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Manuela Schwesig, neoministro impegnata su welfare e parità

Il nascente governo tedesco di Grosse Koalition Spd-Cdu assegnerà il ministero della famiglia alla vicepresidente dei socialdemocratici dal congresso di Dresda. Giovane e popolare, esperta di lavoro e affari sociali

Prendete nota di quanto accade nella Spd, luogo in cui le acque si muovono e ci sono donne che continuano a movimentare il partito. Il nascente governo tedesco di Grosse Koalition Spd-Cdu assegna sei dicasteri al Partito socialdemocratico, che saranno equamente divisi tra tre uomini e tre donne: Sigmar Gabriel sarà dunque accanto a Barbara Hendricks, che dovrebbe guidare l’ambiente, e all’astro nascente che viene dall’est Manuela Schwesig, pronta per il ministero della famiglia. Con il placet del 78 per cento dei quasi cinquecentomila iscritti alla Spd, che si è espressa attraverso un referendum interno lo scorso sabato 14 dicembre.

Manuela Schwesig, classe 1974, è la vicepresidente dei socialdemocratici dal congresso di Dresda. Di lei si è parlato molto nelle scorse settimane in quanto impegnata per il fronte Spd nell’ambito delle trattative tra i due schieramenti su welfare e politiche per la parità di genere. Il recente accordo sulle aziende quotate in borsa, che devono garantire una presenza femminile nei loro consigli di sorveglianza del 30 per cento porta la sua firma, ed è, ha detto, “un segnale importante per aumentare le possibilità per l’avanzamento nella carriera professionale delle donne”.

Ma non è da oggi che Schwesig si fa notare. Originaria di Francoforte, impegnata come ministro del lavoro, delle pari opportunità e degli affari sociali quale attualmente è nel Mecklemburg-Vorpommern dal 2008 – Land che dopo una lunga gestione Cdu è tornato ad essere governato dalla Spd – è entrata nel partito nel gennaio 2003. L’anno successivo è stata eletta al consiglio municipale di Schwerin e vicepresidente, poi presidente del gruppo locale. Membro della German Child Protection League, impegnata nella lotta alla povertà infantile, è stata una grande sostenitrice, nel 2009, della legge contro la pedopornografia online per cui ha appoggiato il grande lavoro fatto dal ministro Ursula von der Leyen.

Un sorriso spigliato che spunta dalla folta chioma bionda, competente, attenta alla presenza nei media, è diventata popolarissima nel momento in cui è stata nominata ministro, quattro anni fa: il più giovane ministro donna del paese. Ha un marito e una figlia, si è convertita alla fede luterana ed ha studiato economia e finanza, diplomandosi nel 1995. Poi un percorso nel ministero delle finanze della regione occupandosi di amministrazione.

Ha avuto un ruolo di primo piano come portavoce nella campagna di Frank Walter Steinmeier per le elezioni federali e dopo la grande sconfitta dei socialdemocratici è diventata vicepresidente del partito. Deputata lo è dal 2008 quando ha ottenuto il 42,6 per cento dei voti staccando di 16 punti il suo avversario della Cdu. E non ha ancora quarant’anni.