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Lois P. Frankel: come passare da “brava ragazza” a vincente

Psicologa e autrice di manuali di autodeterminazione, ha lanciato online il progetto Words of Wisdom, una raccolta di testimonianze dell'atavica saggezza femminile. E raccomanda alle donne di non scusarsi per essere intelligenti, potenti o benestanti

Leggere un libro di Lois P. Frankel è come intraprendere un viaggio verso sè stesse, di quelli dell’ultimo minuto che non avevi pianificato, organizzato senza troppi comfort e certezze, attraverso cui scoprire comportamenti, spesso inconsapevoli e deleteri, che si ripetono nella vita di tutti i giorni ma soprattutto nell’ambito lavorativo. “Per avere successo non bisogna comportarsi da uomo, come molti potrebbero farvi credere, ma da adulte invece che da ragazzine”, spiega nel suo best-seller Le brave ragazze non fanno carriera- 101 errori più comuni che le donne commettono sul lavoro.

Frankel è una psicologa e consulente di empowerment femminile, da anni autrice di manuali di autodeterminazione per donne che cercano di emergere nell’ambito professionale (Stop sabotaging your career, Nice girls don’t get the corner office e l’ultimo Nice Girls Just Don’t Get It). Da poco ha lanciato online il progetto Words of Wisdom (#Wow), una raccolta di testimonianze della saggezza femminile delle generazioni precedenti, uno zibaldone moderno cui dare il proprio contributo per non perdere traccia dell’esperienza conquistata da altre donne prima di noi.

Alla domanda da dove nasca l’idea di Words of Wisdom e quale ne sia lo scopo, la dottoressa Frankel risponde: “Lungo i secoli la saggezza è passata da una generazione all’altra, attraverso i racconti degli anziani: che fosse in forma di teatro, libri o folklore, si basava sul rispetto delle esperienze di chi ci aveva preceduto. Le donne troppo spesso si sentono emarginate quando la loro bellezza e gioventù svaniscono. Voglio fare qualcosa per venerare queste donne, afferrando la loro saggezza in parole e, quando possibile, catturando la loro essenza anche in foto. Il progetto riunisce sia il mio amore per scrivere libri rivolti alle donne che quello per la fotografia”.

Quanto è importante tramandare i valori di donne del passato nel nostro presente?

Credo che sia estremamente importante catturare la saggezza delle donne più vecchie. Il gruppo  cui mi ispiro ha vissuto attraverso alcuni dei decenni più tumultuosi della storia: quelle donne hanno visto più cambiamenti nelle loro vite di quanti ne possano aver visti le generazioni precedenti in migliaia di anni, eppure quando saranno morte la loro saggezza svanirà. Col passare degli anni guardiamo la vita in modo diverso, acquisiamo profondità ed un bagaglio di esperienze cui attingere, e le donne hanno la capacità di andare a fondo nelle proprie anime per condividere tutto questo. Le più giovani possono imparare sia dalle sfide che dai risultati ottenuti dalle più anziane, sia che si tratti di valori condivisi, saggezza famigliare, o insegnamenti imparati attraverso la scuola della vita. Non devono reinventare la ruota se solo prestano attenzione alla saggezza delle loro “sorelle” maggiori.

Il web può cambiare alcuni modelli di comportamento negativi che le donne adottano nella vita “reale”?

Il web e la rivoluzione digitale aiutano le donne offrendo più possibilità di creare imprese “domestiche” che consentono loro di avviare il proprio business e/o lavorare da casa. Partendo dal presupposto che la direzione dei luoghi di lavoro è tuttora in gran parte affidata agli uomini, le donne hanno così l’opportunità di dire addio al sistema paternalistico a cui erano legate e dare il benvenuto all’auto-impiego ed all’autodeterminazione professionale. A questo proposito possono cambiare i comportamenti di mancanza di fiducia in sé stesse e di dipendenza dagli altri, rendendo le donne sia professionalmente che economicamente più indipendenti.

Secondo la sua esperienza, qual è l’errore più ricorrente che le donne commettono nelle loro vite professionali e personali?

L’errore più frequente che ho visto fare alle donne è temere di essere troppo intelligenti, troppo potenti o troppo benestanti per paura di offendere gli uomini delle loro vite. Così rinunciano al loro potere e danno ad altri il permesso di circoscrivere il loro ruolo nella società, nel luogo di lavoro ed in famiglia. Di certo questo può essere più o meno vero a seconda del contesto culturale in cui si vive, ma molte donne si trovano in questa situazione ad un certo punto della propria vita. Questa constatazione era alla base del mio primo libro, Women, Anger & Depression: Strategies for Self-Empowerment. Quando esercitavo come psicoterapeuta seguendo donne in carriera, fui colpita dal numero di pazienti che mi raccontavano di come si sentissero impotenti, a dispetto dell’immagine di potere e successo che gli altri avevano di loro.

Secondo i suoi libri le “brave” ragazze non vincono mai: crede che un po’ più di aggressività sia necessaria nella vita quotidiana delle donne?

Ma no! Quando parlo di “brave” ragazze parlo della bambina obbediente e mansueta che ti insegnavano ad essere da piccola, e che non diventava mai adulta. A nessuno piace un atteggiamento “aggressivo” e non suggerisco affatto di inserirlo tra i propri punti di forza. Piuttosto suggerisco di trovare i modi di essere una donna potente che sa quello che vuole, lo chiede senza scusarsi e sa quando è il momento di lasciare un cattivo lavoro, matrimonio, relazione o amicizia per andare verso qualcosa che la farà stare meglio. Essere brave è necessario per avere successo, ma non è abbastanza. Perché l’opposto di “brava” non è “cattiva” o “stronza”, l’opposto è essere una donna vincente.