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Quando grazie ai social media ci si ritaglia un lavoro a tutto tondo

Si chiamano Chiara, Celestina e Fiamma e in comune hanno una vita precaria per alcuni anni (ma vissuta con la giusta leggerezza) e una passione: il mondo dei social, che tutte e tre hanno saputo trasformare in un'occupazione full time. Ecco come

Una mamma che perde il lavoro e si reinventa; un sogno, quello di lavorare con il brand più importante nel mondo della tv e la fatica per realizzarlo; una vita in politica e l’amore per la Croce Rossa. Si chiamano Chiara, Celestina e Fiamma e in comune hanno una vita precaria per alcuni anni (ma vissuta con la giusta leggerezza) e una passione: il mondo dei social, diventato per tutte un lavoro full time.

Chiara Cecilia Santamaria, laureata in Scienze della comunicazione, si scopre incinta nel 2008, nel mezzo di un contratto a progetto che non è stato rinnovato. Un evento improvviso, quello della gravidanza, che però ha stimolato la sua creatività: Chiara Cecilia ha aperto un blog (che è diventato machedavvero.it) e ora per lei il mondo dei social è un vero e proprio lavoro. Viola, la figlia, ha cinque anni e mezzo e il blog, che prima parlava di maternità, adesso parla delle passioni di Chiara: i viaggi e la fotografia. Lei è diventata consulente di strategie digitali, collabora con Cosmopolitan, National Geographic e vari brand di comunicazione.

“Sono sempre stata online, da quando Internet era agli esordi. Quando ho perso il lavoro – ci racconta – ho capito che avevo qualcosa da dire come donna incinta, non mi ritrovavo nello stereotipo di mamma che vedevo raccontato ovunque, quindi ho iniziato a parlarne a modo mio”. Tutto questo è diventato un libro, Quello che le mamme non dicono, pubblicato da Rizzoli nel 2010 con 9 ristampe. I social per Chiara sono stati il naturale sviluppo del suo lavoro sul blog: “Ora uso tutto, da Instagram a Twitter, da Google+ a 4Square, mi piace tantissimo lavorarci, mi permettono di rimanere in contatto con le persone che mi seguono, di offrire nuovi contenuti. È come se il tuo discorso non si interrompesse mai”.

Ma come si concilia il lavoro sui social con la vita da mamma? “Nella gestione della vita privata – ci racconta – cerco parità. I social e Internet sono la mia occupazione, per forza sono connessa tutte le ore di veglia, e per forza a un certo punto devo fare due o tre cose insieme. La sera mi sento sempre in ritardo ma per fortuna ho degli orari molto flessibili, mi organizzo quando la bimba è a scuola, mi faccio aiutare dalle altre mamme, per il resto mi arrangio! A me non piace molto il concetto di multitasking perché credo sia una fregatura: è vero che siamo donne e riusciamo a fare due o più cose insieme, ma non è detto che dobbiamo farlo per forza! Per vivere più serena delego molto, ho un supporto forte anche dal mio compagno, se tutto fosse sulle mie spalle il menage diventerebbe molto più complicato.”

Celestina Pistillo ha 30 anni e ha sempre avuto un sogno, da quando si è trasferita a Roma da Mondragone per studiare comunicazione: lavorare in Rai. “A undici anni già leggevo i libri di Aldo Grasso e Maurizio Costanzo. Ogni giorno per anni ho mandato la mia domanda all’ufficio assunzioni della Rai, e un giorno mi hanno chiamato davvero”, ci racconta. “A 21 anni ho iniziato a lavorare al palinsesto di Rai Uno, dovevo far quadrare i vari programmi della giornata al secondo. Sono passati dieci anni come precaria, nei quali ho lavorato in diverse realtà tra cui Anno Zero, sempre ‘dietro le quinte’, luogo che adoro”.

Da qualche mese per Celestina la lunga gavetta è finita, ha firmato il tanto agognato contratto a tempo indeterminato, e a ‘portare bene’ è stato il suo ultimo incarico, nello staff che si occupa dei social di Rai Tre. “Uso i social per lavoro – ci spiega – ma anche nella vita personale. Soprattutto Facebook per me è un modo di tenere insieme i rapporti con amici e conoscenti che, per il tipo di vita che faccio, non ho la possibilità di seguire”. Per Celestina è il modo più semplice e istintivo di farlo: “Negli anni è cambiato molto il mio approccio a questi mezzi, prima ne facevo un uso un po’ più controllato, ora dò loro un valore più ‘leggero’, sono molto meno rigida. Per me è anche un modo di rimanere in contatto con la mia famiglia: ho trascinato mia madre su Fb per farle sapere cosa faccio”. Il suo futuro lo vede sempre nella televisione: “È il mio mestiere, ci sono dentro da un terzo della mia vita e la amo. Sarebbe bello però che il linguaggio televisivo si svecchiasse e che il lavoro della tv si approfondisse maggiormente insieme a quello del web, che è la strada per reinventarsi”.

Anche Fiamma Cogliolo ama i social, ha 51 anni, vive a La Spezia e si occupa di comunicazione social per Croce Rossa. Non smette mai di lavorare, ora a tempo pieno, prima come promotrice di campagne elettorali e poi nello staff come portavoce di politici, anche se il tempo libero era sempre dedicato alla sua passione come volontaria. “Appena tornavo dall’ufficio – ci spiega Fiamma – andavo subito alla sede della Croce Rossa”, dove movimentava la comunicazione della Cri nella sua regione. “I risultati sono arrivati presto – spiega – la percezione è quella che in Liguria facciamo tantissime cose, in realtà non tutte sono della stessa importanza ma per me è fondamentale raccontare quello che succede, dai fatti piccoli ai grandi eventi e in tempo reale: non siamo solo il servizio ambulanze ma anche molto altro”.

Una vita piena, quella di Fiamma, che un mese fa ha perso sua madre, malata di Alzhemier, per la quale aveva lasciato il lavoro: “L’assistente in casa non riusciva più ad occuparsene – ci confida – e ho voluto farlo io”. Ora lavora per Croce Rossa, spesso anche di sabato e domenica: “Mi dicono che ho sempre lo smartphone in mano, ma per me è importante comunicare, amo i social e amo condividere, anche a livello personale, racconto come mi sento, quello che vedo, dove mi trovo, fosse pure una mattina presto in spiaggia, il mare calmo e io che mostro agli altri con una foto il mio stato d’animo, per dire loro che va tutto bene, che sono felice”.