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Cari uomini, stanno insultando anche voi

In tutta questa brutta storia, la misoginia è solo una parte del quadro. Non una parte trascurabile, sia ben chiaro. Si potrebbe parlare di quello sgradevolissimo doppio standard per cui gli insulti di natura sessuale sono molto più efficaci nel ledere la dignità delle donne, rispetto a quanto non avvenga con gli uomini: come ha scritto Paola Casella su Donneuropa. Oppure si potrebbe parlare di quell’ancora più raccapricciante equivalenza tra “stupro” e “apprezzamento” che poi era il sottotesto di quel tweet di Claudio Messora contro Laura Boldrini (“volevo tranquillizzarti… Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio”): infatti ne ha scritto Guia Soncini sul suo blog.

Tutto questo per rendere l’idea che, sì, di misoginia negli ultimi giorni abbiamo fatto il pieno. Eppure, si diceva, in questa brutta storia degli insulti alle parlamentari del Pd e dei rape joke contro il presidente della camera, c’è anche dell’altro: una concezione della sessualità, a metà strada tra il puritanesimo e l’invasione degli Unni, che insulta gli uomini quanto le donne.

Ricapitoliamo. Giovedì scorso sei parlamentari, tutte donne del Pd, hanno denunciato il deputato del Movimento cinquestelle Massimo De Rosa, che le avrebbe accusate, davanti a testimoni, di essere il parlamento “solo perché sapete fare bene i pompini”. Pochi giorni dopo è comparso sul blog di Beppe Grillo un video intitolato “In viaggio con Lady Ghigliottina Boldrini”: si tratta di uno sketch che rientra pienamente nei confini della satira politica… peccato però che molti commentatori del blog abbiano colto la palla al balzo per dare vita al giochino “che cosa faresti se fossi in macchina con la Boldrini?”, dove l’andazzo era “la metto a pecora” e “mi faccio fare una pompa”.

Ah, poi ci sono quelli che “la farei stuprare”. Ora, lasciamo per un istante da parte il discorso delle minacce di stupro e/o rape jokes, non perché non sia importante, ma perché è già stato già discusso in altre sedi. Oltre alla misoginia e al cattivo gusto, gli insulti contro le deputate del Pd e contro il presidente della camera hanno in comune un riferimento al sesso come qualcosa di intrinsecamente degradante della donna.

Se si tratta di pratiche appena più estrose (ma si fa per dire, eh?, che stiamo parlando di cose che ogni adulto farebbe nella sua camera da letto, mica acrobazie da pornodivi) della posizione del missionario, poi, il sesso diventa automaticamente un insulto. Sesso orale? Doggie style? Roba di cui una donna dovrebbe vergognarsi. Da cui la licenza di utilizzare certi concetti come insulto.

Si potrebbe fare notare che se il sesso può essere utilizzato per insultare le donne molto più facilmente di quanto non sia utilizzato per insultare gli uomini, questo avviene perché vige un doppio standard. Se sei maschio, concludere è un motivo d’orgoglio, per le donne vale un po’ meno. E infatti questa lettura contiene una parte di verità: che sia per sport o per amore, dare e ricevere piacere è qualcosa di cui una donna, a differenza dell’uomo, non dovrebbe andare fiera.

Ma, come si diceva, c’è dell’altro. Dagli insulti contro Laura Boldrini e le deputate Pd, oltre all’evidente doppio standard, emerge anche una concezione della sessualità come umiliazione della donna. In quest’ottica il sesso non è una cosa bella, magari da fare in compagnia. È, nella migliore ipotesi, l’affermazione dell’uomo sulla donna e, forse ancora di più, un qualcosa che avviene a discapito della donna.

Ciò che emerge dagli insulti di cui abbiamo letto tanto in questi giorni non è solo la misoginia. È una concezione malata e violenta (nell’accezione psicologica prima ancora che fisica del termine, che quando si parla di sesso è peggio) della sessualità. In questa visione del mondo e del sesso, il disprezzo delle donne è piuttosto esplicito: dopotutto loro sono la parte passiva del modello.

Ma, a ben vedere, pure gli uomini e la sessualità maschile si beccano la loro dose di ingiuria, seppure in modo più indiretto. Perché se il sesso è qualcosa che fa un uomo a discapito della donna, è un po’ come partire dal presupposto che gli uomini sono un’orda di barbari, che la sessualità maschile è necessariamente prevaricatrice, violenta, brigantesca… insomma, il messaggio è: brutta roba la sessualità maschile.

Quando si usa il sesso per insultare una donna, il riferimento è sempre anche a un uomo. E quando ci si riferisce al sesso come a qualcosa di brutto da fare a una donna, beh, non mi pare un gran bel complimento agli uomini.