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Expo 2015: Caroline Corbetta, responsabile dell’Expo Gate

“Sarà la piattaforma con cui Milano si racconterà", spiega la quarantaduenne meneghina, "e la porta verso l’esposizione. Abbiamo già un palinsesto fitto e un ottimo riscontro di pubblico, ora l’obiettivo è diventare un vero e proprio generatore di energia”

Milano è pronta a mostrarsi al mondo con Expo 2015. In questo viaggio sarà accompagnata – anche – da Caroline Corbetta, quarantaduenne meneghina doc, a dispetto del nome datole dalla mamma francese, e curatrice d’arte contemporanea. È lei la responsabile di Expo Gate, lo spazio aperto a tutti in centro città, dove vengono organizzati incontri e iniziative sul tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

“Sarà la piattaforma con cui Milano si racconterà  – spiega Corbetta- e la porta verso l’esposizione. Abbiamo inaugurato a maggio e già abbiamo un palinsesto fitto e un ottimo riscontro di pubblico, ma l’obiettivo è fare sempre meglio. Vorrei che questo diventasse un vero e proprio generatore di energia”. E di energia ed entusiasmo Caroline ne ha da vendere. Sorride molto, racconta con gioia progetti e incontri, ma non nega l’impegno e la responsabilità che questo suo nuovo ruolo le impone.

“Quando sono stata contatta dall’amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala mi sono sorpresa. Ho capito però che avevo davanti una grande opportunità e una sfida. Esco da quello che tradizionalmente è il mio mondo, ma partecipo attivamente a un momento irripetibile per la mia città. Posso guidare una nuova forma di produzione culturale. Guardare da fuori e criticare è troppo facile. Si dice che la mia generazione abbia poche opportunità professionali, ma è inutile lamentarsi se poi quando le opportunità arrivano non le si coglie”.

“È innegabile”, prosegue Caroline, “che le inchieste che hanno travolto Expo abbiano un po’smorzato l’entusiasmo. La nostra apertura è avvenuta due giorni dopo gli arresti. Ci siamo chiesti se fosse il caso di annullare tutto, ma alla fine siamo andati avanti ed è stata una festa bellissima, la festa dei milanesi. Il mio obiettivo è creare un collettore di diverse aree tematiche che racconti le tante sfaccettature della città. Qui si potranno avere informazioni sulla manifestazione, conoscerne i protagonisti, ma anche partecipare attivamente. Da poco abbiamo inaugurato uno spazio in cui studenti e associazioni possono proporre app inerenti all’esposizione”.

Caroline Corbetta lavora a un palinsesto che “parli a tutti, senza snobismi. Perché i musi lunghi che tanti amano sfoggiare ai vernissage e agli eventi non sono certo sinonimo di cultura. A Milano ancora manca la capacità di fare sistema, di unire le realtà emergenti con quelle istituzionali. Vorrei superare questo approccio”. Caroline non teme le sperimentazioni e nella sua carriera di curatrice, iniziata dopo un master all’Accademia di Brera nel 1997, ne ha fatte molte. Ha lavorato a Londra e a New York, al museo di Arte Contemporanea di Salonicco, alla Biennale dei Paesi Nordici e al Moderna Musset di Stoccolma. Ha tenuto rubriche di arte “che parlavano a tutti, non solo agli esperti” su riviste di settore come Flash Art, ma anche su magazine come Vogue, Rolling Stone e Ventiquattro, inserto de Il Sole 24 ore.

Nel 2012, su idea e consiglio dell’amico Maurizio Cattelan, crea Il Crepaccio, spazio espositivo per talenti emergenti, ricavato dalla vetrina della trattoria Il Carpaccio di via Lazzaro Papi. Un’esperienza unica nello scenario milanese, poi approdata anche alla Biennale d’arte di Venezia e al sito di e-commerce Yoox.

Nel presente di Corbetta c’è Expo Gate, “una missione non un lavoro”, come le ha ricordato Sala al momento della firma del contratto. E anche un privilegio. “Sento un grande senso di responsabilità nei confronti di questa esperienza. Io e il mio staff, piccolo ma affiatato, stiamo lavorando con serietà, senza però dimenticarci il divertimento. Per me è una componente fondamentale e aiuta a fare meglio le cose”.

“Ho girato il mondo, ma ho scelto di tornare a vivere a Milano perché ho un’ossessione per questa città”, spiega Caroline. “Vorrei riuscisse ad esprimere tutto il suo potenziale, nascosto come la bellezza dei suoi chiostri e dei suoi giardini”. Expo potrebbe essere l’occasione migliore.