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Donne con la valigia, i consigli di un’esperta viaggiatrice solitaria

Pioniera tra le blogger di viaggio, Daniela De Rosa di permesola.com racconta come è nato 13 anni fa il suo portale dedicato alle donne in trasferta temporanea. Tra lifestyle e consigli per la sicurezza personale

“Un energumeno mi accolse nell’albergo di cui ero l’unica ospite, nessuno nel raggio di chilometri, l’isola era praticamente deserta, l’atmosfera da film horror. Con una scusa lasciai la stanza dopo un’ora”. La Corsica a gennaio è un luogo da non visitare in solitaria, neanche se devi farlo per lavoro. Doveva scriverlo, Daniela De Rosa, in qualche modo doveva farlo sapere, lei che da freelance per riviste di viaggi frequentava i luoghi più belli sempre fuori stagione per poi far uscire il reportage nella stagione giusta.

In questo modo Daniela ha collezionato una montagna di appunti con cose da fare e non fare spostandosi “in solitaria” e si è resa conto che, quando stava per scoppiare la moda dei blog di viaggio, nel 2000, il suo compito sarebbe stato metterli insieme e dare vita a quello che è diventato permesola.com: un portale di notizie per donne in viaggio, una community, una rivista di ispirazioni dedicata a women travellers.

“Ho prima scritto una guida cartacea dedicata alle donne in viaggio, poi, attratta dalle nuove possibilità della rete, mi sono comprata un manuale per capire come creare un sito, che studiavo la sera dopo aver messo a letto i bambini. Le risposte che ho ottenuto mi hanno incoraggiata a trasformarlo in un vero progetto di lavoro”.

Il suo lavoro è dunque cambiato radicalmente con l’avvento della comunicazione digitale.

Direi che l’industria del turismo è sicuramente una di quelle che più è stata modificata da internet. Contemporaneamente è cambiato molto il modo di viaggiare delle donne, che si è evoluto insieme alla società. Oggi le donne si spostano da sole molto più che in passato, anche se gli operatori turistici tradizionali non lo hanno ancora del tutto recepito.

Può farci un esempio di qualcosa che l’industria del turismo mette a disposizione delle donne sole?

La prima cosa che mi viene in mente sono gli alberghi di nuova generazione che dedicano interi piani alle donne. Uno tra i più noti è il Grange Hotel a Londra, che ha anche in ogni stanza un angolo per il maquillage. Ma ce ne sono diversi in tutto il mondo. A Barcellona l’H10 hotel realizza il desiderio di ogni donna: un intero guardaroba a disposizione in prestito. Il ristorante del Grand Hyatt di Berlino ha sedie con gancio porta borsetta. Poi ci sono i mille servizi in camera pensati ad hoc. A volte basta molto poco per far sentire una donna sicura: a Londra per esempio è pubblicizzato ovunque un numero per chiamare taxi certificati, perché in città tutti sanno che le donne di sera non devono prendere taxi improvvisati.

Sul suo sito c’è una bacheca di annunci di donne per donne, è molto frequentata? Possono partecipare anche gli uomini?

La bacheca è un successo, ne sono nate amicizie e tanti viaggi. Non sono ammessi uomini, ma non l’ho deciso io. Lo decidono ogni volta le 13.500 iscritte al sito. A periodi alterni ripropongo il quesito sull’ipotesi di apertura agli uomini e ricevo sempre risposte plebiscitarie: vogliono uno spazio di donne e per donne, dove parlare liberamente e condividere esperienze.

Cosa cercano esattamente le donne in viaggio da sole?

Spesso vogliono solo uscire dalla monotonia della vita di coppia. Molte sono reduci da separazioni e hanno voglia di conoscere altre donne e iniziare una nuova vita. Un segmento fiorente in questo momento è quello delle over 50, ma anche over 60. Donne sempre più in salute, sempre più intraprendenti, senza problemi di figli e spesso con meno problemi di budget, e anche pratiche di internet.

Ha rintracciato qualche altra tendenza nei viaggi al femminile?

Per esempio c’è un ritorno degli ostelli. Una volta erano strutture di infima categoria con camerate condivise e bagni comuni, adatte solo a studenti poco pretenziosi. Oggi invece esistono catene di ostelli di buon livello che offrono condivisione a prezzi vantaggiosi, tante donne vi si affidano perché possono socializzare. Non tutte possono permettersi i boutique hotel.

Qualche novità in arrivo?

Oltre a continuare l’attività online – siamo arrivati a 80.000 accessi unici al mese con 500.000 pagine viste – sono tornata a dedicarmi alle guide women friendly cartacee. Con l’editore Morellini abbiamo pubblicato da tempo Venezia e Londra, e il mese scorso abbiamo presentato anche Roma e Milano.