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Anne Hidalgo: sarà lei il prossimo sindaco di Parigi?

Da quattordici anni lavora al fianco del primo cittadino socialista Bertrand Delanoë e oggi spera di succedergli, diventando la prima donna ad insediarsi all'Hotel de Ville e vincendo la sfida tutta al femminile contro Nathalie Kosciusko-Morizet

“1974, sono diventata francese, il decreto di naturalizzazione della mia famiglia è firmato, una decisione famigliare legata a una volontà di integrazione. Ho 14 anni. Sono fiera della mia doppia nazionalità, e della Francia che mi ha dato la mia chance“.

È solo una delle pillole tratte dalla biografia della candidata al comune di Parigi d origine spagnola Anne Hidalgo, cinquantacinque anni tra poco, nata a Cadice, un padre immigrato di ritorno che l’ha fatta crescere a Lione. Una vita intensa raccontata in alcuni flash a descrivere il lungo cammino che dovrebbe condurla – a meno di sorprese – alla guida della “Parigi che osa”, come recita il suo slogan.

Le molte foto-chiave che corredano la sua storia compongono un ritratto interessante della donna che da quattordici anni lavora al fianco del sindaco socialista Bertrand Delanoë e oggi spera, succedendogli dopo due mandati col vento in poppa, di diventare la prima donna a insediarsi all’Hotel de Ville. Lo fa anche grazie a una campagna elettorale intensa, con cui si è tenuta sempre alla larga dall’impopolarità di Hollande, che pure è stata una delle prime personalità a favorire il suo inserimento nel campo socialista.

Magari dovrà aspettare il ballottaggio, ma i sondaggi continuano a piazzarla in testa alla gara. L’ultimo per Le Parisien dà la candidata del Partito socialista vincente al secondo turno con il 53 per cento contro il 47 della Ump Nathalie Kosciusko-Morizet, che continua a inseguire con difficoltà Hidalgo, sinonimo per chi la conosce di una donna forte, che ha perseguito con volontà i suoi obiettivi e che fiera del suo percorso umano e politico ha scelto sempre di impegnarsi a pieno nelle battaglie che ha ingaggiato.

Dagli studi di diritto sociale al lavoro come consigliera politica del ministro Martin Aubry fino al grande impegno per Parigi, dal massiccio investimento su Vélib al futuro progetto del Grand Paris per citarne solo qualcuno. Ad esempio la battaglia per la città verde e per eliminare i diesel, gridata forte nei giorni scorsi in cui Parigi è stata più inquinata, sta insieme alla gara per fare della capitale francese la città faro delle auto elettriche, così come la battaglia sulla parità è stata uno dei cavalli di battaglia di Hidalgo in questi anni, con un forte impegno per il ripensamento dei tempi del lavoro e della città.

Cosmopolitique“, ha titolato Libération, in un ricco ritratto della candidata alla vigilia della campagna, descrivendola all’indomani dell’annuncio fatto ai piedi della Bibliothèque François Mitterrand. La lingua spagnola che ogni tanto le esce dal cuore e l’europeismo in cui ha sempre creduto hanno fortificato la sindacalista che lavorava come ispettrice del lavoro.

Ha due figli grandi, si è fatta due anni di campagna elettorale solcando Parigi e in lungo e in largo, partendo dalla sua casa parigina nel XV arrondissement, da sempre scelto come dimora. Un quartiere tradizionale e tranquillo, un po’ bobo e un po’ innovativo, proprio come lei, descritto nelle guide come uno spazio grande, il più vasto e popoloso della città che Anne “sognava”. E che comunque vada a finire, per la prima volta sarà guidata da una donna.