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Con Debbie Wosskow la sharing economy arriva a Downing Street

Già fondatrice di Love Home Swap, piattaforma per lo scambio di abitazioni con all'attivo 46.000 case sparse in 150 diverse azioni, animatrice di Collaborative Consumption Europe, piattaforma di approfondimento, ora si occupa dei economia della condivisione per il Governo inglese

Il governo inglese ha deciso di trasformare il Regno Unito nella patria dell’economia collaborativa – modello di business fondato sul concetto di accesso, sulle pratiche di riuso e scambio tra consumatori, favorito dalle nuove tecnologie – e ha dato mandato a Debbie Wosskow di redigere un rapporto sul tema. Con un obiettivo: capire una cultura ormai consolidata e incentivare prassi sempre più diffuse – chi, per esempio, non ha mai affittato una casa su AirBnB o non ha partecipato a uno swap-party?

Wosskow, dell’argomento, è una esperta – e lo ha dichiarato senza mezzi termini al Telegraph: «pochi conoscono davvero tutte le diverse questioni connesse al tema – ha spiegato – ma io sinceramente sono tra quelli». Già fondatrice di Love Home Swap, piattaforma per lo scambio di abitazioni con all’attivo 46.000 case sparse in 150 diverse azioni, animatrice di Collaborative Consumption Europe, piattaforma di approfondimento e dibattito sulla sharing economy, è quindi ora anche alla guida di Sharingeconomyreview.uk, il sito nato intorno all’iniziativa governativa – ancora scarno, un work in progress i cui primi risultati dovrebbero realizzarsi per la fine dell’anno.

E se il TIME ha indicato l’economia collaborativa tra le 10 idee che cambieranno il mondo, nel video di lancio del progetto Wosskow descrive lo spirito del suo impegno: Il Ministro Matthew Hancock mi ha chiesto di capire cosa la sharing economy possa significare per il Regno Unito. Mi concentrerò sulla sua capacità di cambiare il modo in cui usiamo i servizi e su cosa il governo, l’economia e la società possono davvero fare per permettere a tutto il suo potenziale di svilupparsi a sharing economy sta arrivando – ha spiegato durante la conferenza stampa di lancio dell’iniziativa – ed è guidata dai consumatori. Quello che noi ora dobbiamo fare è renderla sicura e stabilire delle regole, quando necessario, per permetterle di crescere. I temi chiave della ricerca di Wosskow, quindi, riguardano la sicurezza dei consumatori, la qualità dei servizi, la possibilità di studiare le implicazioni socio-economiche delle nuove prassi di accesso ai beni. Mentre sussiste, ha aggiunto, anche un tema di prezzo e di guadagni – secondo, per esempio, in UK l’80% dei proprietari che affittano una casa sul sito riescono a guadagnare in media 5.600 euro l’anno.

E mentre ad Amsterdam il comune ha varato una norma per permettere ai cittadini di sub-affittare le stanze delle proprie abitazioni sui siti dedicati, il lavoro di Wosskow non si limita a fornire raccomandazioni di natura legale. Quello che conta, infatti, è lo spirito dell’impresa: trasformare la Gran Bretagna nell’hub della economia collaborativo. E rendere Debbie Wosskow la portavoce indiscussa della sharing economy.