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Intervista, di ,

“A Wellesley impariamo a pensare che tutto sia possibile”

Un gruppo di studentesse del Wellesley College raccontano la loro esperienza in un'università per sole allieve: competizione, sorellanza, rigore accademico, meno distrazioni, e l'opportunità di esercitare la leadership al femminile

Sono brillanti, attente, partecipi. Sono femminili, vestite alla moda, virtualmente indistinguibili dalle loro coetanee, se non per un livello di attenzione (e di buone maniere) che non sempre si riscontra fra le studentesse universitarie. E per il fatto che più della metà ha scelto di studiare materie scientifiche.
Sono il gruppetto di allieve del secondo anno al Wellesley College del Massachusetts (Stati Uniti) che la professoressa Flavia Laviosa, loro insegnante di lingua e cultura italiana, ha accompagnato a Roma per proseguire l’attività didattica in full immersion. Tutte si esprimono con proprietà di linguaggio e un ampio vocabolario, nonostante studino la nostra lingua da poco. Abbiamo chiesto loro di raccontare i pro e i contro di un’istruzione tutta al femminile.

In che modo una scuola tutta femminile può avvantaggiare le studentesse nella preparazione scolastica e nella vita lavorativa?

Francesca (studentessa di informatica)
In un’università frequentata solo da donne le studentesse hanno l’opportunità di esplorare i propri interessi e sviluppare competenze in quei settori professionali tradizionalmente riservati agli uomini.

Sophie (studentessa di biologia e filosofia)
Molte studentesse in classi miste hanno paura di parlare, e penso che ne abbiano meno quando la classe è tutta femminile. Inoltre possono studiare di più se non devono perdere tempo a pensare a come sono vestite o truccate. Infine, rispetto alle altre università, a Wellesley le donne possono esercitare più spesso la capacità di essere leader.

Julia S. (studentessa di linguistica cognitiva)
Questa scuola offre un’istruzione che crea persone solide. A Wellesley le donne non devono lottare per essere ascoltate, e c’è un forte vincolo di sorellanza e di sostegno tra le studentesse.

Kelsey (studentessa di storia dell’arte)
Qui non devo fare buona impressione su nessun altro che me stessa.

Kathy (studentessa di chimica e studi di genere)
In classe ho meno paura di essere giudicata o fraintesa.

Hannah (studentessa di scienze politiche)
Prima di arrivare a Wellesley, avevo interiorizzato senza accorgermene che essere donna fosse in un certo senso essere inferiore. E come conseguenza, in un contesto academico, a volte ero più timida, più inibita. Qui invece riesco a raggiungere il mio massimo potenziale. Inoltre senza ragazzi intorno sono più concentrata sullo studio, e l’ambiente accademico è più rigoroso.

Meg (studentessa di neuroscienze)
C’è un forte accento sulle donne ai vertici, soprattutto in settori a dominazione maschile come scienza ed economia.

Rachel (studentessa di storia dell’arte medievale e rinascimentale)
Le donne che studiano in una scuola tutta femminile si abituano a vedere altre donne in posizione di potere e si impegnano a portare quel livello di successo femminile anche nella vita lavorativa che segue.

Gabrielle (studentessa di lettere)
Impariamo a pensare che tutto è possibile. La mia università mi ha incoraggiato ad essere impermeabile al pregiudizio contro le donne e a perseverare in presenza delle difficoltà.

Julia Z. (studentessa di fisica)
Le studentesse di Wellesley sono incoraggiate nei loro studi e nella loro partecipazione alla vita pubblica come membri della comunità. Abbiamo anche una vita sociale al di fuori del campus, ma rimane secondaria.

Meg
A me Wellesley piace anche perché posso vedere gli uomini quando voglio, e non vederli quando non voglio.

Hannah
Di fatto, la laurea a Wellesley è considerata un titolo preferenziale sul curriculum.

Francesca
E il network delle laureate aiuta le altre a entrare nel mondo del lavoro.

Ci sono aspetti negativi nello studiare solo fra donne?

Julia Z.
Forse che le ragazze, in un momento cruciale della loro maturazione, non imparano a interagire con i ragazzi in classe, o dimenticano come si fa. Ma nessuno ci vieta di frequentare gli studenti maschi fuori dal campus.

Sophie
Forse non essendo abituate ad ascoltare le opinioni degli uomini non ci abituiamo a competere con loro come dovremo fare nella vita lavorativa.

Francesca
Alcune studentesse incontrano difficoltà sul posto di lavoro perché la discriminazione le coglie di sorpresa.

Kelsey
La presenza dei maschi in classe non mi manca, ma sul campus sì. Mi manca avere amici con cui mangiare una pizza o uscire nel week-end.

Hannah
Gli aspetti negativi di essere in una scuola tutta femminile sono quasi tutti limitati al contesto sociale. Wellesley è un’università intensamente accademica e forse la mancanza di studenti maschi aggiunge alla sua natura competitiva. Però la competizione fra studentesse non è mai spietata.

Francesca
È una competizione intensa, ma corretta.

Julia S.
C’è, naturalmente, molta competizione accademica, ma poiché siamo tutte donne c’è anche un legame speciale. Immagino che in un’università mista ci sia meno sorellanza e più individualismo, perché a volte le donne credono di dover fare colpo sugli uomini.

In che modo si esplica la leadership femminile, e può costituire un modello per tutti?

Sophie
La leadership femminile è diversa da quella maschile perché le donne autorizzano gli altri a fare le cose. A Wellesley imparo anche a delegare e a non fare tutto al posto degli altri.

Kathy
Molti guardano alla leadership femminile solo in alcune professioni, come la medicina o la politica. Ma non c’è un modello uguale per tutte: essere una leader significa semplicemente fare una differenza nella vite delle donne. Per questo anche una mamma può essere una leader.

Gabrielle
Una volta Meg ed io abbiamo trovato su un banco venti dollari e una nota che diceva: “Non prenderli se non sono tuoi”. Questo è tipico Wellesley.

Julia Z.
Se le donne possono dimostrare le loro capacità di leader, danno speranza a coraggio a qualsiasi altro gruppo sottorappresentato.

Ragionando oltre la parità: a che cosa dobbiamo aspirare oggi, come donne?

Hannah
Ad essere meno accomodanti. Le donne spesso sacrificano le loro aspirazioni e questo influenza negativamente le loro vite individuali e la leadership femminile in generale. Wellesley ci insegna a non fare questi sacrifici, a mantenere le priorità accademiche e professionali, a concentrarci su quello che vogliamo nella vita, senza distrarci.

Julia Z.
Come donne, dobbiamo comunicare il nostro pensiero in modo intelligente ed efficace, e guidare le nostre comunità offrendo esempio e ispirazione.

Che cosa rispondete a chi giudica antistorica un’università tutta femminile?

Rachel
Di solito, dico che Wellesley è una scuola dalla quale sto ricevendo una buona istruzione e che insegna alle donne a sentirsi potenti e non ristrette dagli uomini. Ci rende competenti, e versatili.

Julia S.
Io faccio presente che a Wellesley si sono laureate alcune delle donne più intelligenti e stimate degli Stati Uniti e del mondo.

Francesca
Quelli che non ci conoscono ci affibbiano due stereotipi: il primo è quello della lesbica che sostiene le politiche liberal e scrive poesie. L’altro è quello della donna che cerca marito, perché in origine Wellesley era un’università molto conservatrice per ragazze che volevano sposare i ragazzi di Harvard.

Hannah
Questi stereotipi esistono perché per molti siamo definite solo dal nostro genere. Ma noi siamo persone e studentesse, prima di tutto.

Kathy
Penso che certe critiche siano la reazione maschile a un gruppo di donne istruite e autorizzate al comando. Questo spaventa molti uomini perchè vedono minacciato il loro predominio.

Rachel
Le studentesse di Wellesley sono informate sulle tematiche femministe ed è molto comune avere discussioni sulla parità. E se un professore dice qualcosa di sessista o fuori luogo prendiamo tutte posizione.

Potete farmi degli esempi concreti che illustrino la specificità della vostra esperienza a Wellesley?

Sophie
Lo scorso semestre ho studiato molto, e ho frequentato prevalentemente la biblioteca e la palestra. Non avevo tempo di vestirmi bene, di pettinarmi o truccarmi. Se Wellesley fosse stata una scuola mista, avrei studiato di meno e avrei passato più di tempo a preoccuparmi del mio aspetto.

Francesca
In una scuola mista le studentesse di informatica come me si sentono intimidite dagli studenti maschi che smanettano da quando avevano dieci anni. A Wellesley invece hanno l’opportunità di creare programmi computerizzati senza sentirsi imbarazzate se all’inizio sbagliano.

Kathy
Grazie a Wellesley, che è protettiva come una famiglia, sono passata dall’essere molto timida all’essere socievole.

Julia S.
Anche per me Wellesley è un rifugio, un ambiente nel quale mi sento al sicuro. I professori si preoccupano del benessere di noi studentesse. Per esempio, la prima cosa che mi domanda la professoressa Laviosa quando mi incontra è come mi sento, e com’è la mia vita a Wellesley.