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Se cerchi su Google la cellulite di Scarlett amerai GettyImages. Ma solo un po’

Jeans, senza trucco e manager. Occhiali, frangetta rossa fuoco, operaia. Incinta, carina, in carriera. È per raccontare un mondo così, poliedrico, che Sheryl Sandberg, dirigente Facebook e fondatrice di Lean In, organizzazione non-profit nata per aiutare le donne a realizzare se stesse, ha lanciato il progetto fotografico meno sessista della storia, almeno negli intenti. La galleria di immagini, disponibile su GettyImages, dedicata alle donne così come sono. Senza tacco dodici per andare a fare la spesa e senza intimo sexy per passare l’aspirapolvere. Ma con qualche ruga e un po’ più di verità addosso.

Ammettiamolo: l’idea, a noi femmine, diverte. Solletica quell’istinto primordiale che ci fa sogghignare quando a Scarlett Johansson si vede la cellulite sulle cosce e ci induce a cercare su Google tre parole di fila – “star senza trucco”. È semplicemente benefico sbirciare nell’immaginario collettivo, che GettyImages alimenta a suon di foto vendute a agenzie pubblicitarie e media, e trovarci dentro qualcuna che ci somiglia. Una mamma con bambino e computer in braccio contemporaneamente. Una nonna un po’ canuta e, senza passare prima dal fido parrucchiere, sorridente.  Insomma: come ha spiegato Jessica Bennett, curatrice della galleria, è il momento di cambiare narrazione visiva. Perché, portandosi appresso tutto il corredo di orrendi tailleur, stiletti e depilazione totale, gli anni Ottanta se ne sono andati da un pezzo. Evviva, allora. Ma davvero c’era bisogno di Lean In per superarli?

La comunicazione patinata, piuttosto, ha già lasciato il posto all’estetica – e all’etica – del comune, del quotidiano. La narrazione visiva è già cambiata radicalmente grazie ai social network, alle foto postate online dagli utenti, alle immagini caricate sui blog. Ogni giorno, ogni ora, dovunque. I selfie hanno in fondo già rottamato tutto. È Christina Ricci, per essere chiari, a imitare le adolescenti, mettendo su Twitter la propria foto duck face, con le labbra all’infuori, e non il contrario. È successo nell’immaginario estetico collettivo quello che è avvenuto con più evidenza e in modo forse più esplicito in quello politico: la casta glam, come quella di palazzo, ha già ceduto all’estetica del 99%, e il comune – così come l’onestà grillina – non andrà di moda. Perché già ci va.

Sheryl Sandberg, in definitiva, vorrebbe fare la Renzi prima maniera della comunicazione visiva e rottamare l’estetica più classica e datata. Ma finisce per essere come Fiorella Mannoia: «Siamo così – sembra cantare – è difficile spiegare». Così complicato che per farlo non serve una rappresentazione verosimile delle donne, da cercare su GettyImages. Ma basta fare un bel giro su Facebook.