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Sarà una donna il prossimo sindaco di Verucchio. E senza quote rosa

Il 25 maggio quattro candidate di diverse liste civiche si contenderanno la poltrona di primo cittadino. Hanno sbaragliato la concorrenza maschile e nessuna di loro è stata candidata per esigenze di pink washing

A Verucchio, provincia di Rimini, sta per arrivare la rivoluzione. Comunque vada. Perché in questo paese di 10mila anime, adagiato tra mare e colline, hanno sempre governato gli uomini, ma il prossimo sindaco sarà sicuramente una donna. Il 25 maggio quattro candidate di diverse liste civiche si contenderanno la poltrona di primo cittadino. Hanno sbaragliato la concorrenza maschile e nessuna è una “quota rosa”, candidata per esigenze di pink washing.

Due appartengono a liste più vicine ai partiti e due invece sono più distanti dalla politica tradizionale e fanno parte di movimenti legati ai cittadini. Hanno tra i 34 e i 47 anni, qualcuna è sposata con figli, qualcun’altra ancora no, tutte sono professioniste. Qualcuna è una politica ormai navigata, qualcun’altra è al debutto.

La più giovane si chiama Enrica Dominici (34 anni) è una commercialista, ha due figli e guida la lista “La Verucchio giusta”, “slegata da ogni bandiera politica e fatta da volti nuovi, giovani e competenti”. Dopo di lei, in ordine di età, ci sono Samantha Coelati Rama e Stefania Sabba, entrambe 44enni. La prima ha già avuto esperienze in politica. È stata consigliere provinciale per Forza Italia e oggi guida la lista di centro destra “Obiettivo Comune”, che promette meno burocrazia, più lavoro e iniziative per rilanciare il turismo. È sposata e mamma di due figli. Anche la seconda, la Sabba, ha una figlia, ma, a differenza della coetanea rappresenta una coalizione di centro sinistra, “Verucchio domani”, appoggiata da Pd, Sel e Idv. Lei il suo piccolo primato lo ha già avuto: è stata la prima vicesindaco donna del paese che ora si candida ad amministrare, ma ovviamente, vorrebbe bissare e arrivare alla più importante carica cittadina. È avvocato, ma la politica è una delle sue grandi passioni. Oggi per Verucchio promette “tutela delle fasce più deboli, cultura, turismo e mobilità sostenibile”. Poi c’è Sabrina Cenni, 47 anni, una laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna e un lavoro da grafica. È a capo della lista civica “Cittadini in comune”, che propone “Coinvolgimento dei cittadini nelle scelte, stop al consumo di territorio, un sostegno concreto ai cittadini più colpiti dalla crisi economica”.

Tra storie personali e percorsi politici diversi c’è però un filo che lega tutte queste candidate. Rappresentano le loro liste per merito e non come quote rosa, a cui, unite, si oppongono. Per le aspiranti sindaco di Verucchio sono solo uno spazio che viene dato alle donne più per comodità che per reale fiducia. Loro invece vogliono dimostrare di valere non solo per nomina. “Bisogna credere nelle donne e non nelle quote, che a volte fanno comodo”, fanno sapere. Tutte concordano però sul valore aggiunto che le donne possono dare alla politica, soprattutto in questi tempi difficili, perché dovendo gestire casa, famiglia e lavoro hanno una maggior capacità di organizzazione e maggior predisposizione a prendersi cura delle persone. Doti che nella gestione della cosa pubblica possono fare la differenza.

E intanto, al di là del dibattito e delle polemiche sulle quote, in paese ci si prepara ad accogliere il cambiamento rosa. La popolazione è a maggioranza maschile, ma aspetta con entusiasmo una nuova giunta femminile, al di là degli schieramenti politici.