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Aminatou Sow, detta Lady Mafia: abilissima tech lady under 30

Nel forum da lei creato, LadyMafiaTech, ci si aiuta a trovare lavoro nel settore tecnologico, si segnalano le offerte più interessanti, ma si discute anche di questioni tecniche come linguaggi di programmazione e comunicazione strategica online

La prestigiosa rivista americana Forbes l’ha inserita tra gli under 30 più influenti del mondo tech. Il magazine di moda Elle l’ha eletta tra le donne con più stile del web. È conosciuta ai più come Lady Mafia, soprannome forte, praticamente una dichiarazione del suo obiettivo, che in realtà a poco a che fare con la criminalità organizzata. Il suo vero nome è Aminatou Sow, ha 28 anni, neworkese d’adozione, nasce in Guinea e vive per anni a zonzo tra l’Africa occidentale e l’Europa perché figlia di diplomatici. Ha studiato tra il Belgio e gli Stati Uniti e parla cinque lingue.

È una “donna di colore che viene dal futuro” come si legge sul suo blog. Dirige il reparto digitale di un’associazione che aiuta i veterani di Iraq e Afghanistan e racconta le loro storie attraverso i nuovi media. Insieme all’amica Erie Mayer, anche lei 28enne con tanto di posto all’ufficio tecnologico della Casa Bianca, ha deciso di creare la community LadyMafiaTech, per unire le appassionate di tecnologia di tutto il mondo.

Il network nasce con lo scopo di aiutare le donne ad affermarsi in un modo maschile, e a volte anche maschilista, come quello del web. “C’è bisogno di una sorta di lobby -ha spiegato Aminatou- un gruppo unito che faccia squadra e aiuti ognuna ad emergere in questo ambiente difficile”. Nel forum creato dalla Sow ci si aiuta soprattutto a trovare lavoro nel settore, si segnalano le offerte più interessanti, ma si discute anche di questioni tecniche come linguaggi di programmazione e comunicazione strategica online. Il gruppo è dedicato a tutte coloro che hanno a che fare con la tecnologia: “Astrofisiche, scrittrici, sviluppatrici e digital strategist” come si legge sul sito di LadyMafia.

Entrare nel magico mondo di queste tech lady è semplice, basta accedere al forum, che utilizza la piattaforma Google, inserire un breve curriculum/presentazione e il proprio indirizzo email, e si entra ufficialmente a far parte del “clan”. E se qualche uomo prova a imbucarsi sotto mentite spoglie? “Non credo proprio ne abbiano bisogno -sentenzia Amina- nell’ambito delle tecnologie sono già abbastanza potenti e inseriti, non necessitano certo di aiuto”.

Nella community si discute in inglese, ma ci sono donne di tutto il mondo, persino dalla Cina e da altri paesi dove il web non è ancora completamente libero. “La presenza femminile sulla Rete ha ormai raggiunto cifre importanti”, spiega la Sow. “Le ragazze sono su tutti i social media, sono influencer, hanno potere. Giocano un ruolo fondamentale anche nell’e-commerce, negli acquisti e nell’uso degli smartphone. Ormai si sono affermate persino nell’industria dei videogame, a cui giocano in prima persona, senza limitarsi a regalarli a figli, mariti e fidanzati”.

“Su internet però resta il problema della rappresentazione –prosegue- l’ipersessualizzazione e lo sfruttamento del corpo femminile è presente anche sui social media, su Facebook e, soprattutto, su Pinterest”.

Amina, come ama farsi chiamare, è una sostenitrice della leadership al femminile in ogni ambito, non solo in quello geek. “Le donne, seppur con fatica, si stanno imponendo, stanno scalando posizioni sempre più importanti e sono qui per restare. Questo è solo un inizio. È importante però che impariamo a non lamentarci troppo: è giusto rivendicare spazi che ci spettano per diritto, ma compiangersi rischia di oscurare i risultati ottenuti. Anche solo nel nostro network ci sono eccellenze incredibili che devono essere valorizzate. La responsabilità del cambiamento, però, è anche nostra”.