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Soraya Post, leader del partito svedese Iniziativa Femminista

Un programma politico in un nome, con cui lei, di padre ebreo e madre rom, alle ultime elezioni europee ha ottenuto il 5, 3% delle preferenze, e un record assoluto: è la prima parlamentare dichiaratamente femminista ad avere un seggio a Bruxelles

Ha 57 anni, è di etnia rom, ma è nata e vive in Svezia, e si definisce un’eroina anti razzismo. Lei è Soraya Post, leader del partito Iniziativa Femminista, un programma politico in un nome, con cui ha alle ultime elezioni europee ha ottenuto il 5, 3% delle preferenze. Un record assoluto per una coalizione di questo tipo: è la prima parlamentare dichiaratamente femminista ad avere un seggio a Bruxelles.

La passione civile la pervade sin da giovanissima, non per ribellione o velleità pasionarie, ma perché conosce troppo presto la discriminazione. Suo padre è ebreo, sua madre Ingrid, di etnia rom, subì a soli 21 anni un aborto e una sterilizzazione forzate dal governo. Una pratica toccata a molte rom e saami, poi interrotta nel 1974. “Mi sono a lungo sentita una cittadina di serie B – ha raccontato Soraya in un’intervista al New York Magazine – sono nata in Svezia e ho subito avuto la cittadinanza, ma per tutti ero un diversa, a causa delle mie origini”.

Da allora si batte per i diritti delle minoranze, nel 2003 ha fondato l’International roma women’s network, un’associazione che promuove l’affermazione delle donne di etnia rom. La politica è arrivata dopo tanta esperienza nel sociale, ma la sua candidatura a Iniziativa Femminista si è rivelata vincente. Il partito, nato nel 2005 per volere di Gudrun Schyman leader storica della sinistra svedese, non era mai riuscito a entrare in Parlamento. Il risultato migliore era stato il 2,2% ottenuto nel 2009.

La Post è stata candidata nel novembre del 2013 e ha condotto una campagna capillare, praticamente “porta a porta”. Nei mesi ha convinto gruppi di persone a ricevere direttamente in casa gli esponenti del partito “qualora fossero stati interessati alle loro proposte”. Non ha ricevuto alcun finanziamento pubblico, ma ha fatto conoscere il programma grazie alla sinergia con attivisti, donne e uomini, che hanno organizzato eventi, colazioni, pranzi e cene in cui si raccontavano gli obiettivi di Iniziativa Femminista.

Il programma di Soraya è basato sul rispetto dei diritti umani e sulla parità di genere, a suo dire ancora lontana persino in un Paese all’avanguardia come la Svezia. “In Europa chiederemo commissari sulla parità e sulla discriminazione”, ha spiegato la Post. “Vogliamo che ci sia uguaglianza tra uomini e donne anche sul lavoro. Oggi c’è ancora troppa differenza di stipendi e di trattamento. Le donne devono avere il pieno diritto di fare carriera senza rinunciare alla famiglia. Questi non solo temi di genere, ma riguardano lo sviluppo di tutta la società. Non a caso tra le fila del nostro partito ci sono molti uomini. Porteremo avanti un’importante battaglia sull’aborto, che deve essere libero in tutta Europa, cosa che ora non è, e contro la violenza maschile sulle donne”.

Tra gli obiettivi della coalizione c’è anche la lotta dichiarata ai fascismi: “In Europa ormai c’è un avanzata preoccupante di movimenti e partiti xenofobi, razzisti e discriminanti con Alba Dorata in Grecia, Jobbik i Ungheria o ancora il Front National Di Marine Le Pen in Francia o lo Ukip inglese. Dobbiamo fermarli”.

Al Parlamento Europeo, Soraya Post è entrata nel gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici. Avrebbe voluto condividere l’avventura con altri partiti simili al suo, come ad esempio le francesi Feministes pour une Europe solidaire o le tedesche del Feministische Partei Die Frauen, ma nessuno ha superato la soglia di sbarramento. Eppure Soraya crede fermamente che la sua coalizione farà da apripista ed è pronta a scommettere che, fra cinque anni, a Bruxelles ci sarà una grande alleanza femminista.