Politica ed Economia
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Wise Growth, la prima società di empowerment femminile in Italia

"Le donne molto spesso vedono solo quello che a loro manca, non hanno consapevolezza delle proprie competenze e così non si fanno avanti”, spiega la fondatrice Cristina Bombelli."Da noi si impara a 'prendere la scena', a proporsi e a valorizzarsi"

Il numero di donne al potere nel mondo del lavoro e delle aziende sta crescendo, ma l’ormai celeberrimo soffitto di cristallo non è ancora stato oltrepassato. Per una donna che arriva ai vertici, quasi sempre con grandi sacrifici, soprattutto nel contesto familiare, tante altre ancora faticano ad ottenere i giusti riconoscimenti.

“Ci sono innegabili miglioramenti, ma la strada da fare è ancora molta”, commenta Cristina Bombelli, fondatrice di Wise Growth, la prima società di empowerment e formazione femminile in Italia. “Ho cominciato con i primi corsi dedicati alle donne in azienda alla fine degli anni ’90. Praticamente sono stata una pioniera, ricorda Bombelli. “Ai temi lavoravo all’Università Bocconi di Milano. Vedevo da alcune ricerche che esistevano fenomeni di esclusioni femminili dal mondo professionale e dai ruoli apicali, ma che c’era anche dell’autoesclusione. Le donne molto spesso vedono solo quello che a loro manca, non hanno consapevolezza delle proprie competenze e così non si fanno avanti”.

Wise Growth prova a far capire l’importanza dell’autocandidatura, del sapersi presentare, senza aspettare che sia il datore di lavoro ad accorgersi della propria dipendente. “A volte le donne sono come un’ottima azienda priva di strategia di marketing”, sottolinea Cristina Bombelli. Così nei corsi di empowerment si impara letteralmente a “prendere la scena”, grazie all’attrice Patrizia Aroldi, a parlare, a proporsi e a valorizzarsi, mantenendo comunque una capacità di valutazione. Nei seminari si affrontano i temi della leadership, degli obiettivi lavorativi, ma soprattutto quelli della conciliazione tra professione e famiglia. “Da questo punto di vista è come se avessimo fatto passi indietro e non avanti. Si lavora sempre di più, per più ore al giorno e con pochi giorni di ferie. Solo nell’ultimo periodo qualche azienda ha cominciato a aprire allo smart working. La cultura italiota vede ancora come necessaria la presenza in ufficio, anche se non lo è più”.

I corsi di empowerment sono solitamente proposti e finanziati dalle aziende, ma aumentano anche quelli dedicati ai privati, il self coaching e i seminari specifici per chi, ad esempio, affronta un cambio di posizione e deve fare i conti con più responsabilità o con un team di lavoro nuovo. Ci sono corsi dedicati anche alla gestione della carriera e al confronto aziendale tra generazioni e tra uomini e donne. “I giovani – spiega Bombelli – hanno ormai una maggiore consapevolezza di sé stessi, ma sono meno inclini al dialogo e devono comunque prendere dimestichezza con l’organizzazione aziendale”.

Nell’offerta formativa si seguono tre diversi livelli. Il primo è dedicato alle ragazze appena entrate nel mondo del lavoro, il secondo a coloro che hanno ormai familiarità con il proprio ruolo e vogliono progettare il futuro, il terzo a donne che devono gestire quotidianamente il potere e la leadership. Ogni fase della carriera ha le sue difficoltà specifiche, il suo carico di stress e necessita di nuove motivazioni.

“Quando ho cominciato con questi corsi – ricorda la fondatrice di Wise Growth – in aula c’erano pochissime donne, massimo sei o sette. Per alcune essere lì era come appartenere a una specie protetta. Poi ho cominciato a vedere che per altre, invece, era una sorta di sollievo. Capivano di non essere le sole a sentirsi ogni tanto in difficoltà, ad avere poca fiducia. È un sentimento diffuso. Oggi c’è una maggior consapevolezza, ma iniziative di questo tipo devono essere inserite in un sistema di pratiche e di attività che puntino a creare un ambiente di lavoro sempre più inclusivo”.