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Il Governo ora inserisca nel Jobs Act la questione del lavoro femminile

Il Governo Renzi  appena nato centra già alcuni record: il premier più giovane di sempre, (oggi anche il più giovane d’Europa), il primo Governo della storia della Repubblica composto al 50% da donne e con l’età media più bassa. Alle neo Ministre vengono affidate deleghe di gran peso (e tradizionalmente maschili) come gli Esteri, la Difesa (affidata per la prima volta ad una donna), le Riforme e Rapporti con il Parlamento, lo Sviluppo Economico, l’Istruzione, la Salute, gli Affari Regionali, la Semplificazione e Pubblica Amministrazione.

Il varo del Governo Renzi segna plasticamente l’inizio di una nuova fase della vita istituzionale del Paese  e con esso, l’avvio della fase costituente della legislatura e della stagione delle grandi riforme.  E in questo nuovo inizio il protagonismo femminile sarà fondamentale, innanzitutto per definire l’agenda delle priorità . A partire dal lavoro delle donne, che è una vera emergenza nazionale.

I dati diramati qualche giorno fa dall’Istat, aggiornati a gennaio 2014, sull’occupazione nel nostro Paese sono allarmanti, ma per le donne che già scontavano un differenziale negativo rispetto alla forza lavoro maschile, è devastante.  Il tasso di occupazione nel nostro Paese è pari al 55,3%. Il tasso di occupazione maschile è pari al 64,2% mentre il tasso di occupazione femminile è pari al 46,4%, ben lontano dall’ obiettivo della Strategia di Lisbona che fissava il 60%.

Inoltre, se si prendessero in considerazione le giovani donne che si affacciano sul mercato del lavoro e il conseguente  combinato disposto di due criticità (genere ed età) che si sommano, per costoro spesso rimane come unica soluzione quella di emigrare all’estero. Un capitale umano sprecato, inutilizzato, espulso dai processi produttivi. Un Paese che brucia il futuro delle sue giovani.

A questo proposito ci auguriamo che il Governo Renzi, nell’approntare il grande piano sul lavoro (Jobs Act), prenda atto di questa situazione drammatica e preveda un pacchetto di misure specifiche sul lavoro delle donne.

In particolare, si possono individuare azioni robuste a sostegno dell’occupazione femminile, ad esempio sgravi fiscali destinati alle aziende che assumono donne. A fianco di queste misure, una serie di azioni positive a favore della conciliazione. Fare figli in Italia è diventato un privilegio per pochi, non una libera scelta.

Molte donne infatti sono costrette a smettere di lavorare oppure optano per il part time, per accudirei figli in mancanza di servizi e asili nido (o per i costi troppo onerosi). Alcune di loro, al rientro al lavoro dopo la maternità, vengono mobbizzate, così come altre giovani professioniste con partita iva, dopo la maternità, vengono “scaricate” dal loro studio professionale . Questa è la triste realtà che vivono centinaia di donne in Italia, ogni giorno.

Altra emergenza nazionale riguarda le donne vittime di violenza e di femminicidio. 130 sono infatti le vittime di femminicidio nel 2013, una vera ecatombe. La  Legge n. 93 per il  contrasto alla violenza di genere ha avuto, tra l’altro, il merito di inasprire le pene e destinare risorse alla rete dei Centri Antiviolenza. Bisogna continuare su questa strada andando ad implementare i fondi a favore dei Centri e soprattutto lavorare e investire più risorse sulla prevenzione del fenomeno.

Questo “nuovo inizio” per  il PD e per il Paese, può segnare davvero il cambio di verso per il protagonismo femminile. Occorre continuare speditamente su questa strada.

Alla vigilia dell’8 marzo, un impegno forte del  nuovo Governo Renzi nel mettere al centro dell’agenda politica , le urgenze che riguardano la vita delle donne, è ancor più importante della definizione dei  singoli dicasteri .

La sfida del  radicale cambiamento dell’Italia non può non vedere le donne in prima linea. Forse perché tenute lontane da sempre dalle stanze del potere, le donne inverano il senso profondo di novità e di rinnovamento e vengono percepite dall’opinione pubblica come elementi di discontinuità del sistema. Ciò di cui abbiamo bisogno.

Perché è giunto il tempo in cui un certo capitale umano (maschile)  non scommetta più, come nel noto film di Virzì, sulla rovina del nostro Paese ma scommetta sulla sua rinascita, insieme alle donne.

 

Ilaria Cova è Coordinatrice Regionale Democratiche Lombarde