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Ecco cosa facciamo all’università per formare “ingegnere” digitali

Le donne che fanno ricerca scientifica oggi nel nostro paese sono tante, ma spesso manca persino un nome per chiamarle. Prendete me, io sono un matematico, professore, non esiste un modo ufficiale per dirlo al femminile. Ovviamente non è solo una questione di “forma”, per comprendere la portata del gender gap nell’università basta guardare l’elenco dei rettori degli atenei italiani: quasi tutti uomini. Le studentesse sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, anche in facoltà che vent’anni fa erano prettamente maschili, ma il divario si sente ancora, soprattutto quando si guarda alle carriere dopo la laurea.

C’è bisogno di sensibilizzare il mondo femminile, stimolare le giovani generazioni a intraprendere carriere anche impegnative, che richiedono molto tempo e molta energia.  Lo spirito di squadra e un’associazione come EWMD (European Women’s Management Development) aiutano a capire che ci sono tante possibilità aperte e che ci vuole un po’ di coraggio. Quel che stiamo facendo con la delegazione di Reggio Emilia, in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio, è un’iniziativa sul divario digitale di genere per promuovere il ruolo attivo delle donne negli ambiti lavorativi legati alle nuove tecnologie.

Tutti i dati dimostrano come le donne siano scarsamente coinvolte nella proposta di nuove tecnologie, servizi e applicazioni informatiche. La società del XXI secolo, pervasa di informatica a tutti i livelli, non potrà migliorare senza l’apporto delle idee, delle capacità e dei sogni delle donne.

Questo è il progetto “Ragazze Digitali”, rivolto alle studentesse del quarto anno delle scuole medie superiori e si attua attraverso due azioni: il campus ideato dal corso di laurea di ingegneria informatica dell’Università di Modena e Reggio, quattro settimane a partire dal 16 giugno 2014 per avvicinare gradualmente le ragazze  alle nuove tecnologie e metodologie per la creazione di servizi digitali. Sono previsti laboratori orientati alla multimedialità, alla sicurezza informatica e al software open. La seconda parte del progetto sono cicli di convegni, il primo sarà a Reggio Emilia il 22 novembre Aula Magna dell’Università. Il secondo a Modena a maggio 2014 presso la Facoltà di Ingegneria. Far rete con le istituzioni, con le imprese locali e con grossi partner tecnologici mondiali è essenziale affinché l’iniziativa possa continuare il tempo sufficiente per produrre i primi risultati.