Idee

Animaonline: la prima e-clinic in Italia per prevenire la violenza contro le donne

Il servizio è pensato per uomini che esprimono difficoltà a vivere rapporti non conflittuali con l’altro sesso. Ma supporta anche parenti, familiari o conoscenti di autori di violenza. Perché prevenire le violenze di genere è meglio che curarle

Prevenire la violenza sulle donne è un argomento sul quale esiste da tempo un vivo dibattito. Ma troppo spesso quando si parla di violenza di genere si trascura di mettere in luce l’intero spettro delle cause che innescano questo odioso fenomeno. Si dà quindi ampio spazio alla cifra culturale e sociale del dramma e ci si interroga sugli indirizzi di politica penale che andrebbero seguiti, ma poco si dice delle patologie che affliggono gli autori di questi abusi: gli uomini. Parliamo quindi di soggetti che non vanno solo opportunamente sanzionati in forza di leggi certe e inequivoche, ma anche curati e seguiti.

Ed è proprio questo che fa Animaonline: la prima e-clinic in Italia, un centro che offre consulenza psicologica su web sette giorni su sette, per ventiquattro ore al giorno, avvalendosi di una propria piattaforma dedicata.
Questa clinica virtuale accoglie, conforta e segue molte donne in difficoltà, che hanno subito molestie e violenze, ma a differenza degli altri centri esistenti in Italia si sta specializzando in una strategia terapeutica che gioca d’anticipo e serve a prevenire i casi di violenza di genere, curando gli uomini “a rischio”.

La Asl Na1 di Napoli, città dove ha sede l’associazione, ha infatti istituito uno sportello specializzato per andare “Oltre la violenza” e rivolgersi direttamente agli uomini. Il servizio è pensato appositamente per uomini che esprimono difficoltà a vivere rapporti non conflittuali con l’altro sesso. Ma non solo: la consulenza è anche pensata per supportare parenti, familiari o conoscenti di autori di violenza, come anche e operatori di servizi che nella loro pratica professionale entrano in contatto con fenomeni di maltrattamento e di violenza.

Lo sportello mette a disposizione professionisti per i tradizionali colloqui individuali e i gruppi di sostegno e di auto aiuto, ma la grande innovazione è la possibilità di offrire a questi pazienti consulenze psicologiche esclusivamente online tramite il portale Anima (www.animaonline.org), per garantire un livello maggiore di anonimato a soggetti che altrimenti nella maggior parte dei casi sceglierebbero di non sottoporsi alla terapia.

Ma in Italia l’assistenza psicologica online è ancora una novità, e il portale Anima nasce infatti come centro di ricerca sul fenomeno – ci spiega il professor Stefano Manzo, docente all’Università di Salerno e fondatore dell’associazione. All’estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Spagna la formula della e-clinic è molto diffusa, mentre nel nostro paese sono ancora pochi i professionisti che la praticano, anche perché per funzionare al meglio richiede il lavoro congiunto di diverse figure professionali: psicologi, psicoterapeuti, ma anche webmaster ed esperti di comunicazione.

Come spesso accade alle novità, nella fase iniziale è stata accolta con timidezza se non con diffidenza da una parte dei cultori di queste materie, anche se in realtà – come emerge da numerosi studi pubblicati – sono molti i vantaggi di una consulenza psicologica prestata online rispetto a un intervento tradizionale. Basti pensare al risparmio in termini di tempi e di costi, che costituiscono un limite non indifferente per molte persone bisognose dell’aiuto di un terapista, ma costrette a rinunciarvi per ragioni economiche.

In più gli interventi web-based sono “più democratici” perché consentono l’accesso alle cure specialistiche anche a chi è costretto a fare i conti con limitazioni fisiche, o geografiche. Molte donne vittime di violenza esitano a chiedere aiuto perché vivono in condizioni di isolamento, o in contesti penalizzanti per ragioni di genere, o per motivi etnici. La prestazione su web riesce quindi a raggiungere tipologie di pazienti che in condizioni di colloquio ordinario vis à vis proverebbero imbarazzo nell’essere identificati e riconosciuti. E questo vale non solo per coloro che sono coinvolti in contesti di violenze di genere, ma anche ad esempio per le vittime di estorsioni, o i tossicodipendenti, o ancora le persone dipendenti dal gioco d’azzardo.

Oltre alla video-consulenza, infatti, sul portale dell’Anima esiste la possibilità di interagire con il proprio psicologo e psicoterapeuta tramite text-chat e mail. Tutte modalità, queste, che contribuiscono a disinibire le persone, mettendole a loro agio e predisponendole ad aprirsi e a comunicare i loro disagi, esponendosi di meno e scegliendo eventualmente di rimanere completamente anonimi senza però escludere in futuro la possibilità di proseguire la consulenza programmando incontri dal vivo.

Questo approccio non pretende di rappresentare la soluzione definitiva per mettere la parola “fine” al problema dell’odio di genere e alle atroci conseguenze che spesso ne derivano, ma si pone certamente come un valido tentativo, un passo nella giusta direzione. Perché individuare un disagio o una patologia a monte, prima che si manifesti nella sua più cupa brutalità, potrebbe evitare il verificarsi di atti tragicamente concreti.