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Mamme, amiche, figlie, e un laboratorio di cucina di strada a Trastevere

Bionde, simpatiche e intraprendenti. Bastava questo per provarci e riuscirci, hanno aperto un laboratorio di cucina nel quartiere più trafficato dai viandanti a Roma. Per sentirsi anche un po' in famiglia mentre si mangia (benissimo)

Archetipici sogni da maschi, un paio di esempi: la propria squadra del cuore che vince la Champions League 17 volte di fila; 4 bionde che  preparano la merenda dietro ai fornelli della stessa cucina. A Roma, città eterna a volte ammazza-sogni, altre volte fata turchina, quelle quattro bionde esistono davvero.

Nel cuore di Trastevere, ventre della città, da poco più di un mese ha aperto i battenti Piano Strada Laboratorio di Cucina (Vicolo del Cedro, 26), una bottega di mamme, figlie e amiche che, per quanto sono brave, riescono a far sedere gli street fooders, che mangiano in piedi e di fretta per antonomasia. Nessuna sofisticazione gourmet: Piano Strada propone un menu semplice, curato ma non estroso, giocherellone e sano, come sono gli spuntini delle mamme che hanno il tempo di fare le mamme. Largo spazio a panini e focacce, poi insalate, dolcetti, biscotti, cose che si mangiano con le mani.

Nato nella mente brulicante ed esplosiva di Chiara Magliocchetti – la prima bionda di questa storia, esperta di comunicazione e proprietaria da tempo del locale, ex sala da tè –, questo delizioso posticino ha iniziato a prendere forma quando nella sua vita è arrivata Paola Colucci, appassionata di cucina e abilissima in tutto quello che si può fare con un piano cottura e del sale, in zucca e nella saliera, (per anni, Paola ha curato servizi di catering a domicilio). Entrambe amanti del buon vino e della buona tavola, Paola e Chiara si sono conosciute a un corso di cucina e sono diventate subito amiche in quel modo femminile in cui non ci sono limiti di ruoli e si diventa facilmente zie delle rispettive figlie, socie, sorelle. Paola, la più timida delle due, accanto a Chiara, che invece è un portento di espansività, ha preso il coraggio a quattro mani e si è buttata nell’avventura della sua amica, facendola anche sua e portando con sé le sue due figlie, Alice e Flaminia Spognetta, 20 e 25 anni, rispettivamente pasticcera in fieri e sarta visionaria, capace di fare di ogni piatto una composizione che ricorda almeno un tessuto di Missoni. Una squadra perfetta, morbida, una famiglia moderna e antica, dove ciascuna ha un compito preciso, ma la sinergia è data dalla trasversalità dell’impegno e della dedizione di tutte. “Certo – racconta Chiara – a volte abbiamo solo voglia di piangere e in effetti lo facciamo anche, ma poi stappiamo una bottiglia di vino e ci facciamo una risata”.

Esattamente come in una cucina domestica, infatti, Laboratorio Piano Strada ha ricreato un’atmosfera talmente familiare che gli intoppi e gli imprevisti diventano un gioco in cui coinvolgere i clienti, un modo per improvvisare altri sapori o, banalmente, per fregarsene di essere perfetti e ricordarsi che mangiare è un piacere, non una performance militaresca in cui tutto deve essere impeccabile.

I trasteverini se ne sono accorti subito di Piano Strada, un po’ grazie alle abilità comunicative di Chiara (brava a parlare, ma anche a smanettare) e un po’ perché Roma, in fondo, è piccina, la gente mormora e il passaparola è stato virale: andate da Piano Strada, si mangia da paura!

Sebbene l’arredamento (una cucina aperta e a vista, rimpinzata di birre, vini, panini e carboidrati in tutte le salse) sia studiato e rientri nel gusto rustico-chic che piace tanto ultimamente, a Piano Strada ci si sente a casa di amiche. Viene voglia di oltrepassare il bancone e mettersi a cucinare. O chiacchierare dei fatti propri, magari con le lacrime agli occhi. Di storie appassionanti e appassionate, infatti, a Piano Strada se ne vedono e se ne sentono molte. La clientela è innamorata, di casa, variegata. Saranno tutti gli estrogeni in circolo? Forse. Più probabilmente, Paola, Chiara, Flaminia e Alice hanno costruito un’idea di business che è basata su una grande verità: abbiamo bisogno di trovare posti che siano le nostre seconde case, perché nella prima non riusciamo più a starci, anche quando vogliamo. Roma, in particolare, ha bisogno di posti in cui sentirsi in famiglia non significhi poter sbragare completamente – come, un po’ per rispondere ai cliché cinematografici, accade in diverse trattorie -, ma partecipare di un’atmosfera e contribuire, lasciando il proprio segno, a determinarne la temperatura. D’altronde, l’accoglienza di quattro bionde come queste, che non fanno le espertone di cucina, ma sono semplici ragazze forti del fatto proprio, riesce a disporre chiunque si fermi da loro a tirar fuori qualcosa di bello, qualcosa di sé da lasciare.

Presto arriveranno i corsi di cucina (in particolare, lezioni dedicate al pranzo della domenica, alla focaccia, al pane e ai consigli su cosa portare a cena dagli amici o su come stupire i propri ospiti). Per adesso, le saracinesche di Piano Strada si aprono nella tarda mattinata e si abbassano alle undici di sera (nei fine settimana, alle due di notte). Le delizie sono tante e tutte inventate o reiventate dalle ragazze di Vicolo del Cedro: il baccaburger, il panino al mare, le deliziotte. Mica pizza e fichi. Dopotutto, ci sono anche quelli: focacce con passata di fichi, a volte unite a pepe rosa, baccalà e mozzarella.

Alla faccia di chi dice che le donne, insieme, non possono lavorare.