Idee

Due sorelle editrici a Torino e nasce Cartman nella via dei fiori

Quando i soldi sono pochi e la burocrazia fa di tutto per scoraggiarti, solo l'amore vero per i libri e la sorellanza possono darti la spinta per andare avanti. Chiara e Cecilia Caprettini raccontano qui la loro storia fatta di impegno, tenacia e passione

Quando si decide di aprire una casa editrice, in realtà non si decide, si sceglie. Cosa? Di seguire una passione. Non siamo tutti così fortunati da individuare quello che amiamo a 27 anni, ma noi, Cecilia e Chiara, abbiamo fatto così: siamo una psicologa clinica e una studentessa di liceo, i nostri genitori, docenti universitari, ci hanno fatto crescere tra i libri.

Per realizzare questo sogno abbiamo pensato a Cartman, nella strada di Torino dove c’è la casa di famiglia e dove la tavernetta si prestava quale luogo ideale per installare un computer, una stampante e… iniziare. Senza alcun finanziamento, né fondo europeo. I veri sogni non costano cari, costano in termini di fatica, di responsabilità, di passione. Per i soldi si può risparmiare, per i primi no. Anzi, più si investe e più la ditta cresce, piano piano, come una di quelle serre che prima c’erano al posto della tavernetta, in strada Cartman appunto, antica zona di floricoltori, che diventa anche il nome della Casa Editrice.

“Cart-man? L’uomo di carta?” ci chiedono spesso. Sì, certo. Anche. Ma non solo. Kartmann era un floricoltore, non dimentichiamolo. Libri nati in mezzo ai fiori, quindi. Niente di più bello. Nasciamo dal piccolo, da una piccola strada con piccoli mezzi. Ma con un amore grande per il lavoro, per la lettura, per le vite che si celano dietro ogni pagina scritta. Il resto viene dopo.

Chiara cresce e da liceale si laurea in Lettere, poi diventa scrittrice e insegnante. E quindi ora siamo davvero in due: le forze si uniscono e finalmente lavoriamo fianco a fianco. Noi andiamo a braccetto. Una mail con un nuovo libro arriva, Chiara lo spulcia, Cecilia legge tra le righe.

“Che bello, è un’autobiografia.” dice Cecilia, con l’approccio da psicologa. “Ottimo” risponde Chiara, pensando che le autobiografie siano più complesse da correggere. Macché: il libro si intitolerà Luce buio luce, è scritto da una giovanissima Benedetta Barberis, e non è scritto bene, di più. Parla di disturbi del comportamento alimentare, è la storia di chi l’ha scritto, e noi lo amiamo, come tutti i nostri libri. Ma questo particolarmente, perché è la storia di donna che con fierezza e umiltà racconta la propria sofferenza e le proprie gioie. Anche Barbara Martinelli Köhler lo fa. Lei ha scritto per noi Mamma, quando ti ricrescono i capelli? e anche lei ci racconta la sua vita e la lotta contro il cancro. Ma lo fa senza pesare e senza retorica, lo fa e basta, e noi ci commuoviamo e sorridiamo tutte le volte che lo sguardo cade sulle sue pagine.

Cosa significa scegliere di vivere di libri e con i libri? Significa sapersi emozionare e lasciarsi coinvolgere. Sul piano burocratico vuol dire resistere e non piegarsi agli studi di settore se si sa di lavorare in modo trasparente e non si ha nulla da nascondere, ben consapevoli che lavorare in maniera onesta non implica automaticamente di venire trattati come persone oneste.

Andiamo avanti continuando a credere che prima o poi in Italia le piccole case editrici saranno quelle grandi, nonostante l’evidenza che le parole incentivi e agevolazioni sono fantasmi mediatici che creano illusioni. Nella nostra esperienza possiamo dire che è tutt’ora molto difficile, soprattutto impegnarsi e restare orgogliosamente onesti. Ma in fondo il bello è la sfida. Ogni sogno non è un sogno se non vale la fatica di realizzarlo.

Continuiamo a testa alta la piccola grande missione: trovare libri di qualità, affidare al variegato mondo di lettori libri agili e maneggevoli, manuali, fotografici, poesie, e da questo maggio 2014 anche romanzi: il primo è proprio di Chiara e si intitola Gira il tempo al contrario. Chissà che i tempi non riescano a girare al contrario per davvero, chissà che un grande, grandissimo autore un giorno non scelga proprio noi a cui affidare la sua ultima opera. Illusione? No, sogno. Ma abbiamo imparato che i sogni possono realizzarsi. Basta parlarne, un pomeriggio di settembre di fronte alla sorella e ai genitori. Scegliere. E iniziare. Con piccoli autori che con noi sono grandi, perché ci credono, nel profondo, e come noi ci mettono il cuore.