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Donne al comando delle redazioni: in Italia solo l’11%

La media europea della presenza femminile alla direzione delle redazioni giornalistiche è solo del 30%. L'Italia contribuisce a tenerla bassa. E per i portali di informazione online va anche peggio

Redazioni giornalistiche italiane a guida quasi esclusivamente maschile. Se la media europea è del 30% di donne sedute ai desk direzionali, l’Italia si ferma all’11%. Sono i dati contenuti in una ricerca pubblicata la scorsa estate dallo European  Institute for Gender Equality  (Eige) che ha preso in considerazione, per il nostro paese, i ruoli decisionali nelle redazioni Rai, Mediaset, Corriere della Sera e La Repubblica. Paesi come la Bulgaria e la Lettonia registrano un numero di donne superiore agli uomini a tutti i livelli decisionali, e paesi come l’Estonia, la Lituania, la Romania, la Slovenia, la Finlandia e la Svezia hanno percentuali di donne fra il 40% e il 50%. Va male in UK, e lo conferma una ricerca sui principali quotidiani, fatta da womaninjournalism.co.uk  lo scorso anno, che ha contato solo il 22% di firme femminili sulle prime pagine: comunque, il doppio della percentuale italiana. Eppure, come accade in quasi tutti i settori, anche nel mondo dell’informazione in Europa le donne risultano avere livelli di istruzione più avanzati: l’Eurostat ci dice che le giornaliste laureate sono il 68% mentre gli uomini solo il 32%. Anche nelle scuole di giornalismo le donne sono più della metà.

Negli ultimi 10 anni il numero complessivo delle impiegate nelle redazioni è cresciuto costantemente fino a raggiungere il 40% in Europa, e secondo la ricerca più recente dell’Osservatorio di Pavia, la presenza delle donne ha quasi raggiunto la media europea. La disuguaglianza resta ai vertici delle organizzazioni. E si riflette anche nella composizione del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti: nel triennio 2013-2016, come in quello precedente, le donne che compongono il consiglio nazionale dell’ODG sono solo il 15%.

Tra i giornali quotidiani a diffusione nazionale solo “il manifesto” è attualmente diretto da una donna. Naturalmente la presenza di direttori, vice e caporedattori nelle redazioni sale quando vengono presi in considerazione i periodici, dato che sono molti quelli dedicati alle donne. Perché, pare, delle faccende di donne è bene che si occupino le donne.

Situazione deprimente anche per quanto riguarda i siti web di informazione, anzi forse anche peggio, se si scorrono i menù degli staff redazionali. Nella galassia dei grandi portali di notizie è apparsa, solo l’anno scorso, una direttrice donna: Lucia Annunziata per l’Huffington Post.