Politica ed Economia
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Cavaliere della Repubblica e tacco dodici, Barbara Paglieri si racconta

Oggi Presidente regionale di AIDDA Piemonte, l'associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda che conta 16 delegazioni in tutta Italia, 1300 iscritte – le più numerose proprio in Piemonte, 225, regione seguita dalla Lombardia, 185 – e vale circa 500 milioni di fatturato

“C’è sempre da imparare”. Barbara Paglieri, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, ha una lunga storia professionale – “Ho cominciato facendo le buste paga” -, un consiglio da dare – “Imparate a leggere i numeri” – e una nuova carica: è oggi Presidente regionale di AIDDA Piemonte, l’associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda che conta 16 delegazioni in tutta Italia, 1300 iscritte – le più numerose proprio in Piemonte, 225, regione seguita dalla Lombardia, 185 – e vale circa 500 milioni di fatturato. Una donna concreta e combattiva che sa dove arrivare. Perché se la strada da compiere è ancora tanta – nel settore privato le donne dirigenti sono il 14,5% del totale.

Attenzione alla bellezza e al lavoro delle donne. La storia della sua professione, e della sua azienda, è tutta al femminile?

L’azienda Paglieri nasce nel 1876 come impresa, ma la nostra storia inizia prima, già nel 1830: ci sono documenti che provano l’esistenza dell’Antica Profumeria Luigi Paglieri. Da sempre abbiamo guardato al benessere femminile,  già dal principio il mio bis-bis nonno – noi infatti siamo la quinta generazione – vendeva profumi, ciprie, belletti alle signore altolocate di Torino.Quello, infatti, era il pubblico dell’epoca. Nel 1923, poi, è nato il nostro famoso profumo Felce Azzurra. I nostri prodotti sono sempre stati pensati per la donna, a beneficio della donna. Per esempio già negli anni 30 è nato il Velluto di Hollywood, una cipria famosissima, nostra, che già allora si dava con la spugnetta, come il fondotinta compatto di adesso. Una innovazione che noi abbiamo pensato all’epoca. Negli anni 40 c’è stato il boom economico con l’uscita di tantissimi profumi, come Acqua Gaia, Paradiso Perduto, e anche qualcosa per uomo, come Tabacco Ambrato. La nostra maggiore attenzione però è stata verso le donne e l’azienda ancora oggi è improntata sulla figura femminile – NDR: nel 2010, per esempio, Paglieri, già proprietaria del 50% di Aquolina ne ha acquisto la restante metà. Tutto quello che facciamo lo facciamo per il benessere delle donne. E lavoriamo con molte donne. Già in passato, per esempio, avevamo con noi 400 donne, impegnate in tutta la filiera produttiva. Per agevolarle nel lavoro avevamo aperto nello stabilimento un asilo nido e dato la possibilità di tornare a casa nella pausa pranzo con i mariti. Avevamo organizzato anche un servizio di navetta che le potesse accompagnare e poi passasse a prendere per riportarle nello stabilimento. Ad oggi continuiamo ad agevolare il lavoro delle donne, perché sappiamo come è difficile gestire la famiglia, i figli, il marito, la propria occupazione.

Lei, per esempio, come ci riesce?

Io ho due figlie, di 18 e 14 anni. Qualcosa nella vita devi sacrificare, non puoi essere ovunque e dappertutto. Ma devi cercare di essere presente nei momenti importanti della vita delle figlie e del marito. Io sono sempre riuscita a gestirmi con la tata, con un aiuto. Quando ho partorito sono stata a casa dieci giorni, l’undicesimo ero in ufficio, sempre raggiungibile con il cellulare. Ho cercato di essere però sempre a casa, la sera, per mettere io a letto le figlie. E ce l’ho sempre fatta. Credo infatti che si possano delegare le attività meno importanti, come andare a fare la spesa, ma bisogna esserci per quelle fondamentali, come, con le bambine piccole, il momento della poppata. Ci vuole una organizzazione molto precisa, ancora di più ora che sono grandi! La mattina, infatti, esco alle otto e mezza e torno al sera alla stessa ora. Il sabato e la domenica li dedico a loro.

Oggi, poi, ha anche un impegno in più: il ruolo di Presidente AIDDA Piemonte. Il vostro obiettivo è sostenere l’impresa al femminile, come fate?

Sono stata nominata da poco anche presidente del comitato per l’imprenditoria femminile -Cif – in camera di commercio ad Alessandria: due ruoli che si abbinano. Il mio prossimo futuro sarà dedicarmi al compito aiutando le aziende ad ottenere risultati sul territorio. L’AIDDA, infatti, è la prima associazione nata con questo specifico obiettivo: valorizzare e sostenere l’imprenditoria al femminile. È stata fondata nel 1961, a Torino, ed è il più autorevole punto di riferimento per tutte le donne che assumono ruoli di responsabilità. Perché fornisce loro strumenti e servizi di eccellenza grazie ai quali crescere, formarsi ed affermarsi come un vero e proprio valore aggiunto sia nel contesto professionale che sociale. Da oltre mezzo secolo l’associazione elabora e propone progetti sempre nuovi in settori strategici quali formazione, l’organizzazione, l’internazionalizzazione. Organizziamo seminari a livello nazionale, promuoviamo borse di studio, premi e sosteniamo l’attività editoriale, favoriamo il network, il fare rete. Più c’è informazione, più si fa rete, più si riesce a fare business. Il nostro progetto, infatti, è agevolare le nostre socie attuali, e le future, nella loro attività imprenditoriale di tutti i giorni. L’AIDDA oltretutto è presente su tutto il territorio nazionale con 16 delegazioni regionali e ricerca il dialogo con tutte le istituzioni. Le iscritte a AIDDA sono circa 1300 in tutta Italia, sono donne che operano in tutti i settori – commercio, industria, servizi, artigianato, agricoltura – e rappresentano circa 100 imprese con 200mila addetti e un fatturato complessivo di oltre 500milioni di euro. L’AIDDA ha un altro valore aggiunto: è una associazione di persone. Sono le persone fisiche che si iscrivono. L’esperienza di ciascuno può rappresentare un aiuto, un riferimento maggiore per le altre. Se ti iscrivi parli direttamente con l’amministratore delegato della società, con la titolare. Il beneficio è l’incontro tra esperienze apicali professionali. Se fosse l’azienda ad essere iscritta, invece, in associazione potrebbe andare un giorno un rappresentante, un altro giorno un altro. Siamo noi donne nelle posizioni apicali, invece, ad essere iscritte personalmente ad AIDDA.

Quali progetti concreti avete in mente di realizzare nei prossimi mesi?

Innanzitutto vogliamo fare rete e, come associazione nazionale, saremo a Expo 2015. Nel concreto stiamo preparando la festa della fondazione, a Maggio, che riunisce tutte le associazioni a Torino. Non voglio, però, darle anteprime perché deve essere un po’ una sorpresa. Investiremo poi in internazionalizzazione, è molto importante. AIDDA ha creato tantissimo network con le realtà straniere, con le socie straniere, perché permette così alle italiane di conoscere le opinioni da fuori e le aziende estere per poter fare business. Per quanto riguarda la formazione, abbiamo un progetto molto importante che partirà a settembre-ottobre sulle scuole. Inoltre, a livello piemontese, stiamo pensando di aprire un blog per le socie, sempre nella logica del  fare più rete. Insomma: i progetti ci sono e sono tanti. Vorremmo, poi, collaborare insieme alle altre associazioni al femminile, perché è importantissimo fare network. Penso, per esempio, a Apid, a Federmanager Minerva: associazioni formate da donne dirigenti, che lavorano tutto il giorno, hanno le stesse problematiche nostre. Dobbiamo fare rete, portare progetti per le nostre imprese. Più lo facciamo e più riusciremo ad ottenere risultati concreti.

Quale obiettivo si pone come Presidente AIDDA Piemonte?

Vorrei far diventare AIDDA referente e opinion leader. Ogni volta che si parla di donne si deve chiedere ad AIDDA. Inoltre come Presidente regionale ritengo fondamentale cercare di aiutare le nostre socie a risolvere i problemi che possono incontrare durante il percorso lavorativo.

Le donne sono spesso raccontate per stereotipi. Anche quelle in carriera. Lei che le conosce da vicino, invece, come le descrive? Come è la donna AIDDA?

La donna AIDDA è multitasking, fa tutto. È una mamma, una manager, è capace di interpretare più ruoli. Lo vedo sulla mia pelle. Avendo più cariche devi saper interpretare più ruoli e cercare di migliorarti in tutti i settori. AIDDA è mamma, dirigente, fa sport nel tempo libero, è anche una donna che ama l’arte. È una donna completa. Ha sentimento. Ha dei valori. Direi questo: la donna AIDDA ha dei forti valori e voglia di fare.