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L’inversione della costola

Se, come sono sicuro che accadrà, Donneuropa se la batterà presto per contatti e interesse con il giornale online che l’ha generata, avrò avuto la conferma di una convinzione radicata ormai da qualche anno. E cioè che le donne hanno una marcia in più nella rete. Vivono nella dimensione digitale molto più a proprio agio degli uomini. Soprattutto nel mondo social, si ritrovano e si muovono con una naturalezza assoluta e con un’immediata istintiva adesione alle invisibili leggi della comunità web.

C’è forse una ragione per questo, che poi è alla base di questo progetto, di questa costola di Europa quotidiano. Sia come soggetti che come oggetti dell’informazione online, le donne godono secondo me di un vantaggio che è probabilmente esito – capita spesso – del loro svantaggio atavico.

Aver dovuto per secoli sostenere contemporaneamente parti pubbliche e parti private nella commedia umana; aver dovuto lottare per difendere insieme la dignità della propria dimensione individuale, e per conquistare lo spazio negato nella vita collettiva; essersi dovute dividere, in ogni istante della giornata, fra la cura domestica per tanto tempo e per tanti versi non delegabile, e il peso crescente dell’attività lavorativa a ogni livello di fatica e di responsabilità. Tutto questo, all’esplodere dell’era digitale, rende la donna oserei dire “naturalmente” crossmediale, come orrendamente si direbbe. Portata per istinto e per abitudine a mischiare pubblico e privato, alto e basso, pop e politica, sentimenti e ragione, individuale e collettivo, estetica ed etica.

Lo confermano le analisi per così dire scientifiche e di mercato, e l’esperienza empirica: mentre nella sfera del potere giornalistico, come dappertutto, la presenza femminile aumenta ma sconta ancora un duro ruolo di minoranza, la realtà quotidiana della rete dice tutt’altro. Quanto a qualità, quantità e varietà delle informazioni che le donne producono, elaborano, scambiano, consumano.

Donneuropa non è dunque solo, lo si chiamerebbe con espressione credo non del tutto politicamente corretta, il “femminile” di Europa quotidiano. È piuttosto uno spazio conquistato e tenuto dalla metà più sveglia del cielo digitale.

Europa promuove questa iniziativa per completare la propria presenza nell’editoria in rete, in una fase di fortunata rapida espansione della nostra testata. La redazione di Europa è il cuore pulsante di Donneuropa. Ma questo magazine vivrà in tutto e per tutto di vita propria, con una maggiore agilità e trasversalità di temi trattati.

La formula che proponiamo è quella di raccontare politica, economia, finanza, cultura, società, cronaca, scienza, sport, cinema, letteratura, arte (insomma tutto) attraverso storie di donne. Siamo convinti che disegnando profili individuali interessanti, e rilevanti per l’attualità, si risalga al significato generale delle singole storie: è un tratto cruciale della contemporaneità, che grandi valori pubblici possano affermarsi nell’esaltazione e non più nella negazione dell’esperienza personale. Irripetibile eppure emblematica.

Per trasformare la formula in un prodotto editoriale vivo e vitale, le nostre colleghe si avvarranno della collaborazione di una rete vasta – e destinata spero ad ampliarsi – di donne e di uomini che proprio nella rete stanno costruendo i propri percorsi di crescita professionale, intrecciandoli appunto con la vita vera d’ogni giorno.

Se le cose andranno bene, come sicuramente sarà, potrà presto realizzarsi la profezia di sapore biblico: accadrà quando Europa quotidiano sarà considerata da tutti la costola di Donneuropa, e non viceversa.