Opinioni
Opinione, di ,

MasterMassaia, un test “per donne” che calcola il coefficiente di abilità nei lavori di casa

Proprio quando la cucina sembra finalmente sdoganata come passatempo unisex, scopriamo che lavare i piatti resta un’attività “da donne”. Per non parlare del pulire il bagno, stirare camice, lucidare le posate o smacchiare le tovaglie. Persino la raccolta differenziata e l’utilizzo del forno a micro-onde, a quanto pare, sono di appannaggio esclusivamente femminile.

L’ho scoperto grazie a un tweet sponsorizzato da un negozio online di prodotti per la casa. Che per attirare clienti ha ben pensato di regalare un buono sconto a chi rispondeva a un quiz sulla manutenzione della casa. Fin qui nulla di male. Solo che la cosa è stata pubblicizzata su Twitter così: “Dopo MasterChef, un quiz per donne: MasterMassaia. Partecipa al test e scopri quanto sei brava nei lavori di casa”.

Proprio così: “un quiz per donne”.

A onor del vero si saranno resi pure loro del danno d’immagine che quel tweet rischiava di arrecargli, visto che l’hanno cancellato a stretto giro (intanto, però, noi l’abbiamo screenshottato).

La cosa grave, per come la vedo io, non sta tanto in quel MasterMassaia, che è pure un’idea carina. Né nell’assunto che le donne per forza debbano essere anche massaie. Piuttosto, è ridicolo e preoccupante che – in un’era dall’emancipazione femminile forse ancora dubbia, ma dove il numero di uomini che vivono soli aumenta – chi ha gestito quel lancio abbia pensato che la pulizia della casa sia una cosa solo da donne.

Si vede che tutte quelle storie che ci hanno raccontato sugli uomini che aiutano in casa erano delle balle. Si vede che i pavimenti degli scapoli sono autopulenti. Si vede che la nettezza urbana non multa i cittadini che gettano la plastica nel cassonetto del vetro, se sono maschi.

La realtà è che anche agli uomini, scapoli o ammogliati, ricchi o poveri, prima o poi capita di dovere comprare uno spazzolone per pavimenti o un detersivo. Ne consegue che, per un sito che vende questi articoli, rivolgersi a un pubblico solo femminile – specificando bene: ehi, questo è un test per donne! – equivale a una perdita monetaria. Come se domani Decathlon pubblicizzasse in rete i suoi palloni con slogan come “fate un test per uomini e vi regaliamo un buono sconto”. Magari gli uomini che comprano i palloni sono più delle donne… ma perché alienarsi un’importante fetta di pubblico che comunque un pallone prima o poi lo comprerà?

Ah, comunque il test l’ho fatto. Mi sono meritata il titolo di “Assistente Massaia”. Recita il mio profilo: “Certo, in casa te la sai cavare, ma devi applicarti di più per imparare i trucchi del mestiere! Meriteresti di toglierti il grembiule, ma c’è chi ha fatto peggio di te, perciò… sei salva per un pelo.”