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La Dichiarazione delle ragazze, un’opportunità di empowerment femminile

Nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo le bambine e le adolescenti occupano l’ultimo gradino della scala gerarchica familiare. Sono sfruttate per ogni sorta di lavori domestici o di attività generatrici di reddito, come ad esempio la tessitura o il lavoro a cottimo per l’industria elettronica. In molti paesi sono sottoposte a pratiche tradizionali quali le mutilazioni dei genitali femminili (140 milioni di donne hanno subito qualche forma di mutilazione e circa 3 milioni di bambine sono a rischio ogni anno), e sono costrette a matrimoni precoci e forzati (circa 15 milioni l’anno).

Tra i 10 e i 14 anni queste bambine e adolescenti vivono già lontane dalla loro famiglia, non vanno più a scuola, lavorano come domestiche per famiglie poco più benestanti della loro, solo in cambio di vitto e alloggio. Trasferendosi in città, perdono la rete di relazioni di supporto su cui potevano contare nel villaggio e si ritrovano sole, spesso senza documenti di identità, senza alcuna protezione sociale e sanitaria.

Molte ricerche hanno dimostrato livelli alti di molestie e violenze sessuali su queste adolescenti, anche da parte di famigliari, ed è purtroppo facile per loro finire nelle spirali della tratta, vendute sul mercato del sesso, sotto il controllo di sfruttatori senza scrupoli. È tra queste adolescenti e giovani donne che il virus dell’Hiv si diffonde più rapidamente.

La violenza, da parte del marito, della suocera, dei datori di lavoro, degli uomini in genere, è dunque un tratto caratteristico della vita di queste ragazze che accettano perché ignare dei propri diritti… Se si ribellano, non è raro il caso che vengano uccise dagli stessi famigliari del marito. Incidenti in cucina, dicono…

A limitare drammaticamente le opportunità di queste ragazze di uscire dalla povertà è la carenza di istruzione. In molti paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa e nel Sud est asiatico, il divario nella scolarizzazione tra maschi e femmine resta molto ampio. Frequentare solo alcuni anni di scuola elementare infatti non basta: vuol dire ritornare analfabete in breve tempo.

Questa è semplicemente la normalità in tanti paesi, il modo in cui si costruiscono i ruoli di genere in società patriarcali che assegnano a uomini e donne compiti e funzioni diverse e che solo ora cominciano a riconoscere la profonda iniquità iscritta nella tradizionale costruzione dell’identità di genere.
E mentre tante organizzazioni si impegnano per l’infanzia, pochissimi programmi cercano di far fronte specificamente ai bisogni delle adolescenti più povere, di quelle che è più difficile raggiungere. Che nascono e continuano a crescere “invisibili”, sotto il peso di responsabilità adulte arrivate troppo presto, che cancellano i loro sogni e le loro aspirazioni.

Aidos considera che il ruolo di una Ong internazionale sia di dimostrare quali sono i bisogni di ragazze e donne in una determinata società, comunità, al fine di cambiare le leggi e le politiche governative.

Da quasi trenta anni Aidos lavora con partner locali per migliorare la condizione di queste adolescenti. Nel luglio di quest’anno, abbiamo dato vita, con altre Ong di Francia, Germania e Bruxelles, alla “European Alliance for Girls”. Il 15 ottobre abbiamo presentato l’edizione italiana della Girl Declaration, la Dichiarazione delle ragazze: un documento per richiamare l’attenzione del pubblico proprio sulle “ragazze ai margini”, affinché i nostri governi e l’Unione europea, che stanno lavorando con gli altri Stati membri dell’Onu sugli Obiettivi di sviluppo sostenibili da raggiungere tra il 2015 e il 2030, non si dimentichino di queste piccole donne e diano loro la priorità che meritano e i diritti finora loro negati.

Si tratta di un documento scritto da 508 ragazze che vivono in condizioni di povertà in 14 paesi di quattro continenti e partecipano a vari programmi di Ong. Dopo aver analizzato le questioni fondamentali che le riguardano, hanno spiegato di cosa avrebbero bisogno per potersi realizzare. Il Programma di sviluppo per il post 2015, attualmente in fase di elaborazione all’Onu, fornisce infatti un’opportunità unica per l’empowerment di queste adolescenti e per porre fine al ciclo di povertà e violenza che le colpisce.

Si deve lavorare insieme per costruire un futuro in cui queste ragazze siano libere dallo sfruttamento, siano sostenute da leggi non solo emanate ma anche applicate e da sistemi di protezione adeguatamente finanziati in modo che possano prendere da sole le decisioni che riguardano la loro vita. Perché sono proprio queste ragazze, come ha scritto Amartya Sen, la risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile delle loro comunità.