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La mia esperienza con Girl Geek Dinners Toscana, on e off-line

In Italia sono una decina i gruppi regionali dedicati alle girl geek, ciascuno autonomo nell'organizzare incontri e cene per offrire spazi e occasioni che consentono alle donne, ancora in numero inferiore agli uomini in campo tecnologico, di fare networking

Quando per la prima volta sentii parlare dei Girl Geek Dinner che si tenevano in Inghilterra pensai subito che avrei voluto parteciparvi. Il concetto social del like non era allora così diffuso, ma era come se mi si fosse acceso in tesa un “mi piace” a caratteri cubitali. Sì, ma venendo all’Italia e declinando “Girl Geek Dinner” nella realtà locale sorgevano copiose le domande: 1) davvero? 2) dove? 3) quando? 4) come si fa?

L’iniziativa, nata nel 2005 in Inghilterra ad opera di Sarah Blow (oggi coniugata Lamb), sembrava quella tipologia di evento inarrivabile per il nostro paese: gruppi di donne che organizzano incontri informali per parlare di tecnologia, Internet e nuovi media, con pitch e presentazioni tenuti da professioniste del settore IT, e un aperitivo o una cena leggera a seguire per chiacchierare, fare conoscenza e rete.

Geek (che come un mantra ripetiamo: si pronuncia “ghic” e non “gic”) è diventata parola di uso comune anche in italiano ed indica un nerd “evoluto” nell’accezione più social e sociale, ossia una persona, nel caso nostro di sesso femminile, appassionata di internet e tecnologia, con la spiccata propensione a fare outing sulla propria passione e a socializzare on e off-line sul tema, a differenza della chiusura ed introversione tipicamente nerdista di stampo yolo (You only live online).

La cosa interessante è che come un virus i Girl Geek Dinner, partendo da Londra, si sono diffusi in altri paesi, per permettere alle donne che lavorano ovunque nella IT di confrontarsi. Ho pensato di non essere sola nell’universo, ed entrare in Girl Geek Dinners Toscana mi ha fatto capire che quella che pensavo fosse una riserva protetta è in realtà una specie (in evoluzione?) che gode di ottima salute.

Assieme a Cinzia (Risaliti), Chiara (Spinelli) e Francesca (Campigli) in Girl Geek Dinners Toscana ho trovato l’intesa che scatta con la complicità femminile di voler fare cose interessanti (noi diremmo “ganze”) per la propria comunità e/o audience di riferimento. Subentrando come nuovo gruppo organizzativo di Girl Geek Dinners Toscana, nel 2013 ci siamo rimboccate le maniche per riprendere dove il gruppo fondatore aveva lasciato, ed abbiamo abbiamo organizzato tre incontri con speaker e pitch seguiti da una cena in piedi (a Prato, Carrara e Firenze) ed un incontro aperitivo all’interno dell’Internet Festival di Pisa come occasione di networking.

Organizzare un ggd (come li chiamiamo in gergo) non è mai semplice, come ogni attività a cui dedicarsi nel dopo-dopo-dopo lavoro, in quegli introvabili ritagli di tempo che ti fanno stare in chat di gruppo a mezzanotte per sistemare la lista degli ospiti o per preparare un piano editoriale sui social media, ma che ti ripagano con la soddisfazione delle partecipanti che, appena conclusa la cena, ti chiedono galvanizzate quando sarà il prossimo incontro.

In Italia sono una decina i gruppi Girl Geek Dinners regionali/cittadini attivi, ciascuno autonomo nell’organizzare incontri con temi di volta in volta diversi ma accomunati dalla costante dello “statuto” ggd di aprire l’evento solo al femminile, perché l’intento è quello di offrire spazi e occasioni normalmente limitati alle donne, ancora in numero inferiore rispetto agli uomini in campo tecnologico.

Ma non pensate ai Girl Geek Dinner come ad un gineceo integralista, gli uomini sono ammessi come invitati delle donne, nella misura di +1 per partecipante. Negli eventi di Girl Geek Dinners Toscana gli uomini sono sempre stati i benvenuti, sia come ospiti delle girl partecipanti che tra gli speaker, perchè siamo donne e siamo geek, ma profondamente convinte che le buone idee non abbiano sesso.

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