Politica ed Economia
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La rivolta delle pasionarie contro Hollande il timido

Tutte contro il presidente: Ségolène Royal interviene in difesa dei manifestanti anti-governativi della Bretagna, Martine Aubry si schiera con gli operai del nord, Anne Hidalgo chiede il rimpasto di governo

Prima sono arrivati i sondaggi sul gradimento in caduta libera, quindi le manifestazioni dei lavoratori minacciati da serrate e delocalizzazioni. Poi, nelle ultime settimane, è sull’onda del movimento trasversale cresciuto in Bretagna contro la cosiddetta “tassa ecologica” che è arrivato un nuovo e più devastante segnale. Lunedì scorso, infine, i fischi al presidente della Repubblica alla commemorazione dei caduti della Grande guerra.

Nell’opinione pubblica francese cresce il malcontento, quando non una vera e propria rabbia. Secondo un’inchiesta realizzata lo scorso weekend, mentre da nord a sud del paese si moltiplicavano le azioni, anche violente, contro la politica fiscale ed economica del governo, il 72 per cento dei cittadini d’oltralpe prevede che in tempi brevi si arrivi a un’escalation su base nazionale della protesta. Qualcosa a cui Le Monde arriva a dare il nome, terribile da ascoltare per un esecutivo di sinistra, di «implosione sociale». Se non si prenderanno misure adeguate, spiega il quotidiano, all’orizzonte ci potrebbe essere una vera e propria rivolta di piazza contro quella gauche tornata al potere, dopo l’ubriacatura sarkozista, proprio per dare prima di tutto risposte al mondo del lavoro e ai settori più deboli della società. Altro che querelle interne tra ministri o tra socialisti e verdi che sostengono il premier Ayrault: un’ipotesi del genere contempla anche la possibilità che l’intera maggioranza se ne debba andare a casa. Punto e basta.

A riprova del fatto che le cose stanno prendendo una piega molto pericolosa per il governo, ma anche per lo stesso François Hollande, è arrivato nei giorni scorsi l’inedito sostegno bipartisan offerto ai bonnets rouges – il soprannome ispirato alla rivolta antifiscale della fine del XVII secolo che si sono dati i manifestanti bretoni – da parte di Ségolène Royal e Marine Le Pen. Un segno che l’Eliseo deve parare colpi ormai provenienti da ogni latitudine politica.

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