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Barbara, tassista a Roma: ecco come si comportano colleghi e clienti

"Sono dodici anni che faccio questo lavoro", ma nella capitale le donne al volante delle auto bianche sono ancora poche, solo il 10 per cento: ottocento tassiste su un totale di ottomila taxi. I clienti – uomini e donne – però, ci preferiscono

Barbara Bravo è quello che si dice una sventola di femmina. Un metro e ottanta, anzi ottantuno, per una 44 scolpita da due ore di palestra quotidiana. Una cascata di riccioli biondi e un paio di occhi verdi che insomma ci siamo capiti.

Bene, Barbara di professione fa la taxista. Mica in una ridente cittadina del nord, che ne so, Cuneo, Cremona, Mantova o Pordenone. Quelle città ordinate dove tutto funziona a dovere, i pedoni attraversano sulle strisce e di automobili parcheggiate in seconda fila nemmeno a parlarne. No: Barbara fa la taxista nella capitale, e non sempre disdegna le ore notturne.

Ma è un mestiere di famiglia, ereditato dal padre e condiviso con il fratello, dopo qualche fugace esperienza alternativa che ha presto lasciato il posto alla rassicurante “tradizione”.
Viaggia con una volkswagen touran bianca e la sua sigla è Rov… “no non scriverlo per favore che non voglio…”.

… non vuoi farti pubblicità?
Anche.

Allora dimmi almeno in che stazione sosti più spesso, se c’è.
Non c’è, sosto nella stazione più vicina alla destinazione.

Barbara, non ti chiedo quali sono i problemi del traffico di Roma, perché purtroppo li conosco anch’io, ma facciamo un gioco. Un motorino ti sorpassa a destra o ti taglia la strada: tu cosa fai?
Sono dodici anni che faccio questo lavoro e se mi incavolassi ogni volta che qualcuno infrange il codice avrei il fegato a pezzi. Per fortuna sono calma di carattere sennò farei un incidente al giorno.

E se un pedone si scaraventa all’improvviso sotto le ruote, o quasi, oppure un gruppo in gita turistica, di quelli che se lasci passare il primo devi aspettare che passino gli altri cinquantadue?
A volte cerco di sgattaiolare come posso ma sempre nei limiti della correttezza stradale. Il mio è un servizio pubblico.

Un consiglio al sindaco e all’assessore alla mobilità.
Chiudere il centro storico, come in tutte le grandi città europee. E non mi si dica che il problema è risolto con quel minuscolo tratto tra piazza Venezia e il Colosseo. I turisti devono poter andare a piedi e senza traffico sarebbero persino più sicuri.

Roma è un ginepraio di strade e stradine, hai mai perso la rotta?
All’inizio sì. Ricordo una volta, in particolare, in cui stavo portando un avvocato maleducatissimo che mi ha subito accusata di farlo apposta. Mi ha dato della ladra.

E tu?
Ho fermato la macchia e l’ho fatto scendere.

Ti sei mai dovuta scontrare con pregiudizi e luoghi comuni da parte dei colleghi uomini?
Pregiudizi no, ma all’inizio erano un po’ diffidenti. D’altra parte anche io ero nuova del mestiere. Ora i rapporti sono buoni. C’è rispetto e persino protezione. A Roma siamo poche, il 10%. Ottocento donne su un totale di ottomila taxisti.

Hai amiche tra le colleghe?
Una, soprattutto. Si chiama Elisa, ci vediamo e frequentiamo abitualmente. E non parliamo di lavoro.

Il passeggero più curioso?
Spesso mi è capitato di portare i cosiddetti vip che sono sempre gentili, educati, si vede che tengono a fare bella figura, consapevoli che un taxista può riportare informazioni, pettegolezzi. E infatti adesso ti riferisco un episodio, ridicolo, che guarda caso mi è successo con un attore comico, molto popolare (ci dice il nome ndr). Arrivati a destinazione non scendeva dalla macchina. Io non capivo. Aspettava il resto: venti centesimi.

Da 0 a 10 quanto sei curiosa degli affari dei tuoi clienti?
11. Sono esageratamente curiosa, ma naturalmente solo per gioco. Curiosa e loquace. Mi diverto moltissimo a fare domande, complimenti alle signore, insomma a giocare. E a volte si divertono anche loro.

Donna al volante … Hai mai trovato qualche cliente “gentile” che te lo ha detto?
No anzi, di solito i clienti ci preferiscono. Le donne si sentono più tranquille e gli uomini mostrano di gradire di trovare al volante una figura femminile.

In che senso?
Guida tranquilla, automobile pulita, gentilezza.

Immagino. Ma va là Barbara, dimmi la verità: qualcuno ci ha mai provato?
Lei ride e nega, nega e ride. Mentre si passa una mano tra i riccioli biondi. E io non ci credo.