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Amore lesbico in una app, si chiama Brenda e serve a corteggiare sconosciute

Basta creare un profilo (foto, nome, età, peso, altezza, “qualcosa su di te”) e si viene geolocalizzate e quindi inserite nella griglia delle iscritte più vicine. Ma non è solo una questione di sesso, le ragazze cercano romanticismo

Sciocchezzuole che abbiamo copiato ai maschietti: cravatte, spogliarelli, carrierismo, sesso senza cuore – e a malincuore. Di recente, pure le app per incontri hot. Dopo il successone di Grindr, l’applicazione per smartphone dedicata a uomini che amano gli uomini, è arrivata quella per donne che amano le donne: Brenda. Altro successone? Mica tanto.

Meccanica: scarichi l’app, crei il tuo profilo (foto, nome, età, peso, altezza, “qualcosa su di te”) e vieni geolocalizzata, quindi inserita nella griglia delle iscritte a te più vicine, segnalate con l’esatta distanza, in metri e chilometri, che le separa da te. Non è più troppo grande la città per due che come noi non sperano però si stan cercando.

La città diventa un quartiere, anzi Merlose Place, il Beautiful anni Novanta per adolescenti, dove decine di amori nascevano e si infrangevano nello stesso cortile.

Ogni utente è raggiungibile con messaggio istantaneo (come su WhatsApp, è riportata anche l’ora dell’ultimo accesso, insieme allo status online/offline) oppure con una zampata, cioè un acchiappo in corsia preferenziale a cui si ha accesso, pagando 5 euro in più, a una sorta di barra dei preferiti.

In linguaggio tecnico, la finalità di Brenda e Grindr è detta digital cruising, ovvero trovare le persone disponibili a fare sesso nei paraggi, utilizzando un aggeggio 2.0. I siti di appuntamenti non sono così espliciti e veloci e, soprattutto, non possono sfruttare i prodigi della localizzazione satellitare. Meetic o Badoo, insomma, sono preistoria.

Nessuno si scandalizza: il sesso muove il sole e le altre stelle, quindi deve muovere anche la tecnologia. Nel trovare un partner, per la vita o per il letto, per l’eternità o per il venerdì notte, è tutto concesso, libero e bello. Figuriamoci. Lasciamo, quindi, la ragione morale dentro Kant e facciamo solo qualche riflessione che nasce dall’evidenza.

Un paio di giorni o un paio di ore su Brenda sono più efficaci di qualsiasi trattato socio- antropologico sulla differenza di genere almeno rispetto al sesso (non crediamo che l’amore lesbico sia un sottoinsieme di quello femminile, pertanto, per una volta, generalizzare è un bene). Basta anche solo leggere i profili delle ragazze iscritte a Brenda e compararli con quelli dei ragazzi iscritti a Grindr, per capire che donne e uomini cercano il sesso in maniera completamente diversa. Dal sesso e dall’amore, invece, si aspettano le medesime e sacrosante cose: appagamento, empatia, leggerezza.

I maschietti di Grindr, nella sezione qualcosa su di me, indicano nel 90% dei casi cosa amano a letto, al massimo in un paio di righe (c’è persino chi affitta una stanza, in nero: geniale, quanta praticità).

Le ragazze di Brenda, nel 90% dei casi, si presentano con papiri che richiederebbero schermi da 12 pollici: “mia nonna mi ha insegnato che/ non si può sapere cosa volere perché si vive una vita soltanto/la mia vita è un pendolo tra frustrazione e passione/ mi piace leggere Sylvia Plath/ lavoro sodo e vengo mollata perché non ho mai tempo, ma sono tanto sensibile/ sono edonista ma credo nell’amore eterno”. Il massimo del pruriginoso? “Ho già il principe azzurro, ora cerco Cenerentola”.

Ragazze, quanto siamo ragazze. Quanto siamo femmine, melodrammatiche, complicate, delicate. Abbiamo voglia di aprire tutti i volumi di psiche, anima, passato, futuro, presente persino su un’applicazione che in teoria nasce per farci andare a letto con qualche sconosciuta. È fantastico.

È il portato di secoli e secoli di inibizione sessuale? È timidezza di genere? Forse sarebbe più facile ammettere che, al netto di casi editoriali su diari di vagine spregiudicate, Samatha Fox (l’allegra sessuomane della serie Sex and The City), 50 sfumature di grigio, gli estrogeni legano a doppia mandata le nostre gonadi al nostro cervello. Non c’è scampo.

Per questo Grindr è una spassosa vetrina di manzi e Brenda un catalogo di intimo francese, dove una mutanda non sarà mai solo una mutanda, ma prima di tutto la materializzazione di un paio di romanzi di Balzac.

Benvenuta Brenda, allora? Certo.

Ne avevamo bisogno? Insomma. Le iscrizioni sono poche, il boom non c’è stato e prima di arrivare al sodo, almeno stando ai rumor dell’ambiente lesbo, il lavoro da fare è lo stesso: un sudatissimo corteggiamento dell’anima.

Che ci piaccia o no, saremo sempre l’orgoglio di Cartesio: il sesso lo faremo sempre con l’anima e col corpo, mescolati insieme, inscindibili e appiccicati l’uno all’altra con la tenacia dei progetti a lungo termine. È la nostra croce e la nostra delizia. È la differenza che dobbiamo preservare nell’uguaglianza, come hanno predicato le femministe negli anni Settanta.