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La seconda volta di Michelle Bachelet alla guida del governo cileno

Presidente dal 2006 al 2010, la Bachelet ha diretto per tre anni "UN Women", l’organismo dell’ONU creato per tutelare i diritti delle donne. Adesso deve riportare a sinistra il Cile dopo la parentesi di Sebastián Piñera

Michelle Bachelet tornerà a governare il Cile, insediandosi al Palacio della Moneda l’11 marzo del prossimo anno. Unica incognita è se l’ufficialità l’avremo già stasera, quando 8 dei 13 milioni di cileni aventi diritto – per la prima volta il voto non è obbligatorio – andranno alle urne o se dovremo attendere il 15 dicembre, data dell’eventuale ballottaggio. Gli ultimi sondaggi danno Michelle oltre il 50 per cento, con un vantaggio abissale di oltre il 30 per cento su Evelyn Matthei, la candidata della destra. Terzo l’indipendente di origine italiana Franco Parisi, fermo al 14 per cento.

Ma chi è davvero Michelle Bachelet e, soprattutto, cosa farà una volta ritornata alla guida del Cile? Quando il 12 marzo del 1974 moriva in carcere a causa delle atroci torture inferte da suoi due sottoposti il generale delle Forze Aeree cilene Alberto Bachelet Martínez, rimasto fedele a Salvador Allende sino all’ultimo, sua figlia Michelle viveva ancora a Santiago nonostante fossero passati oltre 6 mesi dal golpe. Michelle seppe quasi subito che il padre era morto. Ciò di cui venne tenuta all’oscuro è che si trattò di omicidio. Dal 2012 per quell’infarto provocato con la tortura due ex ufficiali torturatori sono finiti sotto processo. Lei scelse coraggiosamente di rimanere a Santiago per continuare gli studi in Medicina ed appoggiare il Partito socialista che dopo il golpe di Pinochet era stato messo “fuori legge”. Catturata dagli “sbirri” della DINA, i servizi segreti di Pinochet, per tre settimane fu torturata nel lager di Villa Grimaldi. Appena uscita da quell’incubo, Michelle assieme alla madre Ángela Jeria si rifugiò prima in Australia e poi in Germania Est per poi rientrare in Cile dove, nel 1982, si laureava in chirurgia pediatrica con il massimo dei voti. Sino a quando Pinochet non viene mandato a casa con il referendum si occupa solo di medicina, dagli anni Novanta in poi solo di politica.

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