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Gioia Gottini: in prima linea contro il mito delle donne che non sanno fare squadra

Un anno fa ha fondato Rete al Femminile per mettere in relazione imprenditrici e lavoratrici freelance. “La paura di chi decide di aprire una rete è che le donne non partecipino", dice. "In realtà non capita mai". E da Asti a Matera molte donne hanno scelto di unirsi

Sfatare il mito delle donne che non sanno fare squadra si può. “Le femmine non hanno l’inclinazione né l’abitudine a collaborare le une con le altre”, ha scritto la professoressa Joyce Benenson sull’Harvard Gazette, a seguito di una ricerca che ha scandagliato oltre 50 istituzioni per scovare, come fosse un miraggio, la solidarietà di genere. Gioia Gottini, coltivatrice di talenti torinese, bel sorriso e entusiasmo da vendere, ha invece dimostrato che aiutarsi tra donne non è un’utopia. E l’ha fatto nel modo più immediato: mettendo in relazione imprenditrici e lavoratrici freelance.

“Ho voluto creare un gruppo di sole donne perché trovo l’ambiente molto più rilassante: ci si sente libere. Anche solo di lamentarsi di non aver avuto tempo di depilarsi!”. Rete al Femminile nasce a Torino nel 2013: a febbraio le iscritte erano soltanto quattro. Dopo appena un anno e mezzo ne fanno parte 93 donne e 40 sono in lista d’attesa.

Grazie alla tenacia della sua fondatrice e alla potenza dei social network l’idea è diventata quasi virale: in Italia, da nord a sud, si contano già 16 reti, da Asti a Matera passando per La Spezia, Pavia, Pisa, Milano, Trieste, Roma. Persino in Svizzera, nel cantone italiano.

Fondare una nuova rete è semplice: è sufficiente mettersi in contatto con Gioia che fornisce tutte le istruzioni, partire con l’avventura e non lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni, come suggerisce la fondatrice. “La paura di chi decide di aprire una rete è che le donne non partecipino. In realtà non capita mai. Forse ce n’era davvero bisogno”.

Gioia, laurea in lettere, racconta che in una vita precedente ha lavorato nell’editoria, persino in una galleria d’arte. Nel 2009 diventa mamma e la sua esistenza cambia direzione. Inizia a frequentare corsi di life coaching, si appassiona, si forma. Decide che aiutare le persone a trovare la propria strada deve diventare il suo lavoro. E capisce l’importanza di stare in gruppo, di avere un appoggio. “I corsi erano online, tenuti da un’americana. Sono riuscita a frequentarli grazie alla mia famiglia e al fatto che potevo gestirmi con relativa autonomia. Ho cercato in Italia esperienze analoghe, donne con cui confrontarmi. Ma non c’erano gruppi di questo tipo. Ecco perché ho deciso di crearli io”.

Alla base c’è la filosofia della generosità e la convinzione che insieme si possa crescere. Le iscritte alla Rete s’incontrano una volta al mese, si presentano e conoscono poco per volta, offrono idee, chiedono aiuto, propongono collaborazioni. Nascono opportunità lavorative, amicizie, partnership e nuovi progetti. “Credo molto negli incontri live“, precisa Gioia. “Per questo ho puntato a realizzare gruppi locali, divisi per province. In questo modo ci si vede e si instaurano rapporti più profondi. La Rete deve aiutare anche a sentirsi meno sole”.

Le professioni rappresentate sono davvero tantissime: dalla party planner all’avvocato, dalla giornalista alla proprietaria di un’agenzia di viaggio o di un e-commerce tutto dedicato ai bambini. Senza dimenticare i nuovi profili del web come le social media manager, le esperte di scrittura per i siti, le designer, le food blogger. Ma anche architette, fotografe, artiste e sarte.

Numerose le sinergie possibili, tanta la passione e la voglia di farcela. “Far parte della rete è gratuito”, spiega Gioia. “Non credo nelle proposte a pagamento, diventano esclusive, aperte a pochi. Qui ci sono moltissime donne all’inizio della loro attività. Non ci si pubblicizza nella rete, ma attraverso di essa. E poco importa se non c’è un guadagno immediato: si trovano contatti, si sviluppano conoscenze. Soprattutto, c’è generosità vera. Le reticelle (questo il nome delle iscritte) sanno che possono trovare aiuto ovunque in Italia ci sia una di noi. E di questo sono felicissima”.