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Il Prozac come rimedio possibile allo stress da feste comandate

Per il 90% degli americani le feste sono fonte di tensione e gli inglesi perdono il sonno per ansia da prestazione. Alcuni dei motivi per cui tra dicembre e gennaio le sedute di psicoterapia si impennano

C’è un uomo in Chiesa. È inginocchiato, la testa fra le mani intrecciate in preghiera, sul viso una smorfia di angoscia. Prega: “Jesus Christ, not Christmas again” (Gesù, fa’ che non sia di nuovo Natale). È la cartolina più inviata su someecards.com, uno dei siti più visitati per gli auguri online. Googlare per credere: l’espressione Holiday stress, l’ansia da festività, dà “1.730.000 risultati trovati”. Per il 90% degli americani le feste sono fonte di tensione, il motivo per cui tra dicembre e gennaio le sedute di psicoterapia registrano un’impennata, tanto che l’American Heart Association, storica organizzazione nonprofit per la lotta alle cardiopatie, tiene regolarmente convegni sul tema.

Al di qua dell’Atlantico le cose non vanno molto meglio. Per il 42% delle donne inglesi ricevere in casa propria il giorno di Natale è l’incombenza più stressante dell’anno, il momento più temuto. Più delle tasse, più dei tagli al personale, più della consapevolezza che l’ultima volta che con tuo marito vi siete guardati con lussuria era durante il viaggio di nozze alle Maldive – e non sei del tutto certa che lui non guardasse la hostess col bikini e la collana di fiori dietro a te. Il terrore di bruciare l’arrosto, rovesciare il vino sulla tovaglia regalata l’anno prima dalla suocera (presente, va da sé), perdere la gara per le luci più belle del quartiere, spendere troppo, o non abbastanza, per i regali. Nessuna meraviglia, quindi, che secondo l’americano Christian Science Monitor a Natale si confessino più bestemmie che nel resto dell’anno.

Neanche a dirlo, la settimana che porta al Natale è quella in cui si dorme meno. Metà degli inglesi perde ben 21 ore, tra l’insonnia per l’ansia da prestazione e l’alzarsi ogni giorno un’ora prima per decorare la casa e impacchettare i regali. Le cinque ore in cui si dorme, poi, sono popolate da incubi. Il figlio che vomita sull’abito nuovo del vostro capo, il gatto che tira giù l’albero, vostro marito che ripete le battute della Littizzetto di turno e come la Littizzetto non fa ridere nessuno.

Ma anche per le single lo stress è elevatissimo, come testimoniano da Bridget Jones a Home for the Holidays, irritante film con Holly Hunter ambientato nel giorno del Ringraziamento, che negli anni Novanta riportò in auge l’espressione “famiglia disfunzionale”, quella che oggi se non ce l’hai sei uno sfigato. Il terrore dei “Perché non ti hanno ancora assunta?”, “Com’è che non riesci a trovare un uomo?”, “Non sarà il caso di perdere quei cinque chili, una volta per tutte?”, “Sai come si dice, è più facile essere uccisi da un terrorista che sposarsi dopo i 40 anni”.

Così, nei centri per la salute mentale fioccano i corsi per contenere lo stress. Vari gli orientamenti: si va dalla medicina dolce, che raccomanda agopuntura, dosi di iperico da stendere un cavallo, meditazione profonda ed esercizi di training autogeno per 15 minuti ogni due ore nei giorni clou, a quello più manageriale, con l’assistente virtuale che pianifica e ricorda le incombenze. Chi sceglie questo approccio naturalmente comprerà ai saldi invernali i regali per l’anno successivo, e inizierà a scrivere i biglietti di auguri già a febbraio.

E se uccidere gli invitati, tra i suggerimenti per placare l’ansia, non c’è ancora, di certo più di una donna inglese avrà pensato di ammazzare il partner dopo aver letto che metà degli uomini ritiene esagerate le lamentele della moglie sull’ansia da festività, ed è convinto che, se l’organizzazione fosse affidata a lui, farebbe molto meglio. Va da sé che le donne non si fidano per niente. Vuoi perché il maschio moderno non sa cambiare neanche una lampadina, vuoi perché sempre più raramente azzecca il regalo giusto. Come testimoniano le sfigatissime signore intervistate da AskHerFriends.com, che raccontano di aver ricevuto dai compagni, nell’ordine, un cavolfiore, un epilatore elettrico per il viso, un portachiavi a forma di cacca, un’impastatrice per cemento, un sacco di patate, un pacco di sale, una coppia di tergicristalli, del terriccio e dei guanti da cucina. Insomma, possa il Prozac farvi credere di star passando un Buon Natale.