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Le designer hanno segnato questa edizione del Salone del Mobile

Creatività e eclettismo alla kermesse milanese del design, sempre più donne tra i disegnatori dell'abitare contemporaneo. Le più note sono ormai archistar che firmano prodotti per diversi brand, ecco una carrellata delle regine della design week. 

La Milano design week è stata anche quest’anno una galassia creativa. Sono stati oltre 2.400 espositori. Una vitaminica spremuta che, energizzando Salone e Fuorisalone, diventa espressione di una qualità sempre più fedele alle regole sostenibili del Terzo Millennio. Comfort emotivo.

Passioni che diventano esigenze di stile. L’omologazione? È un delitto. Eclettismo prima di tutto perché – archiviata ormai l’Era rigida e ingessata degli standard – opposti e contrari convivono e coesistono insabbiando ogni severa austerità. Un Salone oltre la crisi: ritorno al lusso – dorato e prezioso, meticolosamente rifinito – che si fonde tra le epoche e gli stili esplodendo nelle fantasie floreali che dominano l’edizione 2014. Creazioni di signore-designer che disegnano nuovi orizzonti domestici.

Desideri e pulsioni, come una ricerca all’esclusiva unicità, prendono le distanze dai colossi lowcost dell’arredo di massa. Nati da uno schizzo ad acquerello, i tappeti dell’inglese Allegra Hicks – ispirati liberamente alla natura e ai quattro elementi dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra – sono realizzati a mano con tre tecniche diverse: la tessitura piatta, il ricamo curvilineo e l’annodato a mano nei telai del Rajasthan. Contaminazione e ricerca di stile sono imperativi categorici.

Nika Zupanc – attraverso un condensato estremamente femminile, paragonabile soltanto all’indiscutibile culto per un paio di Louboutin – già da tempo si diverte a riscrivere gli arcaici concetti di funzionalità, fin’ora visti da una prospettiva asessuata o maschile. La designer slovena – dopo aver prodotto oggetti in serie limitata per il marchio La femme et la maison, e dopo aver re-inteso il piano-cottura a forma di portacipria – torna al Salone con complementi dai colori morbidi, di matrice anni Cinquanta, vezzosamente retrò.

Protagonista poliedrica è la spagnola Patricia Urquiola, presente in fiera con l’armadio sospeso pensato Molteni & C., i tavoli marmorei “Origami Desk” realizzati per Budri, la “Roll Armchair” disegnata per Kettal, la cucina “Salinas” ispirata all’isola delle vacanze d’infanzia progettata per Boffi, la “Tabano Chair” ideata per B&B Italia, e con i complementi da tavola concepiti per Kartell che conferiscono alla plastica il glamour prezioso del cristallo di Boemia. Artigianato etico e riferimento etnico.

Dal viaggio fotografico sul lavoro delle donne che vivono in Tailandia, Kenya e Filippine, tema di “Women’s Hands” – esposizione curata da Patrizia Scarzella che racconta uno dei tanti progetti creati dall’associazione DcomeDesign, promotrice di workshop nei luoghi dove donne in situazione di particolare disagio operano per ritrovare dignità – all’irrefrenabile Paola Navone, tra i nomi eccelsi del design italiano, che trasforma lo showroom Linteloo in un paradiso esotico allestito da legni e tessuti rigorosamente Made in Africa. Effervescente creatività, affluenza da record e buongusto che si fa design in una Milano da vivere e non più soltanto da bere.