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Il matrimonio in tempi di crisi: rate, fai-da-te, e l’aiuto degli amici

Come si fa a risparmiare senza rinunciare a festeggiare il grande giorno con tutti i propri cari? Tre ventenni raccontano i loro preparativi per le nozze, con tanto di trucchi salva portafoglio, dal ricevimento alle bomboniere agli inviti

Matrimoni in tempo di crisi. Non esiste mai il momento “perfetto” per decidere di sposarsi, e la maggior parte delle coppie non hanno il denaro sufficiente per coronare tutti i loro sogni per il grande giorno, ma decidono comunque di fare il passo decisivo. Grazie anche a qualche piccolo trucco.

Ci raccontano la loro storia Luisa Palmieri, Marta Biafora e Anna Tiero, quasi spose o spose novelle: tre storie che si intrecciano nel racconto di una delle fase più euforiche, stressanti e dense di cose da fare della vita. Ma quali sono gli step concreti da affrontare nel percorso che conduce al grande giorno?

La prima tappa, per tutti, è quella della scelta della location, ovvero: dove fare la festa di nozze. Per molte coppie la scelta della data è legata proprio alla disponibilità dell’eventuale villa o ristorante che hanno fortissimamente voluto per il ricevimento. Qui ci si addentra in una vera e propria selva di proposte e di nomi specifici del mondo della ristorazione, non sempre coincidente con l’affitto “a parte” di un’altra location.

“Il concetto di questo ‘a parte’ – ci racconta Luisa – non era chiarissimo all’inizio,  ma ci siamo affidati ad una società di wedding planner e sono stati i soldi meglio investiti: ci hanno aiutati a cercare tutto, dal vestito al luogo della festa alle partecipazioni. Stiamo pagando mese dopo mese, in dieci rate, ma dentro è rientrato quasi tutto”.

Luisa ha 21 anni, Giacomo 26, sono fidanzati da due anni e mezzo – “tre ad agosto”, ci tiene a precisare lei. “Ho sempre avuto il desiderio di sposarmi, di avere una famiglia, l’abito bianco, la cerimonia indimenticabile”, ci spiega Luisa. “Per fortuna si sono venute a creare le condizioni ottimali per sposarci: io ho smesso con l’università e ho iniziato a lavorare come educatrice in asili nido privati. Giacomo invece lavora come programmatore informatico in un’azienda con un contratto a tempo determinato. Ci è sembrato sufficiente per iniziare una vita insieme, sono contro i fidanzamenti giubilari, ora che lavoriamo entrambi, perché aspettare?”.

Luisa e Giacomo hanno previsto 130 invitati al matrimonio, che si terrà il pomeriggio con il ricevimento serale a seguire. Per quasi tutti gli ‘extra’ del matrimonio – fiori, musica, bomboniere, auto, fotografie – si sono fatti aiutare da amici e conoscenti.

“Una grossa discussione è sorta a proposito delle bomboniere, – racconta divertita la futura sposa – ci sembravano una cosa inutile, alla fine abbiamo optato per un segnaposto ai tavoli del ricevimento, una calla ricamata accompagnata da una frase”. Le partecipazioni sono state stampate, ma secondo Luisa ha funzionato meglio il passaparola. “Abbiamo risparmiato su tutto, eccetto la festa: deve essere grande, per accogliere tutti quelli che ci conoscono, i nostri amici, chi ha visto nascere e crescere il nostro amore. Li abbiamo voluti tutti, e tutti insieme”.

Marta Biafora ha 24 anni, il suo fidanzato, Andrea, ne ha 37. Lei al quarto anno di Medicina, vorrebbe specializzarsi in pediatria, lui è giornalista. “Stiamo insieme da quasi tre anni, non ho mai sentito molto la differenza di età – ci racconta – anche se per questo motivo la nostra storia è iniziata un po’ in sordina: lui aveva tanti dubbi per via degli anni che ci separano. A me Andrea piaceva tantissimo, era il ‘bel tenebroso’, il nostro è stato un fidanzamento davvero romantico”.

Marta e Andrea hanno deciso da poco di sposarsi, lui glielo ha chiesto in ginocchio a Rio de Janeiro, dove sono stati per la Giornata mondiale della Gioventù. “Ero felicissima, frastornata – spiega Marta – mi ha preso così alla sprovvista che ho detto sì ma forse, se me lo avesse chiesto in un altro contesto, avrei avuto un’altra reazione, a mente fredda probabilmente avrei aspettato ancora”. Ora però Marta non ha nessun dubbio: “Mi mancano ancora alcuni anni per terminare gli studi, aspettare non mi andava, forse se avessi concluso l’università entro poco avrebbe avuto senso rimandare il matrimonio, ma così no, non vedo l’ora che si avvicini il giorno del sì”.

Anche per loro la ricerca della villa è stato il primo passo: “Non sapevamo nulla di spazi, catering o cucine interne, – racconta la promessa sposa – ma abbiamo cercato tramite amici e trovato quasi subito quello che ci piaceva”. Per il vestito Marta è ricorsa ad una sarta, la stessa che aveva cucito l’abito da sposa di sua sorella: “Il prezzo era conveniente, con la crisi le sarte chiedono meno e i modelli sono fatti su misura”. Gli addobbi floreali li comprerà lei stessa al mercato dei fiori di Roma, la mattina precedente il matrimonio, “e li sistemeranno alcune mie amiche che sono brave a creare le composizioni”.

Per Marta e Andrea la rete degli amici è stata fondamentale: “Senza di loro non saremo riusciti a organizzare nulla,
invece con un po’ di accortezza e puntando all’essenziale avremo un matrimonio bello come lo desideravamo”. I due futuri sposi si sono concessi un lusso, il viaggio di nozze in India e Thailandia: “Lo abbiamo messo in lista di nozze, non vediamo l’ora, staremo fuori tre settimane!”. Marta ci confida: “La cosa che mi emoziona di più di questo matrimonio è l’idea di vivere insieme alla persona che ho scelto, sempre, tutti i giorni, dalla mattina alla sera. Penso che sarà meraviglioso”.

Anna ed Emanuele si sono sposati un anno e mezzo fa. Si erano conosciuti a Roma, da dove proviene lei, e poi si sono trasferiti a Terni, dove è nato lui. Hanno 25 e 26 anni, lei studentessa di storia dell’arte alla Sapienza, lui responsabile della sicurezza degli impianti in una fabbrica di fosforo a Spoleto. “Il matrimonio e la preparazione sono stati un momento vorticoso, – ci racconta Anna – trovare un posto abbastanza grande che ci contenesse tutti, avevamo 300 invitati, e che non costasse tantissimo è stata una sfida. Abbiamo voluto tutti i nostri amici e le nostre famiglie che sono molto numerose, e alla fine ce l’abbiamo fatta, anche a pagare tutto”, conclude ridendo.

Per il resto la parola d’ordine è stata “fai-da-te”: le bomboniere sono state confezionate in casa con materiale acquistato su internet, i confetti sono stati un regalo di nozze, così come il vestito della sposa. “Per fortuna mia zia ha deciso di regalarmelo: un pensiero in meno!”. Le partecipazioni, progettate in casa, sono state solo stampate in tipografia. “La lista di nozze era molto pragmatica, – ci racconta ancora la neosposa –  a Terni l’abbiamo aperta in un negozio di arredamento per la casa, mentre a Roma ci siamo rivolti a un’agenzia che ha raccolto le ‘quote’ per il viaggio di nozze in Thailandia: tre settimane meravigliose”.

Ad un anno e mezzo dal matrimonio Anna ci spiega: “Non ho avuto grandi problemi nel quotidiano, sto attenta alla spesa – credo come tutti – compro la merce in offerta, in piccole quantità per evitare di buttare. La cosa più impegnativa del matrimonio è stato spostarmi da Roma a Terni, nei primi mesi mi ha destabilizzato. Ma lo rifarei, la vita con Emanuele è proprio bella”.