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Uomo e donna: come ripensare i propri ruoli e la propria idea dell’amore

Perché esiste il femminicidio? La ragione profonda sta nell’idea che certi uomini hanno delle donne come beni di loro proprietà, spiega l'autrice di Raccontami l'amore, un dialogo "oltre le convenzioni"

Questo brano è un’anticipazione tratta da “Raccontami l’amore – Dialogo sulle forme dell’amore: oltre le convenzioni, le degenerazioni, i tabù”, una conversazione sull’omosessualità e il femminicidio di Paola Concia e Claudio Volpe che uscirà il 28 novembre per Edizioni Anordest

Grazie al femminismo le donne sono cambiate nella percezione di sé e del proprio ruolo nella società. A fronte di questi mutamenti è evidente una resistenza dell’uomo al cambiamento e all’evolversi dei rapporti relazionali e l’incapacità di provvedere alla costruzione dentro di sé e con le donne di nuovi modelli di relazione.

Qualcuno diceva che molte donne oggi si percepiscono come un work in progress, impegnate in un cammino di continuo confronto e riflessione su se stesse e su come relazionarsi col mondo. Mentre l’uomo non accetta di cambiare se stesso e il suo modo di rapportarsi con la donna, spesso si sente messo in ombra dall’autonomia che sta progressivamente acquisendo e sente allora il bisogno di riaffermare con forza estrema la sua preponderanza, il suo potere di controllo e di dominio.

Perché, in fondo, esiste il femminicidio? La ragione profonda sta nell’idea di amore proprietario, vissuto come immutabilmente acquisito, come un bene di proprietà; un possedere l’altro nell’ambito di uno schema predefinito dove l’uomo è colui che comanda, possiede e decide e la donna deve lasciarsi guidare, gestire, sottomettere. Molte donne per fortuna, oggi sempre di più, sono fuori da questa posizione di subalternità psicologica, economica, familiare.

Quanti uomini oggi riescono ad immaginare con loro una relazione alla pari, un interscambio? Davanti alla libertà di una donna, molti si sentono venire meno la terra sotto i piedi, sentono di aver perso un ruolo identitario rassicurante. Essendo questa la realtà che caratterizza i nostri giorni, noi siamo costretti a farci i conti.

Perché il femminicidio esiste e sembra essere inarrestabile? È questo un quesito che dovrebbe interrogare gli uomini sul limite della loro capacità di amare donne libere, donne con la loro autonomia, identità e forza. Dall’altra parte dovrebbe interrogare le donne che spesso persistono all’interno di queste relazioni malate perché l’idea di stare con un uomo delegandogli la costruzione della propria vita pare quasi un destino ineluttabile di sottomissione predestinata.

Io mi chiedo allora: è possibile pensare, anche e soprattutto dal punto di vista maschile, a una modalità diversa ed egualitaria di relazione amorosa tra uomo e donna? È possibile oggi pensare la relazione in un’ottica diversa dove non debba esserci necessariamente una posizione di superiorità del maschio e per la donna l’idea interiorizzata che si possa essere amate solo facendosi collocare in una posizione di inferiorità?

Il femminicidio viene visto come uno scontro tra due sessi, maschile e femminile, uomo e donna. È sicuramente questo e riguarda il contrasto tra due culture, da una parte le donne che hanno cercato il cambiamento, conquistando la propria indipendenza e autonomia, e dall’altra gli uomini che non accettano tale cambiamento. È evidente dunque come questo scontro tra culture chiami in causa non solo l’opposizione nella relazione ma due modi di interpretare la società.

Credo che in Italia sia ancora troppo radicata l’idea di una cultura del focolare, della donna vista come buona massaia, buona moglie, buona madre, donna pacificatrice, sopportatrice di ogni tensione. A fronte di questa visione se ne può riscontrare un’altra, del tutto opposta, dove la figura femminile viene costruita come oggetto del desiderio, come simbolo di trasgressione e di piacere, di conquista, di seduzione.

Questa schizofrenia porta a polarizzare due immagini ben precise ma in ogni caso estremamente riduttive ed offensive di quella che è l’identità di una donna: abbiamo la “donna-remissiva” da una parte e la “donna-trasgressiva” dall’altra. Noi donne siamo altro e siamo oltre, invito gli uomini a raggiungerci, potrebbe essere bello e sorprendente.