, finalmente, modelli diversi che, conclude Mario Parenti, “potranno risolvere nodi importantissimi sui quali ci stiamo dibattendo da anni. Un esempio? La sanità. Esistono servizi che permetteranno di curare il paziente direttamente da casa e portarlo in ospedale soltanto in casi eccezionali. La tecnologia lo consente e le spese diminuiranno drasticamente”.