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Del come House of cards salverà (il mio) San Valentino

Se pensate che quella di oggi sia la festa più inutile e idiota dell’universo, sappiate che Simona è con voi al 100%. Ma la soluzione c'è, ed è a distanza di telecomando: a patto di guardare la tv abbracciati

Me l’ha chiesto una mattina, mentre beveva il caffè leggendo le pagine serie del giornale, ché quelle di pettegolezzi le stacca e me la dà, che carino. Me l’ha chiesto come se fosse la cosa più normale del mondo: “Ma quindi tu venerdì sera cosa vuoi fare?”.

Io l’ho guardato con quel misto di repulsione e attrazione che ho davanti ai serpenti e che avevano i bambini dello zoo in Danimarca davanti alla giraffa squartata. Ho taciuto. Allora lui ha incalzato: “No, perché venerdì è San Valentino e insomma, se vuoi andiamo fuori a cena”. È solo allora che ho trovato la forza per parlare: “Eh?”.

Se pensate che San Valentino sia la festa più inutile e idiota dell’universo sappiate che sono con voi al 100%, ma sappiate anche che questa vostra superiorità nei confronti delle celebrazioni programmate, delle dichiarazioni d’amore a comando, del trionfo di romanticismo a buon mercato potrebbe essere punita nel più crudele dei modi: fidanzandovi con un americano. Vabbè, fidanzandovi: per loro le definizioni sono importanti, e prima che lui mi denunci riformuliamo in tono più soft con “frequentando in modo sentimentale ed esclusivo un cittadino americano”.

Ma ci siamo capiti, no? Sì, perché qui oltre alla passione per le definizioni vige anche una assoluta osservanza delle regole, una adesione completa alle tradizioni, tutta roba che a noi che siamo italiani e per definizione cialtroni e improvvisatori sembra del tutto ridicola. Siccome San Valentino qui è una cosa seria, non importa quanto adulta, matura, priva di fronzoli sia la vostra relazione: lui si sentirà in dovere di offrirsi di portarvi fuori o di organizzare qualcosa di speciale, se non altro per non passare come quello insensibile, o peggio ancora irrispettoso di voi e della vostra sensibilità.

Detto altrimenti: se un uomo americano vi prospetta la remota ipotesi di fare qualcosa di speciale la sera di San Valentino non sta offendendo la vostra intelligenza di donna emancipata, indipendente, e femminista il giusto. Non prendetela come un affronto personale, non ce l’ha con voi, non vi ritiene una demente. Al contrario, è un segno di rispetto.

Lo so che è difficile credere che uno che pensa anche lontanamente nel retrobottega del suo cervello di dimostrarci amore comprandoci fiori e cioccolatini ci stia in realtà mostrando affetto vero e non una sua versione consumistica, ma è così. Almeno qui in Usa è così. Fate le brave e abbozzate. Che è quello che ho fatto io.

“Mah, no, cioè, sai, veramente io non è che San valentino sia abituata a festeggiarlo…”, ho detto, mordendomi la lingua. “Ma sì, certo, avevo capito che non eri una da San Valentino…”, ha risposto lui facendomi forse il complimento più bello che un uomo possa fare a una donna, se si escludono cose da fantascienza del tipo “sei più magra ed elegante di Kate Moss”.

Come è finita? Grazie a Netflix, il canale di streaming che produce e manda in onda House of Cards, una serie sulla politica americana con Kevin Spacey e Robin Wright. Dopo mesi di attesa, venerdì 14 febbraio Netflix rende disponibile sul suo canale tutta la seconda stagione. Tredici episodi della durata di circa cinquanta minuti ciascuno. Abbastanza per arrivare fino a Pasqua, nel caso uno decida di fare la lunga e tirarla fino alla prossima festa comandata.

La notizia è così sconvolgente che sono cominciati a comparire sui giornali articoli su articoli su come Netflix stia cambiando le abitudini delle coppie americane. Quanto a me, ho pensato che guardare in televisione le vicende del matrimonio aperto tra un marito cattivissimo e senza scrupoli e una moglie fredda e calcolatrice disposta a farsi cornificare con una giornalista di 20 anni più giovane in nome dell’ambizione professionale, e a sua volta invischiata in una relazione con un fotografo un po’ hippy, ma nonostante questo ben lontana dall’idea di lasciare il marito perché quello che conta è il loro status di power couple, mica i sentimenti, ecco, ho pensato che assistere a tutto ciò abbracciata a lui sul divano sia la concessione più grande che posso fare a San Valentino. E sì, magari anche mangiando un cioccolatino a forma di cuore, suvvia.