Lifestyle
Intervista, di ,

“Io, personaggio da cartone animato, eccezionale a modo mio”

La cantante Arisa, doppiatrice della protagonista di Cattivissimo me 2, critica la visione ristretta della fisicità femminile raccontata dal cinema

“Per fortuna sono una cantante e devo preoccuparmi solo relativamente di quanto sia insolito il mio aspetto fisico”. Arisa è a Roma per presentare il cartone animato Cattivissimo me 2, dove presta la voce al personaggio di Lucy, la donna “stramba e tenera” di cui il protagonista Gru si innamora.

“Non è stato difficile: io stessa sono un cartone animato”, dice Arisa. “E trovo che il cinema di animazione sia in assoluto il più accogliente per noi donne ‘fuori formato’, ovvero non belle secondo i canoni tradizionali, o peggio ancora hollywoodiani”.

A quali standard deve uniformarsi una donna di spettacolo oggi?

Purtroppo siamo ancora fermi al modello stereotipato della pubblicità, e il cinema, che dovrebbe formare le donne in maniera diversa rispetto alla falsità degli spot, non fa altro che adeguarsi.

Si riconosce in Lucy?

Lucy è molto più magra di me e ha i capelli rossi che avrei sempre desiderato. Ma a parte questi dettagli mi sono identificata in questa donna vera, simpatica, piena di voglia di donarsi. E ho gioito quando Gru, per correre da lei, manda a quel paese la rifattona di turno. Da quando ho camminato nelle scarpe di Lucy, mi sento un po’ meno “diversa”.

Quanto ha inciso la fisicità nella sua carriera?

Molto. All’inizio mi è servita a distinguermi: la voce da cartone animato – appunto – gli occhiali spessi, il nasone, i chili di troppo, hanno fatto sì che il pubblico mi notasse. Ma se non avessi avuto un po’ di talento mi avrebbero liquidata come un fenomeno da baraccone.

E poi?

Poi ho lavorato molto sul mio aspetto, a cominciare dalla voce, che adesso è più bassa e profonda, per proseguire con la dieta e le lenti a contatto. Ma non ho voluto inseguire un modello astratto di bellezza, sia perché non ci arriverei mai, che perché il mio aspetto anomalo è la mia unicità.


Secondo lei questa unicità può essere di ostacolo ad una carriera nel cinema?

Io resto essenzialmente una musicista, il resto capita, è un’opportunità per esprimermi, ma solo nella musica mi sento veramente bella. Dunque non mi importa se, a causa del mio look, non avrò una carriera da star del grande schermo.

A che cosa sta lavorando adesso?

Dopo l’esperienza di X Factor e qualche apparizione cinematografica (in Tutta colpa della musica, La peggior settimana della mia vita e Colpi di fulmine, ndr) voglio immergermi completamente nella musica. Sto preparando un nuovo cd, sperando di trovare dentro di me qualcosa di abbastanza bello e profondo da comunicare a chi ascolta. Non mi piace deludere me stessa, figuriamoci gli altri. E poi sto scrivendo un nuovo romanzo su un grande amore atteso per tutta la vita.

Le manca X Factor?

(Silenzio) Moltissimo. Ma Mika, che mi ha sostituito, mi piace davvero. (Pausa) Certo, se si fosse potuta fare una conduzione a cinque giudici, ne sarei stata felice.